Posts contrassegnato dai tag ‘Neo Prog’

A tre anni di distanza da The Unquiet Sky ma, sopratutto, giusto a venti anni dall’uscita di The Visitor al quale idealmente si riallaccia, gli Arena pubblicano la loro nuova fatica dal titolo (appunto) Double Vision.

Si tratta del nono album in studio per la band guidata dal biondo tastierista Clive Nolan e dal batterista Mick Pointer; la formazione debuttò, lo ricordo, ormai ben 23 anni fa. I rimandi e la ricerca del completamento di qualcosa rimasto in sospeso su The Visitor sono qua e la sensibili e, per di più, in qualche modo confermati dallo stesso Nolan in sede di presentazione del disco.

L’esito, parere del tutto personale, ne è piuttosto distante. (altro…)

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Giungono novità dalla Germania con l’uscita dell’ottavo album dei Crystal Palace, intitolato Scattered Shards.

Se la pubblicazione di due anni or sono (Dawn Of Eternity) mi aveva convinto a metà, lasciando più di qualche perplessità, non posso affermare che la situazione sia di molto evoluta. Il sound del quartetto capitanato dal bassista e cantante Yenz Strurz rimane indirizzato verso la conosciuta deriva neo prog, irrobustito qua e la da potenti segmenti prog metal ma, a mio vedere e come già ho avuto modo di dire, il tallone d’Achille rimane la continuità.

Scattered Shards in questo senso non fa eccezione, confermando la tendenza emersa con il predecessore. (altro…)

Scritto quasi in contemporanea a Quiet StormSeas of Change è il nuovo e dodicesimo lavoro in studio per i Galahad del cantante Stu Nicholson.

Album che si pone dunque, rispetto al predecessore, come gemello ma..diverso, figlio più o meno del medesimo periodo ma al tempo stesso che ne rimanda un’immagine rovesciata: una corposa serie di songs per il primo, una unica, lunga ed interminabile suite (poco meno di 43 minuti) per il secondo.

Il ritorno a bordo di Lee Abraham, ora definitivamente in veste di chitarrista, ricompone così la catena creativa che ultimamente segnava un pò il passo. (altro…)

Abbiamo dovuto attendere tre anni e mezzo per il nuovo album dei Magenta ma, a conti fatti, ne è valsa la pena, We Are Legend, questo il titolo del successore di The Twenty Seven Club, si presenta infatti con tutte le credenziali per fare bene.

Soltanto tre lunghi brani compongono il nuovo disco della band gallese dove come al solito Christina BoothRob Reed Chris Fry offrono una prova degna del loro blasone; ad accompagnarli in questa occasione troviamo Dan Nelson al basso e Jon Griffiths alla batteria.

Confesso che di primo acchito la struttura della track list (per certi versi ardita) mi ha sorpreso ma, successivamente, ho potuto constatare la bontà della scelta. (altro…)

Grande attesa per l’uscita di Detachment, quinto e nuovo lavoro dei Barock Project, pubblicato a due anni di distanza da Skyline e che vede la band rimasta “orfana” della voce di Luca Pancaldi e, al tempo stesso, il debutto in sala d’incisione del bassista Francesco Caliendo.

Il pianista, polistrumentista e compositore Luca Zabbini, anima del gruppo emiliano, oggi ricopre anche il ruolo di cantante con risultati più che confortanti.

Esaurita la premessa, tengo a sottolineare come questo nuovo lavoro segni un ulteriore step nella discografia dei BP, un processo che mostra di essere ancora in positiva e propositiva evoluzione. (altro…)

frontNell’orbita del neo prog, fatti salvi i gruppi totemici di genere, si aggira da molti anni una pletora di band le quali, fedeli sino in fondo ai dettami di stile, hanno ormai da tempo perso il treno giusto. C’è poi invece una ristretta cerchia, decisamente meno cospicua, che ha cercato lungo il percorso di rinnovarsi o, comunque, di aggiungere qualche elemento alternativo. E’ questo il caso degli olandesi Knight Area che, personalmente, seguo dai promettenti esordi e che proprio poco più di due anni fa con Hyperdrive avevano lanciato incoraggianti segnali per un nuovo corso.

Pubblicato da Butler Records, il quintetto olandese capitanato dal tastierista Gerben Klazinga presenta in questi giorni Heaven and Beyond, sesto capitolo del proprio catalogo. (altro…)

frontQuattro anni dopo il gradevole See Right Through You si riaffacciano i Jadis del chitarrista e cantante Gary Chandler mentre, nella costante mutevolezza di questa formazione, si registra l’importante ritorno dell’ottimo Martin Orford.

No Fear Of Looking Down è il titolo del nuovo lavoro del quartetto inglese, completato ancora da Andy Marlow (basso) e  Steve Christey (batteria): otto brani nuovi di zecca che in larga parte però, lo anticipo subito, poco aggiungono dal lato creativo al catalogo della band. (altro…)