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Tangent incontrano gli Steely Dan!! Può sembrare un titolo ad effetto ma credo possa indicare il dato principale e decisamente sorprendente che emerge dall’ascolto di Auto Reconnaissance, la nuova fatica di Andy Tillison e soci, pubblicata per Inside Out.

Colpiscono infatti le numerose inflessioni jazzy contenute in questo album che presenta al via la medesima formazione all’opera su Proxy, ove si eccettui l’assenza di Göran Edman ai cori.

Così, progredisce in modo esponenziale la partecipazione dei fiati a guida Theo Travis, la chitarra di Luke Machin trova pure timbri molto puliti, Jonas Reingold ricama e cuce col suo basso, Steve Roberts governa il ritmo in scioltezza e, buon ultimo, Andy Tillison si ritaglia un calzante ruolo da protagonista, diviso tra Hammond, piano, synth e canto.  (altro…)

Seduto dietro il suo Hammond e circondato dalle numerose e fide keyboards Andy Tillison si ripresenta ai nastri di partenza alla guida dei Tangent proponendo Proxy, decimo lavoro in studio della band anglo-svedese.

Il nuovo album, edito per Inside Out, segue ad un anno di distanza la pubblicazione di The Slow Rust of Forgotten Machinery (da ricordare l’ottima The Sad Story of Lead and Astatine) e vede dunque confermata l’estrema prolificità del gruppo; quanto alla line up vanno registrati l’ennesimo nuovo ingresso alla batteria (Steve Roberts) e l’ospitata di Göran Edman per le backing vocals; per il resto confermatissimi Jonas Reingold al basso, Theo Travis ai fiati e Luke Machin alle chitarre. (altro…)

frontAccantonati i richiami “zappiani” del debutto, ridotte al minimo le concessioni pop, mantenuti gli sguardi verso le sonorità in stile Pearl Jam; con un sound largamente rinnovato e fortemente in odore prog metal tornano i gallesi Godsticks, esattamente due anni dopo l’uscita di The Envisage Conundrum.

Un lavoro molto più mirato, focalizzato su di un preciso sound che segna una svolta per il trio guidato dal chitarrista, cantante e tastierista Darran Charles; delle numerose variazioni proposte in passato rimane infatti solo qualche accenno, qualche traccia. Il comparto vocale beneficia tra l’altro della presenza di Bruce Soord, leader dei Pineapple Thief, in qualità di seconda voce, in occasione di due brani. (altro…)

frontBenché sia già stato pubblicato da alcuni mesi ritengo utile accennare a The Envisage Conundrum, seconda uscita del combo gallese Godsticks.

Autori di un crossover prog a tutto tondo, che talvolta va a pescare alcuni tortuosi ed arditi passaggi del repertorio zappiano, si erano posti all’attenzione nel 2010 con l’album di debutto intitolato Spiral Vendetta; tutt’altro che banale e prevedibile, il primo lavoro già rimarcava un sound particolare, piuttosto atipico, capace di coniugare momenti emozionali e melodici ad altri intricati e, per certi versi, coraggiosi.

Tour a supporto di grossi nomi quali Pineapple Thief The Aristocrats ne hanno decisamente arricchito il bagaglio di esperienza ed ecco che il secondo capitolo, The Envisage Conundrumè quasi venuto da sé.

In realtà il sound ha subito già un mutamento, pare più maturo e costruito. I Godsticks guardano intorno a 360 gradi, attraversando con i loro accordi fiumi musicali tra loro distanti e, a loro modo, ne compiono una sintesi. (altro…)