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frontQuarto sigillo (o quinto, secondo come si consideri Juggernaut) per i Periphery ! Sempre più lanciata, la band di Washington va così a presentare Periphery III: Select Difficulty, pubblicato per Sumerian Records ed in uscita proprio nei prossimi giorni. Una produzione sin qui estremamente copiosa quella del gruppo di Misha Mansoor, tanto a che (a mio parere) sta diventando forse ipertrofica.

Gestire uscite con cadenza media quasi annuale è complicato di per sé, considerando poi il regime vorticoso del loro djent metal diventa ancora più difficoltoso mantenere uno standard compositivo fresco ad ogni appuntamento; e proprio da qui voglio cominciare perché, se Select Difficulty conferma una coerenza stilistica e di approccio, al tempo stesso però, qua e la comincia a mostrare la corda sul versante del songwriting. (altro…)

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frontDue anni e mezzo dopo This Time It’s Personal e con l’intermezzo di un sostanzioso EP (Clear), ecco in uscita il terzo album dei Periphery del chitarrista Misha Mansoor. Il progetto è oltremodo ambizioso perché alla resa dei conti si tratta di un doppio album diviso in due dischi intitolati Juggernaut: Alpha Juggernaut: Omega, pubblicati per Century Media.

Formazione invariata, il solito sestetto abrasivo dotato di una forza d’urto devastante grazie al suono oscuro, compatto e martellante delle tre chitarre e di una ritmica impressionante; gli ingredienti che hanno portato progressivamente alla ribalta la band del Maryland ci sono tutti, confermati al cento per cento. (altro…)

Talvolta può capitare di dovere correggere il tiro, almeno in buona parte e dunque in questo caso non mi sottraggo al dovere di dichiararmi (parzialmente) ravveduto. Lo scorso aprile, in occasione del concerto a Perugia dei Dream Theater, avevo avuto l’occasione di ascoltare anche i Periphery. Band fino a quel momento a me sconosciuta, non mi avevano particolarmente impressionato, anzi; complice forse anche un sound check non dei migliori il loro live set non mi era piaciuto. Tanto (troppo) rumoroso, suoni poco bilanciati, in una location che adusa al rimbombo non facilitava le cose. In un simile contesto tre chitarre a otto corde, con la loro accordatura bassa e scura, evidentemente non potevano rendere a dovere.

Dunque è stato più per curiosità che per convinzione che mi sono accostato al secondo album del gruppo originario del Maryland, intitolato Periphery II: This Time It’s Personal. 

Per chi come me, più attempato, non li conoscesse ecco brevemente qualche nota introduttiva; partiti qualche anno fa sull’onda di un prog-metal molto spinto ed aggressivo, si sono rapidamente spostati sul versante djent metal, quel genere che se vogliamo può avere come punto di riferimento i Meshuggah(altro…)