Posts contrassegnato dai tag ‘Neo Prog’

Abbiamo dovuto attendere tre anni e mezzo per il nuovo album dei Magenta ma, a conti fatti, ne è valsa la pena, We Are Legend, questo il titolo del successore di The Twenty Seven Club, si presenta infatti con tutte le credenziali per fare bene.

Soltanto tre lunghi brani compongono il nuovo disco della band gallese dove come al solito Christina BoothRob Reed Chris Fry offrono una prova degna del loro blasone; ad accompagnarli in questa occasione troviamo Dan Nelson al basso e Jon Griffiths alla batteria.

Confesso che di primo acchito la struttura della track list (per certi versi ardita) mi ha sorpreso ma, successivamente, ho potuto constatare la bontà della scelta. (altro…)

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Grande attesa per l’uscita di Detachment, quinto e nuovo lavoro dei Barock Project, pubblicato a due anni di distanza da Skyline e che vede la band rimasta “orfana” della voce di Luca Pancaldi e, al tempo stesso, il debutto in sala d’incisione del bassista Francesco Caliendo.

Il pianista, polistrumentista e compositore Luca Zabbini, anima del gruppo emiliano, oggi ricopre anche il ruolo di cantante con risultati più che confortanti.

Esaurita la premessa, tengo a sottolineare come questo nuovo lavoro segni un ulteriore step nella discografia dei BP, un processo che mostra di essere ancora in positiva e propositiva evoluzione. (altro…)

frontNell’orbita del neo prog, fatti salvi i gruppi totemici di genere, si aggira da molti anni una pletora di band le quali, fedeli sino in fondo ai dettami di stile, hanno ormai da tempo perso il treno giusto. C’è poi invece una ristretta cerchia, decisamente meno cospicua, che ha cercato lungo il percorso di rinnovarsi o, comunque, di aggiungere qualche elemento alternativo. E’ questo il caso degli olandesi Knight Area che, personalmente, seguo dai promettenti esordi e che proprio poco più di due anni fa con Hyperdrive avevano lanciato incoraggianti segnali per un nuovo corso.

Pubblicato da Butler Records, il quintetto olandese capitanato dal tastierista Gerben Klazinga presenta in questi giorni Heaven and Beyond, sesto capitolo del proprio catalogo. (altro…)

frontQuattro anni dopo il gradevole See Right Through You si riaffacciano i Jadis del chitarrista e cantante Gary Chandler mentre, nella costante mutevolezza di questa formazione, si registra l’importante ritorno dell’ottimo Martin Orford.

No Fear Of Looking Down è il titolo del nuovo lavoro del quartetto inglese, completato ancora da Andy Marlow (basso) e  Steve Christey (batteria): otto brani nuovi di zecca che in larga parte però, lo anticipo subito, poco aggiungono dal lato creativo al catalogo della band. (altro…)

frontDevo dire che non mi capita spesso di rimanere come incagliato ascoltando un nuovo disco, tanto meno quando la pubblicazione riguarda una band dalla carriera ormai più che trentennale. E’ invece quello che mi è accaduto, sopratutto inizialmente, avvicinandomi alla nuova uscita dei Marillion, probabilmente una tra le più attese di questo anno.

F E A R (F*** Everyone And Run) infatti è un album che mi ha messo in difficoltà oltre il previsto benché non proponga incredibili novità musicali o di testo, nonostante renda l’impressione di ripartire da dove i nostri avevano concluso con Sounds That Can’t Be Made con, al tempo stesso, similitudini e divergenze e malgrado infine un trademark sonoro ormai inconfondibile. (altro…)

frontUsuali frequentatori delle “montagne russe”, i tedeschi Crystal Palace si ripresentano con Dawn Of Eternity, settima e nuova fatica che viene pubblicata da Gentle Art of Music con la collaborazione di Yogi Lang (mixing e mastering), front man dei RPWL.

Dopo il convincente The System Of Events (2013) che a mio parere ha segnato il momento più alto della band di Berlino, ecco gli ennesimi cambi di formazione ed un album che, a mio avviso, fa compiere loro di nuovo un sensibile passo indietro.

Ma andiamo con ordine; Tom Ronney (batteria), Dominic Gröger (voce), più la chitarra di Markus Reuter (Stick Men) in soli tre brani, sono le new entry proposte in questa occasione. (altro…)

IQ-Ever-FrontalForse le coincidenze non hanno spiegazioni, forse nemmeno esistono, ma quando un album aderisce in pieno e completamente ad una fase della tua vita qualcosa ti viene da pensare. Vicino al trentesimo anno ma ancora dentro fino al collo ai miei vent’anni, stavo vivendo un inatteso periodo di continue spinte emotive, di tensioni e scoperte inattese, di rapporti bruciati e ricostruiti da un giorno all’altro, di nottate perdute dietro un sogno e nessuna aspettativa di lungo periodo. Questo disco per me è un po’ così. E’un impasto di tutte queste cose, è un continuo andare avanti, giorno dopo giorno, con nuove sensazioni e cambi di ritmo improvvisi, due o tre cose da fare ogni sera e il tempo davvero dilatato, mille occasioni, nessuna rinuncia. Ogni giorno pieno di troppi stimoli, di troppe idee, di troppa vita e incredibilmente denso. (altro…)