Posts contrassegnato dai tag ‘Marco Berni’

Se due anni fa con Scintilla Nosound a mio vedere non avevano eccessivamente…brillato, oggi va invece registrata la tangibile virata electronic che la band guidata da Giancarlo Erra propone con Allow Yourself, sesto titolo del catalogo.

Pubblicato al solito da Kscope il nuovo lavoro si propone di scavare nella profondità del proprio sentire per dare spazio a quella urgenza comunicativa che in questo caso, esula dagli stilemi più conosciuti, più canonici, approcciando sonorità e voci disperate in modo personale.

Volendo cercare riferimenti, al fine di inquadrare meglio il discorso, si può pensare all’incontro tra alcune suggestive e liquide atmosfere post rock e l’angosciante ricerca elettronica di certi Radiohead, un punto di fusione di certo particolare per Nosound. (altro…)

frontCon Giancarlo Erra ed i suoi Nosound ci eravamo lasciati poco più di tre anni fa sulle note del pregevole Afterthoughts; ancora pubblicato per Kscope esce adesso Scintilla, quinta fatica della band romana da tempo trapiantata in Inghilterra.

Il fil rouge che lega tra loro i dischi del gruppo è sempre stato marcato,tanto da produrre in più di un’occasione risultati significativi quanto a ricerca delle atmosfere, particolare attenzione nella scelta dei suoni e, sopratutto, capacità di trasmettere molto sul piano emotivo.

In linea generale, pur con qualche variante e/o aggiunta, il nuovo lavoro si inserisce con naturalezza nel solco tracciato, giovandosi pure dell’apporto vocale di Vincent Cavanagh (Anathema) in due brani e di Andrea Chimenti, voce e co-autore di un altro. (altro…)

frontUna band italiana, un musicista italiano, un progetto italiano di cui andare particolarmente orgogliosi. Afterthoughts è il nuovo album dei Nosound di Giancarlo Erra, entrati nel 2008 nella prestigiosa scuderia Kscope.

Preceduto dal bellissimo At The Pier, breve EP uscito lo scorso novembre che vedeva alla batteria Chris Maitland (ex Porcupine Tree Blackfield), Afterthoughts prosegue l’opera di ricerca musicale di Erra, stabilmente inserita in un filone che vede Steven Wilson, Porcupine Tree e, a mio parere in modo in tono minore, Anathema e Pineapple Thief come scie luminose; scavando a ritroso nel tempo i Pink Floyd possono risultare l’aggancio più credibile con il passato.

Quarto album della serie che vede il solo Alessandro Luci al basso, collaboratore della prima ora, rimasto in formazione sin dal debutto. Attualmente Marco Berni (tastiere), Paolo Vigliarolo (chitarra acustica) e Giulio Caneponi (batteria) completano il roster, anche se in studio, come accennato, alle pelli si è disimpegnato con la consueta classe di nuovo Maitland. (altro…)