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Dopo una doppietta di eccellente qualità (Your Wilderness 2016 Dissolution 2018) i Pineapple Thief di Bruce Soord provano a rilanciare con Versions of the Truth, pubblicato per KScope.

La strada imboccata questa volta prevede in parte un ritorno al passato; infatti, pur mantenendo alcune delle atmosfere intimiste ed ombrose i brani si srotolano in forma canzone, con una presa più diretta, in alcuni momenti quasi più catchy, realizzando dunque una sorta di via intermedia tra quelli che sono i momenti più salienti del loro catalogo.

Tornano così le primigenie influenze Porcupine Tree, non mancano le atmosfere dal gusto estatico e quei velati richiami ai Radiohead; il tutto però viene elaborato secondo i dettami melodici del quartetto attraverso un canale più immediato. (altro…)

Assoldato definitivamente Gavin Harrison ed il suo enorme bagaglio di tecnica ed esperienza, tornano a far parlare di sé i Pineapple Thief e lo fanno con Dissolution, nuovo lavoro del quartetto guidato da Bruce Soord, edito ancora una volta da Kscope.

E non è da poco la curiosità di andare a verificare la proposta della band a due anni di distanza da quello che rimane sin qui (a mio parere) l’episodio più completo e maturo della loro discografia, Your Wilderness.

In linea generale dunque si può parlare di una nuova stagione per Soord e compagni, le idee sono più a fuoco ed il cammino procede senza tentennamenti, giovandosi ora pure dell’apporto fattivo (ed in alcuni casi determinante) di un Gavin Harrison non più turnista, seppure di gran lusso, ma membro effettivo. (altro…)

frontContinuando a mantenere una media invidiabile, Bruce Soord ed i suoi Pineapple Thief vedono in uscita per Kscope Your Wilderness, undicesimo album di una serie cominciata 17 anni fa. Dopo due prove discrete ma non propriamente esaltanti (All the Wars ed il successivo Magnolia), il front man ha pubblicato un album solista, eponimo, in cui a mio avviso ha innalzato la propria cifra stilistica oltre il livello conseguito con la band negli ultimi anni.

Ora è il turno di riproporsi con il gruppo, a pieno regime e tra l’altro con un ragguardevole ventaglio di ospiti: sono presenti infatti Gavin Harrison (batteria), John Helliwell dei Supertramp al clarinetto, Geoffrey Richardson dei Caravan per un quartetto d’archi e l’ormai fidato Darran Charles (Godsticks) alla chitarra. (altro…)

frontPer rendere un buon servizio a chi si appresta a leggere una recensione credo fermamente esistano due pilastri inamovibili e cioè scrivere sempre senza avere la presunzione di possedere la verità in tasca né, tanto meno, condizionato da fuorvianti pregiudizi. Nel caso in questione purtroppo però mi è difficile fornire qualche indicazione diversa dal solito, mi riferisco a Magnolia, decimo e nuovo lavoro dei Pineapple Thief.

Dettagli a parte, mi trovo costretto infatti a ribadire più o meno (per lo meno in linea generale) quanto espresso giusto due anni fa in occasione dell’uscita di All The Wars; il sound proposto dalla band di Bruce Soord si mantiene imperterrito sulla stessa linea, a cavallo tra rare (e ormai sopite) velleità new prog in stile Porcupine Tree ed un alternative rock che accarezza da lontano Radiohead Muse.

Il quartetto è totalmente nelle mani e nella mente musicale di Soord tanto che l’avvicendamento dietro le pelli di Keith Harrison con il nuovo entrato Dan Osborne appena si percepisce. (altro…)

Derivativo è un aggettivo usato spesso in ambito musicale; molte volte è calzante, segnatamente quando mette in connessione band o musicisti di epoche diverse. Ci sono però dei casi in cui l’accezione può assumere connotazioni meno simpatiche e ciò accade quando il collegamento non avviene con i  tempi passati ma con il presente; per alcuni versi questo capita quando ci si trova al cospetto dei Pineapple Thief perché frequentemente il riferimento ai Porcupine Tree scatta quasi in automatico (e non solo, come vedremo).

Personalmente ho molte difficoltà ad affrontare questo argomento perché da sempre sono avverso ai confronti in campo musicale; si può disquisire sulla tecnica ma per il resto, ribadisco, le emozioni che la musica emana e le preferenze sono strettamente personali. Nel caso della band del Somerset però il compito effettivamente si fa difficile anche per me; ma andiamo con ordine.

C’è da dire innanzitutto che la band nacque quasi come un progetto di Bruce Soord, cantante, chitarrista e compositore; con l’evolversi ed il progredire del gruppo è emerso chiaramente quello che ne era l’indirizzo e cioè un new prog irrorato in seguito di alternative (uso queste etichette malvolentieri ma sono funzionali al discorso). (altro…)