Posts contrassegnato dai tag ‘Inside Out’

Affiancato da una pletora nutritissima di musicisti, torna Steve Hackett con l’annunciato At the Edge of Light., pubblicato per Inside Out.

Dopo le luci e ombre di Wolflight e la superiore convinzione di The Night Siren, il nuovo lavoro dell’ex Genesis si attesta su buoni livelli, confermando quei sentori etnici già rilevati più volte in precedenza e spostando se mai l’asticella un poco più in alto.

In aggiunta ai membri stabili della sua band (Rob TownsendAmanda LehmannJohn HackettGary O’Toole Roger King), troviamo le due coriste dei Pink Floyd Durga Lorelei McBroom, i batteristi Nick D’Virgilio Simon PhillipsJonas Reingold al basso, Christine Townsend viola e violino ed altri ancora (sitar, tar, didgeridoo, duduk). (altro…)

Annunci

L’inesauribile Roine Stolt, da sempre anima dei Flower Kings, pilastro di altre formazioni e protagonista di numerose e importanti collaborazioni, riprende il suo cammino solista interrotto ormai tredici anni fa con una modalità particolare, posta probabilmente a mezza via tra il lavoro con la band e quello in proprio.

Manifesto Of An Alchemist, questo il titolo del nuovo lavoro, è intestato infatti ad un moniker curioso, Roine Stolt’s The Flower King; il chitarrista svedese si avvale di un nutrito gruppo di collaboratori tra i quali i due “fiori” Jonas Reingold (basso) e Hasse Froberg (voce), Marco Minnemann (batteria), Rob Townsend (fiati), oltre ad ospitate di peso quali quelle di Nad Sylvan (voce) e Max Lorentz (voce e Hammond). (altro…)

Seduto dietro il suo Hammond e circondato dalle numerose e fide keyboards Andy Tillison si ripresenta ai nastri di partenza alla guida dei Tangent proponendo Proxy, decimo lavoro in studio della band anglo-svedese.

Il nuovo album, edito per Inside Out, segue ad un anno di distanza la pubblicazione di The Slow Rust of Forgotten Machinery (da ricordare l’ottima The Sad Story of Lead and Astatine) e vede dunque confermata l’estrema prolificità del gruppo; quanto alla line up vanno registrati l’ennesimo nuovo ingresso alla batteria (Steve Roberts) e l’ospitata di Göran Edman per le backing vocals; per il resto confermatissimi Jonas Reingold al basso, Theo Travis ai fiati e Luke Machin alle chitarre. (altro…)

Uno strappo deciso, micidiale, un violento stacco verso l’alto…questo e altro scaturisce dall’attento e ripetuto ascolto di Vector, quinto e nuovo lavoro per gli Haken, mixato da Adam “Nolly” Getgood (già bassista dei Periphery) e pubblicato per Inside Out.

A mio vedere la band inglese è tra quelle che più hanno raggiunto consensi nell’ultimo quinquennio, in un percorso che, se non proprio nell’indirizzo musicale, non è poi così dissimile da quello dei Leprous.

Gli Haken hanno saputo mostrare varie sfaccettature della loro proposta, quando più incline ad un tecnico e raffinato prog metal, quando invece tendendo a rileggere in chiave attuale antichi sentori progressive e quando ancora facendo ricorso ad input electronic provenienti dagli anni ’80. (altro…)

Dici Spock’s Beard e ripensi agli anni ’90, a quella stagione che ha partorito e rappresentato la nascita della terza generazione del progressive rock, andato poi declinandosi sotto varie forme. Tredici album in studio all’attivo, alcuni live, un’intensa attività costellata di tournée in giro per il mondo…ed oggi, con il consueto piglio ed ancora una buona dose di entusiasmo, la band statunitense richiama l’attenzione su di sé con Noise Floor, il nuovo lavoro che si compone di un CD ed un EP suddiviso in 4 brani.

La formazione registra l’importante rientro (almeno in studio) di Nick D’Virgilio alla batteria in luogo del fuoriuscito Jimmy Keegan; l’album, come andremo a vedere, mostra le consuete peculiarità della band, qui a mio parere più a fuoco che nel recente passato (The Oblivion Particle). (altro…)

Come avevo avuto modo di accennare due anni fa, lo Steve Hackett di Wolflight non mi aveva entusiasmato come in altre occasioni; si trattava infatti di un album piacevole e poco più, non abbastanza incisivo.

Pubblicato da Inside Out, esce adesso The Night Siren, lavoro che sulla carta dovrebbe offrire qualche spunto di novità in quanto il chitarrista inglese ha radunato intorno a sè, oltre la consueta band, una moltitudine di musicisti e cantanti provenienti dal medio oriente, dall’Azerbaijan, dagli Stati Uniti e dal nord Europa, celebrando in qualche modo una sorta di melting pot sonoro, portato a compimento con l’utilizzo aggiunto di strumenti etnici. (altro…)

frontAccompagnato da una nutrita pletora di nomi illustri torna in scena Tim Bowness, ex voce dei No-Man e con lui l’immancabile Steven Wilson anche se qui solo in veste di “regista” (mixing e mastering).

Lost in the Ghost Light, questo il titolo del nuovo album in uscita per Inside Out, prosegue sicuro sul cammino tracciato con i due lavori precedenti, e cioè l’ottimo Abandoned Dancehall Dreams ed il successivo Stupid Things That Mean the World.

Questa volta è il turno di un concept imperniato sulla vita, su e giù dal palco, di un immaginario musicista rock giunto al tramonto della sua carriera e questo, in un certo senso, segna una lieve differenza nelle sonorità. (altro…)