Posts contrassegnato dai tag ‘Motorpsycho’

frontNuovo appuntamento con la magmatica creatività dei Motorpsycho. Due anni dopo il travolgente Behind the Sun la band norvegese presenta il nuovo e diciassettesimo lavoro dal titolo Here Be Monsters, pubblicato per l’etichetta Rune Grammofon. Il trio di Trondheim prosegue la sua marcia inarrestabile, a dispetto del tempo trascorso e lo fa con un altro album, l’ennesimo, in grado di squadernare tutto ed il contrario di tutto: i consueti passaggi lisergici ed acidi a sottolineare un sentire psichedelico di fine anni’60, una suite avventurosa, brevi passaggi più melodici.

In poche parole viene di nuovo issato il vessillo di quello che, in merito al gruppo di Bent Sæther , viene definito eclectic prog. (altro…)

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frontBand: Kaukasus. Album: Uscita: maggio 2014. Detta così francamente spiega poco, si può interpretare come l’album di esordio di una nuova formazione, l’ennesima che si lancia nell’avventura musicale nell’era digitale.

Se però si va a curiosare più a fondo si scopre che non è proprio così, nel senso che i tre membri di questa formazione scandinava sono delle vecchie conoscenze; si tratta infatti di Mattias Olsson (batteria e mellotron, già con Änglagård ed ora con White Willow), Ketil Vestrum Einarsen (tastiere e fiati, già con i Jaga Jazzist) e Rhys Marsh, voce,chitarra e basso con The Opium Cartel. 

Un crogiuolo di gruppi norvegesi/svedesi che coprono uno spettro piuttosto ampio di sonorità; ecco dunque il tentativo dei Kaukasus di fondere e sintetizzare queste diverse esperienze, distillando un sound che potrei definire un alchimia di art rocknew prog e accenti di ambient rock nordico.  (altro…)

frontUn gruppo con una storia ormai lunga e consolidata alle spalle, un sound estremamente eclettico e difficilmente catalogabile tanto da fare nel tempo collezione di “etichette”: progressive, new prog, psychedelic rock, alternative rock, post rock. Tutto e niente di questo, sto parlando dei Motorpsycho che pubblicano in questi giorni il loro nuovo e sedicesimo titolo, Behind the Sun.

Un anno fa avevano dato alle stampe Still Life With Eggplant che mi aveva colpito per l’insolito senso di leggerezza ed immediatezza, alcuni brani parevano addirittura seguire la forma-canzone con risultati comunque sempre più che dignitosi.

Confermata la presenza come secondo chitarrista di Reine Fiske (già con i Landberk), il trio divenuto..quasi un quartetto riparte proprio dall’album precedente per espandersi nuovamente verso più direzioni. (altro…)