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Dolore universale, ansia ed angoscia per l’inadeguatezza delle risposte che il mondo offre alla domande di ognuno, coniugato ad una sorta di male di vivere che da la stura alla depressione. Questi i significati principali che si possono attribuire a Weltschmerz, termine tedesco utilizzato da Fish per intitolare il suo nuovo (e purtroppo) ultimo album, in formato doppio.

Un lavoro che ha vissuto una gestazione estremamente tribolata, legata ai tempi lunghi del musicista, alle sue condizioni psico-fisiche, ai lutti familiari ma, sopra ogni cosa, alla decisione di ritirarsi dalle scene congedandosi proprio con questo disco, nel quale è circondato dalla squadra dei più fidi collaboratori e da altri ospiti illustri. (altro…)

frontSteve Vantsis, bassista e membro cardine della band che da anni accompagna Fish si è messo d’impegno, riflettendo sul futuro per vedere di gettare le basi di qualcosa di nuovo. Richiamato all’appello il vecchio compagno Dave Stewart (batteria), ha lentamente cominciato a comporre brani, completandoli man mano arruolando Paul Humphreys (chitarra) Paul Dourley (voce).

Da cosa nasce cosa e, come spesso accade, si sono aggregati altri compagni di viaggio, seppur con diversi o più limitati. Innanzitutto il sodale Robin Boult (chitarra) e poi l’immancabile John Mitchell che ha contribuito con un solo dei suoi e la direzione al mixer. Ed ancora, John Beck dei It Bites (piano, organo) John Wesley (chitarra). (altro…)

 

10418172_10205067160710191_4951167555504589246_nSono note le disavventure che nello scorso novembre avevano costretto, per problemi di salute, l’ex frontman dei Marillion a posticipare al 2015 l’ultima parte europea del Feast of Consequences tour. Anche per questo si era fatta più viva la curiosità di risentire Fish dal vivo, non solo per apprezzare la resa dal vivo di un album (A Feast of Consequences) indubbiamente cresciuto alla distanza nelle preferenze di chi vi scrive, ma anche per testare (con un interesse, devo confessarlo, all’inizio quasi morboso) la tenuta di una delle più belle ed intense voci che il progressive ed il rock in generale abbia mai esibito. (altro…)

frontGiusto un paio di anni fa avevamo potuto apprezzare con soddisfazione il risultato dell’interessante e curiosa collaborazione tra Pete Trewavas ed il chitarrista americano Eric Blackwood; l’inedito duo sotto l’egida Edison’s Children aveva infatti proposto  In the Last Waking Moments…album per certi versi sorprendente.

Due anni più tardi, proprio mentre sta per calare il sipario sul 2013, ecco il secondo episodio intitolato The Final Breath Before November. Innanzitutto ritengo giusto fare una considerazione preliminare e cioè che trovo questo prosieguo una piacevole sorpresa, visto che i molteplici impegni del bassista (Marillion, Transatlantic) potevano fare pensare ad un episodio destinato a rimanere isolato.

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frontUna delle uscite più attese nel corso di questo anno si è finalmente materializzata;  è adesso disponibile il decimo e nuovo album di Fish il cui titolo è A Feast of Consequences.

Pubblicato per la propria etichetta (Chocolate Frog Record) segna il ritorno discografico sei anni dopo l’uscita di 13th Star; un arco di tempo piuttosto lungo nel quale il vecchio Derek ha dovuto innanzitutto preoccuparsi di curare lo stato di salute, in particolare della sua gola che per lungo tempo ha fatto temere il peggio.

Spasmodica attesa dicevo in apertura anche perché, a dirla tutta, le ultime prove del “pesciolone” non erano state proprio esaltanti (Field of Crows in particolar modo); il successivo tracollo della voce regalava solo sensazioni nefaste e aveva alimentato dubbi ed incertezze riguardo il prosieguo della carriera.

Ma per un combattente di razza qual è Fish anche questa era una battaglia da vincere e, grazie al cielo, ci è riuscito, tornando per regalarci undici brani da lui scritti e cantati con la produzione del confermato Calum Malcolm.  (altro…)