Posts contrassegnato dai tag ‘Guy Evans’

frontSono trascorsi undici anni da quando il generatore ha ripreso vita (Present). Da quel momento sono seguiti altri due lavori, oltre uno puramente sperimentale, che hanno visto la formazione ridursi pesantemente di una unità; ciò nonostante i gloriosi Van Der Graaf Generator hanno dato impulso ad una nuova fase della loro carriera, presumibilmente l’ultima. Spifferi e voci di corridoio, fonti più o meno autorevoli, vogliono infatti che Do Not Disturb, tredicesima uscita della storica band pubblicata per Esoteric Antenna, sia il canto del cigno, l’album con il quale il trio abbia deciso di salutare definitivamente i fans ed abbandonare la scena.

In tutta onestà non so se questo corrisponda al vero ma lo ritengo plausibile, a fronte del fluire inesorabile del tempo che per forza di cose sottrae energie. (altro…)

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A differenza della recensione di un album il report di un concerto è maggiormente incentrato sulle emozioni suscitate dalla musica; l’aspetto tecnico è vivo, ben presente ma nell’economia della serata spesso finisce per passare in secondo piano.

E ieri sera le emozioni sono fioccate a grappoli in Piazza Duomo a Pistoia per una delle serate più attese di questa edizione di Pistoia Blues che prevedeva in cartellone la concomitante presenza di Van Der Graaf Generator Steven Wilson.

Una calda serata di luglio ha tenuto dunque  a battesimo questa prestigiosa e strana accoppiata tanto da instillare nel sottoscritto qualche timore prima del via; cresciuto musicalmente con i maestri del prog e amante devoto del leader dei Porcupine Tree, temevo preventivamente infatti questa sorta di strano e imminente incrocio tra un passato glorioso ed un presente sfavillante.

Con ogni probabilità erano solo mie sensazioni ma sta di fatto che vedere una band come quella capitanata da Peter Hammill “aprire” per qualcun altro…confesso che mi ha fatto sentire il peso dell’età ! (altro…)

L’ondata del nuovo movimento (poi chiamato progressive rock), vede tra gli altri, ormai lanciati, i Van der Graaf Generator, band fondamentale nata e cresciuta tra Manchester e Londra. Sono anni musicalmente effervescenti, uno zampillare continuo di idee e proposte che andranno a scrivere di li  a poco la storia del rock. In Inghilterra, l’eredità dei Beatles viene raccolta da alcuni gruppi che pur essendo alle prime armi mostrano da subito l’intenzione di volere ampliare gli orizzonti proposti dai Fab Four nella seconda parte della loro carriera. Questo processo di elaborazione e sperimentazione passa attraverso varie modalità, ognuna peculiare e diversa, tanto da divenire in breve uno stile, perfettamente riconoscibile.

Siamo verso la fine del 1970 e i VDGG, capitanati da quello che si rivelerà in tutto e per tutto uno dei musicisti essenziali ed imprescindibili (Peter Hammill) hanno già al loro attivo due album dal peso specifico notevole, ricchi di contenuti e di brani destinati a diventare di culto pur appartenendo ancora alla fase iniziale della loro discografia. Nel settembre del 1969 The Aerosol Grey Machine (il debutto) e solo 5 mesi più tardi l’uscita di The Least We Can Do Is Wave to Each Other riescono da subito a dettare le nuove coordinate indicate dalla band che come vedremo, hanno modo di distaccarsi stilisticamente in modo netto dagli altri gruppi coevi. (altro…)