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Abbiamo dovuto attendere tre anni e mezzo per il nuovo album dei Magenta ma, a conti fatti, ne è valsa la pena, We Are Legend, questo il titolo del successore di The Twenty Seven Club, si presenta infatti con tutte le credenziali per fare bene.

Soltanto tre lunghi brani compongono il nuovo disco della band gallese dove come al solito Christina BoothRob Reed Chris Fry offrono una prova degna del loro blasone; ad accompagnarli in questa occasione troviamo Dan Nelson al basso e Jon Griffiths alla batteria.

Confesso che di primo acchito la struttura della track list (per certi versi ardita) mi ha sorpreso ma, successivamente, ho potuto constatare la bontà della scelta. (altro…)

frontUna nuova aggregazione, l’ennesimo “supergruppo” inglese destinato a transitare velocemente come una stella cadente o piuttosto a proseguire il cammino ? Presto per dirlo, fatto sta che è giusto porre attenzione alla nuova creatura formata da Rob Reed, mente compositiva, tastierista e bassista dei Magenta che ha radunato intorno a sé Luke Machin, giovane e talentuoso chitarrista dei Maschine (e con The Tangent), il navigato batterista Andy Edwards (un passato con IQ, Frost* e gli stessi Magenta) ed il cantante Dylan Thompson (ex The Reasoning, adesso con i Shadow of the Sun).

Kiama è il nome della band, pronta finalmente a presentare il lavoro di esordio intitolato Sign of IV, un album che offre un ventaglio heavy prog abbastanza variegato, senza rinunciare ad alcuni passaggi più malinconici e di atmosfera tipicamente british. (altro…)

frontQuando un anno e mezzo fa è stato pubblicato Perilousa mio parere il migliore lavoro degli ultimi anni in casa Glass Hammer, avevo avuto modo comunque di augurare una svolta da parte della band del Tennessee, in funzione di un allontanamento deciso dalle sonorità di pura matrice Yes le quali stavano inesorabilmente relegando il combo americano ad un clone.

Nonostante la simultanea appartenenza di Jon Davison, oramai stabilmente voce anche della “casa madre”, Steve Babb e compagni hanno evidentemente accolto il mio auspicio, presentando con Ode to Echo (album in studio n.14) un lavoro che non solo recupera in buona parte sonorità e intenzioni precedenti a If ma addirittura, in alcuni passaggi, si spinge verso nuove direzioni. (altro…)

frontIl Galles è terra generosa nei confronti del new prog, nell’ ultimo decennio ha sfornato alcune tra le band più interessanti del panorama e, di riflesso, alcune voci femminili davvero importanti. E’ con grande piacere dunque che saluto il ritorno dei Magenta con The Twenty Seven Club, sesto album in studio della band guidata dalla bravissima cantante Christina Booth, pubblicato per Tigermoth Productions.

Due anni dopo Chameleon il trio torna con un progetto basato sulla fatale età dei 27 anni, quella in cui hanno perso la vita (come noto) grandissime star della storia del rock, a causa di abuso di droghe o alcool. Una sorta di casuale maledizione.che non ha mancato nei decenni di fare fiorire una letteratura intorno all’argomento.

Membro aggiunto al trio, in questo caso, è il batterista Andy Edwards (ex Frost* IQ); il nocciolo duro del gruppo rimane quello abituale, dunque con Rob Reed (tastiere, basso e chitarra), Chris Fry  (chitarra) e la già citata singer. (altro…)