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Con una regolarità impressionante tornano alla ribalta i Mostly Autumn del chitarrista, cantante e compositore Bryan Josh, forti del nuovo e dodicesimo lavoro intitolato Sight of Day.

Se il precedente Dressed In Voices (2014) mostrava un lato più “scuro” della band, l’ultima fatica riprende un cammino più solare, più aperto, maggiormente incline a quelle che sono le coordinate usuali e sciorina una durata davvero molto consistente, ben 73 minuti.

Gran parte del lavoro di scrittura è rimasta, al solito, sulle spalle del chitarrista il quale in questa occasione non si è davvero risparmiato. Le sonorità rimangono quelle care al gruppo di York e l’ascolto di Sight of Day conferma e mantiene le piacevolezze conosciute. (altro…)

FrontUna lunga storia di intrecci, militanze comuni, voci femminili ed una provenienza spesso omologa, il Galles; ci sono alcune band che condividono questi elementi che, bene o male, ne hanno caratterizzato la storia. Tra di esse non si possono dimenticare i Karnataka, giunti alla ribalta sul finire degli anni ’90 ed ancora in pista nonostante i frequenti cambi di front woman. Dopo cinque anni di silenzio dal bellissimo The Gathering Light e la fuoriuscita dell’ottima cantante Lisa Fury, tornano alla ribalta con Secrets Of Angels, album n.5 della loro discografia.

Oggi dietro al microfono troviamo un’altra voce alta e possente, quella della giovane Hayley Griffiths e con lei un nuovo batterista (Jimmy Pallagrosi) ed un nuovo tastierista, Cagri Tozluoglu. (altro…)

frontCinque anni fa fece la sua comparsa sulla scena progressive una giovane band greca che debuttò, grazie all’occhio sempre vigile della label Fading Records/AltrOck, con un album decisamente interessante, seppur in buona parte derivativo; mi riferisco agli ateniesi Ciccada che si posero all’attenzione dei fans più voraci ed aggiornati con A Child in The Mirror, un buon lavoro che, pur non esprimendo niente di rivoluzionario, lasciava trasparire diversi spunti piacevoli e ben combinati tra loro (su tutte rammento Epirus A Garden Of Delights).

Un prog eclettico, con rapidi accenni folk, largo uso di tastiere e flauto, una voce femminile e richiami a band dal passato illustre. (altro…)

frontAnne-Marie Helder e Jonathan Edwards, i due membri dei Panic Room, ci hanno preso gusto e danno un seguito al side project denominato Luna Rossa. Infatti, ad un anno e mezzo di distanza dal debutto (Sleeping Pills & Lullabies), esce adesso il secondo capitolo intitolato Secrets & Lies.

L’aggancio con l’uscita precedente in questo caso è doveroso ma va sottolineato come il nuovo lavoro ne sia un’elaborazione, un approfondimento e non solo una mera (per quanto piacevole) prosecuzione. Viene in parte marginalizzato l’aspetto prog folk con una presenza diminuita di alcuni strumenti, la musica evolve così verso un popprog melodico ed intimo, dolce e malinconico senza divenire patinato. (altro…)

frontCon un ritmo regolare, una cadenza ormai consolidata, tornano con un nuovo album gli svedesi Kaipa, orfani ormai da quasi un decennio del chitarrista e fondatore Roine StoltSattyg è il titolo della dodicesima e ultima fatica (pubblicato da InsideOut) e segue a due anni di distanza Vittjar, sin qui forse la loro migliore prova nella nuova formazione.

Dico subito che chi si aspetta novità o esperimenti da parte del sestetto scandinavo rischia di restare deluso. Sattyg prosegue sicuro la marcia a suo tempo intrapresa dalla band, ponendo al centro dell’attenzione dunque un mix di sonorità neo prog con notevoli accenti sinfonici e, talvolta, folk.

Come sempre in questi casi al riguardo si può aprire un dibattito sull’opportunità o la necessità di apportare modifiche, tentando di espandere i propri confini musicali: tendenzialmente è un argomento che mi trova favorevole ma devo dire che in questa occasione i Kaipa, pur mantenendo inalterate tutte le proprie coordinate, hanno fatto un buon lavoro. (altro…)

frontPassa il tempo, corrono gli anni e Gerald Bostock è oramai divenuto a tutti gli effetti l’alter ego di Ian Anderson; il personaggio scaturito più di quarant’anni fa dalla fantasia del menestrello scozzese era clamorosamente tornato alla ribalta nel 2012 con il secondo capitolo di Thick As a Brick. Nel frattempo Gerald si è ritirato dalla vita politica nella placida St. Cleve e, mentre si dedica a tempo pieno alla scrittura, scopre un antico libro scritto da un anziano gentiluomo di campagna, appassionato di storia (Ernest T. Parritt).

Il libro ripercorre la storia inglese attraverso vari personaggi e vicende in differenti epoche; tutti però vengono trattati con una vena molto particolare, frutto del delirio cui la malaria aveva sottoposto il vecchio Parritt.

In questo modo, con un transfer perfetto, Gerald Bostock diviene indirettamente il vero autore di Homo Erraticus, il sesto e nuovo album del leader dei Jethro Tull. (altro…)