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Un album dai riscontri non proprio unanimi ed entusiastici (il debutto con i Vuur), una crisi matrimoniale profonda e lacerante (poi rientrata) che ha lasciato comunque delle cicatrici, poi la pandemia ed il conseguente azzeramento dell’attività sul palco Gli ultimi anni per Anneke van Giersbergen sono stati piuttosto intensi e complicati e a testimoniarlo esce ora il nuovo lavoro solista intitolato The Darkest Skies Are the Brightest, pubblicato per InsideOut.

Si tratta quindi di un album molto personale, intimo e sentito, composto interamente dalla cantante di Eindhoven con il solo ausilio del chitarrista Gijs Coolen, vecchio amico e sodale.

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Produttivo come pochi, Neal Morse compare nuovamente sugli scaffali con Sola Gratia, lavoro a lui personalmente intestato (pubblicato dalla ormai onnipresente Inside Out.) che segue di pochissimo l’uscita di un album di cover.

Il corposo disco è interamente farina del sacco del protagonista che si è avvalso, al solito, dei suoi più fidati collaboratori e dunque, nell’ordine: Mike Portnoy (batteria e cori), Randy George (basso), Bill Hubauer (piano, organo synth), Eric Gillette (chitarre) e Gideon Klein (tastiere).

Proseguendo nel suo afflato CristianoNeal Morse questa volta ci racconta in musica la vita dell’apostolo San Paolo, dapprima fariseo, e della sua successiva conversione avvenuta sulla via per Damasco. (altro…)

Panther, nuovo ed undicesimo album dei Pain Of Salvation, in uscita per Inside Out, è forse una delle pubblicazioni più attese di questo anno.

Non si tratta di un lavoro immediato, si svela man mano e manifesta un’anima piuttosto diversa dal lavoro precedente.

Infatti, se In the Passing Light of Day rifletteva mirabilmente i tormenti, le angosce e la ri-acquisita speranza vissute da Daniel Gildenlöw a causa della terribile malattia che lo aveva precedentemente colpito, il nuovo disco sprigiona invece una energia magmatica, tra spunti elecronic induriti ed un sound nel complesso molto più oscuro, dove probabilmente l’unica concessione alle splendide ed intense atmosfere oniriche del recente passato è insita nella lunga traccia di chiusura. (altro…)

Ci eravamo lasciati poco più di un anno fa…sotto le stelle (Under Stars) e di nuovo il Lonely Robot di John Mitchell è comparso con la quarta fatica dal titolo Feelings Are Good, edita per Inside Out.

Più volte ho avuto modo di tessere le lodi del chitarrista e compositore inglese oltre che di sottolinearne la prolificità; certo è che pubblicare quattro album in soli cinque anni può divenire un boomerang in un’epoca come la nostra dove tutto viene consumato ed archiviato in tempi strettissimi ma…tant’è.

Mitchell per questo nuovo album ha scelto di suonare in prima persona ogni strumento ad eccezione delle parti di batteria, affidate ancora una volta al collaudatissimo Craig Blundell. (altro…)

I gloriosi e redivivi Kansas ci hanno preso gusto e si ripropongono agli appassionati con The Absence of Presence, ennesimo capitolo della loro avventura discografica, targato Inside Out.

Devo subito sottolineare che se The Prelude Implicit (2016) aveva sorpreso per una inopinata vitalità, a mio vedere il nuovo lavoro lo supera per coesione ed una inaspettata energia da parte di una band storica che è riuscita a compenetrare al meglio l’inserimento di forze “fresche” (il nuovo tastierista e voce Tom Brislin, il chitarrista e produttore Zak Rizvi, già a suo agio nella precedente pubblicazione) con quelli che rappresentano gli storici pilastri rimasti, Phil Ehart (batteria) e Richard Williams (chitarre) e gli altri componenti. (altro…)