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Con un album compatto, straniante, insolito e difficilmente collocabile tornano in prima linea gli O.R.k. Ramagehead (edito via Kscope) è il terzo tassello di una project band che sta assumendo una dimensione sempre più concreta nonostante le distanze geografiche e la moltitudine di impegni, vedasi in particolare i casi di Colin Edwin Pat Mastelotto.

Un sound capace di incrociare efficacemente tra loro i percorsi di King CrimsonPorcupine Tree Soundgarden con una naturalezza che non può lasciare indifferenti. E a tutto questo, naturalmente, contribuiscono in modo sostanziale la voce di Lorenzo Esposito Fornasari (aka Lef) e la chitarra talvolta impetuosa di Carmelo Pipitone (Marta Sui Tubi) per un prog/alternative piuttosto originale e di carattere. (altro…)

frontCon i King Crimson rientrati in gioco e a breve attesi in tour in Italia, Tony Levin e Pat Mastelotto insieme al fido Markus Reuter rilanciano sul versante Stick Men con Prog Noir, quinta fatica in studio per il power trio.

Quattro anni ci separavano da Deep, l’ultima uscita della band e devo dire che, a parte alcuni inserti vocali (mancanti dall’esordio), da un punto strettamente musicale e di composizione poche novità si segnalano tra i solchi dell’ultimo disco. I nuovi brani al solito si articolano poggiando sulle immense qualità dei tre musicisti, ognuno esponente di vertice nel proprio ambito; per lo più strumentali, mettono ancora una volta in luce la grande intesa e l’energia che essi sono in grado di esprimere. (altro…)

folderUn interprete delicato e dallo stile molto espressivo, un impianto musicale raffinato; pubblicato per Inside Out esce dunque Stupid Things That Mean the World, la nuova fatica di Tim Bowness, già voce inconfondibile del progetto No-Man in collaborazione con Steven Wilson. Accantonato forse definitivamente il duo, prosegue così il viaggio in solitaria del sofisticato cantante inglese, forte degli ottimi riscontri ottenuti esattamente un anno fa con Abandoned Dancehall Dreams.

Un cast di prima grandezza e qualità collabora fattivamente alla realizzazione di quello che però, anticipo subito, personalmente valuto come un sensibile passo indietro quanto a freschezza di idee ed incisività delle melodie rispetto al recente passato. (altro…)

frontFermi ormai da qualche anno i No-Man, alcune ospitate di lusso disseminate nel tempo (ottime quelle con Giancarlo Erra dei Nosound), ci sono voluti però dieci anni prima che Tim Bowness desse alle stampe il secondo album solista, disponibile adesso con il titolo di Abandoned Dancehall Dreams.

Inside Out si incarica di pubblicare il nuovo lavoro che trova il cantante inglese alle prese con uno staff di prim’ordine: mixato dall’amico e collega Steven Wilson, vede all’opera tutta la formazione (live) dei No-Man rinforzata dalle presenze di Pat MastelottoColin Edwin Anna Phoebe (violinista della Trans-Siberian Orchestra), senza dimenticare il contributo importante fornito per gli arrangiamenti degli archi dal compositore classico Andrew Keeling.

Una lunga attesa che però ripaga con gli interessi all’ascolto, sopratutto tutti coloro i quali amano in modo particolare i colori e le atmosfere art rock e/o post rock. (altro…)

frontChi ama il gusto della sfida, il moto di una selva di ingranaggi complicati..chi è dotato particolarmente di voglia di ascoltare e nello stesso tempo comporre un puzzle sonoro, apprezzerà di sicuro il nuovo lavoro del bassista e cantante laziale Marco Machera, già autore del promettente album di esordio intitolato One Time, Somewhere (2012) del quale avevo avuto modo di raccontare.

Già…perché mentre nel primo episodio veniva presentata una galleria di “immagini” musicali, ben articolata ma forse ancora un pò in divenire, in Dime Novels Machera sceglie di alzare il tiro; se vogliamo mantiene formalmente l’impianto del debutto ma ala resa dei conti l’ascolto si complica, diviene più frammentario ma al tempo stesso più profondo, abissale. (altro…)

La rete è oramai una fonte inesauribile di curiosità e di novità. Da modo a noi appassionati di essere sempre aggiornati e talvolta anche di fare delle gradite scoperte. Così è stato in questo caso: spulciando il web mi sono imbattuto casualmente sul sito di Marco Machera, giovanissimo bassista di Latina in grado di disimpegnarsi in modo egregio anche alla chitarra. Un poco di documentazione sul musicista è basilare e scopro che, tra l’altro, è stato opener nei concerti di Frank Gambale, Jerry Marotta e Adrian Belew. Praticamente autodidatta, spazia tra più generi musicali come si può notare ascoltando il suo album di debutto, One Time, Somewhere. Andando subito a sbirciare tra i credits non nego che sono rimasto folgorato notando che alla batteria c’è Mr. Pat Mastelotto ; al piano Mark Kostabi, musicista e pittore di Los Angeles autore tra l’altro della copertina di Use Your Illusion dei Guns’N Roses. Rob Fetters, cantante e chitarrista dei Bears con Adrian Belew, canta in un brano mentre Francesco Zampi , polistrumentista, suona gli archi, percussioni, chitarre e cura gli arrangiamenti. Machera suona basso, chitarra e canta L’album è stato registrato tra l’Italia e gli Stati Uniti ed è stato mixato da Francesco Zampi; prodotto dallo stesso Machera e Martina Sacchetti.

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