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YesBig

Dopo l’inatteso e cospicuo successo di 90125 gli Yes, con la medesima formazione e Trevor Horn in regia, decidono di tentare il bis; dovrà passare però del tempo perché il successore sia pronto. Infatti la gestazione di Big Generator si presenta complicata sin dal principio, tra spostamenti di studi di registrazione, diatribe interne, scelte musicali non condivise e divergenti: da una parte la volontà di insistere sulla nuova direzione, più accessibile, intrapresa con 90125 e che ha fruttato tra le altre cose un allargamento della platea. Dall’altra il desiderio di recuperare almeno alcune delle sonorità che hanno edificato di fatto il percorso storico della band.

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Abbondantemente preannunciata, è di questi giorni l’uscita di 1000 Hands – Chapter One, nuovo lavoro di Jon Anderson che rompe un silenzio solista durato nove anni. Va ricordato come l’ex cantante degli Yes, dalla voce angelica ed inimitabile, sia stato tra i più fattivi sostenitori delle collaborazioni a distanza utilizzando la tecnologia moderna e 1000 Hands, sotto questo punto di vista, ne è un trattato.

Molti dei brani in scaletta provengono da un passato ormai lontano ( tra l’altro c’è ancora l’apporto di Chris Squire) e sono stati successivamente rielaborati e sviluppati; l’elenco degli ospiti di prestigio è interminabile e, dunque, improponibile per intero. Pertanto, oltre ai compagni della storica band, in ordine sparso appaiono Jean-Luc PontyChick CoreaIan AndersonCarmine AppiceJonathan Cain (Journey), la sezione fiati dei Tower Of Power e tanti, tanti altri. (altro…)

Giugno 2018 si segnala per la pubblicazione di esordio di un nuovo super-gruppo, The Sea Within. L’album reca un titolo eponimo ed è edito per InsideOut mentre la band, come ampiamente preannunciato, è composta da: Roine Stolt chitarra e voce (Flower Kings Transatlantic), Jonas Reingold basso(Flower KingsKarmakanic The Tangent), Daniel Gildenlöw voce e chitarra (Pain Of Salvation), Tom Brislin tastiere e piano (alcune lussuose collaborazioni nel passato) e Marco Minnemann batteria (The Aristocrats).

Come se tutto questo non bastasse, si aggiunge pure una lista di ospiti eccellenti: un intenso cammeo di Jon Anderson, un contributo al piano di Jordan Rudess, il sax di Rob Townsend (Steve Hackett) e, in due tracce oltre che presenza fissa on stage, la voce di Casey McPherson (Flying Colors). (altro…)

frontLe cronache raccontano di un primo contatto avvenuto un paio di anni fa in occasione della Progressive Nation At Sea Cruise, un incontro live risultato molto proficuo tra i Transatlantic e l’indimenticabile ex voce degli Yes. Successivamente il patron della Inside Out (Thomas Waber) ha spinto e fatto in modo che quel feeling istintivo, quelle affinità musicali sgorgate con inaspettata naturalezza, trovassero approdo in un album di materiale inedito.

Nasce così, in poche parole, l’estemporaneo incrocio tra Jon Anderson Roine Stolt, un progetto sulla carta se vogliamo anche bizzarro ed oltretutto preceduto dal non troppo confortante episodio che ha visto protagonista lo stesso cantante e Jean Luc Ponty. (altro…)

frontFinalmente l’incontro musicale da molto tempo preannunciato vive di una testimonianza tangibile, concreta; una maturazione piuttosto laboriosa ha prodotto Better Late Than Never (mai titolo fu più azzeccato !), primo lavoro della band scaturita dalla collaborazione tra Jon Anderson, indimenticabile voce degli Yes ed il funambolico violinista francese Jean Luc Ponty, una carriera nel jazz, fusion e con partecipazioni in alcuni memorabili lavori di Frank Zappa.

Il progetto in realtà vagava nell’aria da decenni ma poi, come spesso succede, non si è potuto realizzare per i diversi impegni dei due musicisti. In seguito, qualche anno fa, la malattia del cantante e la… “forzata” dipartita dagli Yeshanno reso possibile che si materializzasse questo particolare connubio. (altro…)