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Preannunciato dalla label KScope, ecco disponibile Through Shaded Woods, il nuovo lavoro di Mariusz Duda sotto il moniker Lunatic Soul; un side project che ha ormai acquisito una sua dimensione ed una storia, considerando che si tratta del settimo titolo in catalogo a dodici anni dall’esordio.

Through Shaded Woods coniuga il consueto sentire del musicista polacco, qui depauperato di tentazioni elettroniche, con i rivoli più arcani dell’antico folk di matrice scandinava e slava, per un lavoro interamente da lui composto, suonato e cantato. E dunque laghi, foreste intricate, lunghe ombre e silenzi di ghiaccio sono la cornice ideale nella quale collocare questi brani dal sapore invernale e spesso notturno, in una perenne simbiosi tra sogno e realtà. (altro…)

I prodromi con Shrine of New Generation Slaves (2013), l’evoluzione con Love, Fear and the Time Machine (2015), passando per la dolorosa scomparsa di Piotr Grudziński e due uscite per il side project Lunatic Soul. Oggi la parziale conferma del diverso indirizzo sonoro intrapreso da Mariusz Duda ed i suoi Riverside con la pubblicazione di Wasteland, settimo sigillo per la band polacca, edito per InsideOut.

I bagliori e le ombre tratteggiate da un approccio più electronic avevano oramai soppiantato in buona parte la dicotomia tra segmenti melodici ed altri più ispidi, per anni un vero punto di forza del quartetto; già, il quartetto… purtroppo si è ridotto ad un trio e questo ha influito molto sulla cifra stilistica della band, sia sul piano umano (una perdita davvero importante) che su quello delle strutture musicali. (altro…)

Mariusz Duda, bassista e frontman dei Riverside, fa doppietta con la pubblicazione di Under The Fragmented Sky, sesto capitolo del side project denominato Lunatic Soul che segue a soli sette mesi di distanza l’uscita dell’ottimo Fractured.

Il nuovo album, edito ancora per KScope, vede il solo Wawrzyniec Dramowicz accompagnare alla batteria il bassista e cantante polacco, in quella che è una sorta di chiusura del cerchio tracciato con il disco precedente; anche qui è di nuovo un’intenzione electronic a fare da linea guida, un sentore che da tempo pervade Duda, emerso pure sulla sponda della band di origine con Love, Fear and the Time Machine.

La programmazione dei synth recita quindi un ruolo di primissimo piano, come del resto la voce calda ed evocativa, talvolta filtrata, del musicista. (altro…)

frontUn paio di anni fa l’occhio attento della label Kscope si è posato sull’inedito duo russo Iamthemorning portando alla ribalta con Belighted la cantante Marjana Semkina ed il pianista, tastierista e compositore Gleb Kolyadin. Una proposta musicale, la loro, piuttosto particolare e che, solo per banalizzare, si può definire crossover prog; molti infatti i richiami alla musica classica nelle dita e nella mente del pianista, capace di creare atmosfere eteree ed ovattate combinandosi con il timbro dolce ma presente della giovane singer.

Il progressive che di nuovo incontra lo spirito della classica; certo non una novità in senso assoluto ma sicuramente piuttosto peculiare in questa forma. (altro…)

frontUn sottile ed invisibile filo lega l’uscita a nome Lunatic Soul dello scorso anno al sesto e nuovo capitolo dei Riverside.

E’ in uscita infatti Love, Fear and the Time Machine (pubblicato per InsideOut), ultima fatica della band di Varsavia che vede un parziale stravolgimento delle sonorità consuete, con uno sguardo proiettato all’indietro verso la decade degli ’80. Ecco dunque l’analogia con Walking on a Flashlight Beam, dove però l’elettronica ed un aspetto meditativo la facevano da padrone; il nuovo lavoro dei Riverside, come è ovvio che sia, fonde invece queste “tentazioni” retrò con la forza propulsiva del quartetto.

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