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Solo un anno fa ero qua a descrivere le qualità ed i pregi di Folklore ed ecco che i Big Big Train tornano alle stampe con Grimspound, decima pubblicazione del loro percorso discografico.

Mixato e masterizzato da Rob AubreyGrimspound è in un certo senso la prosecuzione ed il completamento del disco precedente ed in qualche modo ne ricalca le linee guida, la densità e la tensione e persino la durata. Un lavoro molto compatto, omogeneo, che sottolinea ancor più che in passato lo stile ormai assolutamente personale e caratteristico della band guidata dall’impeccabile David Longdon.

Ed ancora, anche questo è un lavoro che si svela man mano, illuminando dettagli sempre più nitidi e ricercati a cornice di trame mai banali. (altro…)

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Come avevo avuto modo di accennare due anni fa, lo Steve Hackett di Wolflight non mi aveva entusiasmato come in altre occasioni; si trattava infatti di un album piacevole e poco più, non abbastanza incisivo.

Pubblicato da Inside Out, esce adesso The Night Siren, lavoro che sulla carta dovrebbe offrire qualche spunto di novità in quanto il chitarrista inglese ha radunato intorno a sè, oltre la consueta band, una moltitudine di musicisti e cantanti provenienti dal medio oriente, dall’Azerbaijan, dagli Stati Uniti e dal nord Europa, celebrando in qualche modo una sorta di melting pot sonoro, portato a compimento con l’utilizzo aggiunto di strumenti etnici. (altro…)

frontProsegue il viaggio intergalattico tra spazio e tempo intrapreso a suo tempo da Robin Armstrong con il progetto a formazione variabile Cosmograf. Una moderna trasposizione sci-fi, imperniata su alieni, del Mito di Sisifo di Albert Camus è il cuore della vicenda narrata nel nuovo album intitolato The Unreasonable Silence.

Alcune sonorità viaggianti nell’etere, nello spazio, le voci fuori campo e la tipologia di tematiche affrontate (gli eterni dubbi dell’Uomo, i disagi, la ricerca e la comprensione di un fine ultimo), erano tratti salienti già nelle due precedenti uscite, The Man Left in Space (notevole) e la successiva Capacitor (molto interessante).

The Unreasonable Silence completa credo una trilogia. (altro…)

frontForti del successo ottenuto con i due capitoli intitolati English Electric, i Big Big Train tornano in prima linea con il nuovo lavoro, Folklore, nono della serie. Siamo ormai davanti ad una delle migliori espressioni dell’attuale scena progressive inglese, gli echi di stampo genesisiano permangono ma mitigati e abbondantemente filtrati perché la band da qualche anno ha portato a compimento la propria maturazione, sfoggiando un proprio stile ed una propria inclinazione che, se è decollata da un momento storico ed un gruppo di riferimento, ha saputo poi trovare uno sviluppo piuttosto personale.

Il nuovo disco non manca di mettere in luce il gusto per la contaminazione tra elementi prog e folk, sposando sonorità moderne ad altre d’annata ma cercando sempre di rendere attuale la proposta. (altro…)

frontCon i Agents Of Mercy fermi da qualche anno ed i lunghi tour vissuti come importante front man nella band di Steve Hackett, la carriera solista di Nad Sylvan si era persa nelle nebbie del tempo, l’ultimo squillo (Sylvanites) risaliva a ben 12 anni orsono.

Tra le pieghe di una data e l’altra degli estenuanti tour al soldo del chitarrista ex Genesis, il cantante di origini statunitensi ha cominciato a mettere insieme le idee per un nuovo progetto a suo nome che oggi vede la luce sotto le insegne InsideOut.

Courting The Widow trova raccolto attorno al biondo singer un cast di musicisti stellare, frutto per lo più di amicizie e/o collaborazioni maturate ormai da anni. (altro…)

frontPoco più di un anno fa ho avuto modo di entusiasmarmi e tessere le lodi per The Man Left in Space, ottima uscita a firma Cosmograf, una project band che fa riferimento al mastermind inglese Robin Armstrong.

Finalmente è in uscita il nuovo capitolo, quinto della serie, intitolato Capacitor; dico subito, si incanala sulle orme del concept precedente ma solo in parte. Il sound pertanto è sì quello conosciuto (un new prog moderno che si abbevera ancora alla fonte dei Pink Floyd e della psichedelia seventies) ma stavolta è molto più netta e percepibile l’attualizzazione delle sonorità.

Anche in questa occasione è ben nutrita la pattuglia di musicisti che accompagna il poli strumentista britannico, tutti di nome e gran classe. La formazione è in parte cambiata rispetto al disco del 2013: infatti, mentre alla batteria troviamo ancora l’ottimo  Nick D’Virgilio e alla chitarra, pur se solo in un brano, il massiccio Matt Stevens, gli altri ruoli registrano succulenti novità. (altro…)

frontCome annunciato lo scorso settembre in occasione dell’uscita di English Electric (Part One), puntualmente a marzo i Big Big Train  si ripresentano proponendo il secondo capitolo, English Electric (Part Two).

La prima parte di questo doppio lavoro, quella uscita nel 2012, si è rivelata un successo, addirittura magnificata dalla stampa inglese; anche da noi i riscontri sono stati molto positivi ed in effetti posso dire di averlo trovato uno degli album progressive migliori dello scorso anno. La capacità di miscelare elementi canonici e nuovi, il sapere tratteggiare in modo delicato ma al tempo stesso incisivo situazioni e personaggi, un songwriting mai banale e scontato fanno sì che ogni episodio sia spesso denso di spunti notevoli.

Finalmente, verrebbe da dire, i giusti meriti sono stati tributati al gruppo di Greg Spawton e compagni; trovata la quadratura del cerchio con una formazione stabile il gruppo pare davvero lanciato verso un orizzonte roseo, supportato da continui miglioramenti. (altro…)