Posts contrassegnato dai tag ‘Psychedelic Rock’

frontLa rampante label inglese  Bad Elephant Music presenta Leaves, la quarta e ultima fatica dei Nine Stones Close ora in una formazione completamente rinnovata nella quale della “vecchia guardia” è rimasto, unico punto fermo, il mastermind Adrian Jones,

Un cammino, quello della band anglo-olandese, sin qui in lenta ma costante ascesa che ha messo sempre più in luce la spiccata predisposizione all’intreccio tra passaggi di matrice psichedelica ed aperture larghe, tipicamente progressive. Ogni album, gradualmente e senza colpi di teatro, ha evidenziato questa tendenza che oggi con Leaves, forte anche di forze fresche e dunque spunti nuovi, fotografa al meglio lo status del gruppo. (altro…)

frontNé bello, né brutto, né travolgente né banale, sicuramente particolare. Questo è il motivo per il quale voglio dedicare alcune righe a Bottled Out Of Eden, terzo lavoro dei Knifeworld, un progetto solista divenuto poi una band che fa a capo a Kavus Torabi, chitarrista e poli strumentista inglese di origini iraniane già noto per un passato nei Cardiacs ed in seguito membro dei Gong.

Il nuovo album, pubblicato per Inside Out, riparte da dove ci aveva lasciato due anni fa The Unravelling; una iridescente miscela di psichedelia, progressive, incursioni pop, fitti intrecci vocali, sferzate heavy, fughe jazzy. Dunque un crossover a tutto tondo dove si possono cogliere influenze che vanno da Devin Townsend al brit pop, dai Mothers Of Invention agli stessi Cardiacs. (altro…)

frontProsegue imperterrita la marcia dei Vespero giunti in pochi anni al settimo album. Lique Mekwas è il titolo del nuovo lavoro della band russa capitanata dai fratelli Fedotov e, a grandi linee, poco aggiunge a quanto già non si sapesse sugli orientamenti musicali del combo di Astrakhan.

Space rock fatto di lunghe digressioni interamente strumentali, caratterizzate dalla presenza palpabile del violino (Vitaly Borodin) e, con più parsimonia, di un sax aggiunto (Pavel Alekseev): ciò detto a vantaggio di chi non li conoscesse. Devo anche sottolineare che si tratta sicuramente di musicisti dotati di una cifra tecnica non indifferente; il limite, purtroppo facilmente individuabile, risiede in una talvolta pervicace similitudine al sound dei Ozric Tentacles. (altro…)

frontNuovo appuntamento con la magmatica creatività dei Motorpsycho. Due anni dopo il travolgente Behind the Sun la band norvegese presenta il nuovo e diciassettesimo lavoro dal titolo Here Be Monsters, pubblicato per l’etichetta Rune Grammofon. Il trio di Trondheim prosegue la sua marcia inarrestabile, a dispetto del tempo trascorso e lo fa con un altro album, l’ennesimo, in grado di squadernare tutto ed il contrario di tutto: i consueti passaggi lisergici ed acidi a sottolineare un sentire psichedelico di fine anni’60, una suite avventurosa, brevi passaggi più melodici.

In poche parole viene di nuovo issato il vessillo di quello che, in merito al gruppo di Bent Sæther , viene definito eclectic prog. (altro…)

coverRiuscire a coniugare spunti diversi del Canterbury sound che vanno dai Soft Machine ai Gong (passando per i Camel) con le tensioni psichedeliche di fine anni ’60 dei primissimi Pink Floyd e dei Doors, aggiungendo qualche (velato) richiamo al prog italiano.

A raccontarla così pare un’impresa arzigogolata e forse quasi utopistica, in realtà il distillato prodotto è proprio ciò che contraddistingue il suono dei Winstons, un dinamico ed estemporaneo trio italiano che voglio segnalare per la particolarità dei riferimenti che ne compongono l’alchimia.

L’album eponimo di esordio mette in evidenza dunque la proposta particolare di questo power trio, composto da basso, batteria e tastiere. (altro…)

frontL’uscita del nuovo album (doppio) dell’astronave Ozric Tentacles segue di poco il brillante concerto che la band inglese ha tenuto la scorsa settimana fa al Planet Live di Roma e a cui ho avuto modo di partecipare.

Come succede spesso da un pò di tempo a questa parte, pochi i brani in scaletta estratti dal nuovissimo Technicians Of the Sacred (soltanto tre), quindicesimo capitolo di una saga travolgente cominciata ventisei anni fa. Tanti ne sono trascorsi dal torrenziale esordio (Pungent Effulgent), altri capitoli memorabili sono poi seguiti, altri ancora inevitabilmente hanno perso un pò di smalto; sotto l’egida del chitarrista e tastierista Ed Wynne sono transitati molti musicisti, personaggi che hanno in qualche modo lasciato il segno (Marcus Carcus, Generator John). (altro…)

frontQuella dei Gong pare essere una saga senza fine, si perde nella notte dei tempi ma la cosa più incredibile è che…prosegue, a dispetto del tempo, dell’età dei protagonisti e della scomparsa di alcuni di questi. Si stanno alternando ormai nuove generazioni di musicisti ma la band, il progetto, l’idea anarchica e assolutamente inconfondibile del Gong sound non conosce pause.

Se all’epoca la scena di Canterbury rappresentava realmente un qualcosa di alternativo, a loro volta i Gong sono sempre rimasti un nucleo musicalmente a sé stante, inclini a una contaminazione estrema tra progressive  e derive psichedelic rock, passando da una sostanziosa e gustosa fase fusion, sopratutto quella in cui facevano capo allo scomparso Pierre Moerlen.

Ancora oggi ripropongono coerentemente il loro “sgangherato” modello, non curanti dei decenni trascorsi; la guida della band è rimasta saldamente in mano al settantaseienne Daevid Allen, cantante e chitarrista, membro fondatore di uno dei più particolari ensemble che la storia del rock ricordi. (altro…)