Posts contrassegnato dai tag ‘The Tangent’

Qualche ritorno, alcune conferme, alcuni outsider.

Ecco la playlist 2020 con la consueta avvertenza: non è una classifica ma la top ten è elencata in ordine alfabetico !

FISH ON FRIDAY – Black Rain

Gösta Berlings Saga – Konkret Music

HAKEN – Virus

Kansas – The Absence of Presence

LUNATIC SOUL – Through Shaded Woods

Pendragon – Love Over Fear

SANGUINE HUM – A Trace of Memory

Solstice – Sia

THE TANGENT – Auto Reconnaissance

Ulver – Flowers of Evil

Auguri a tutti per un 2021 più sereno !

Max

Tangent incontrano gli Steely Dan!! Può sembrare un titolo ad effetto ma credo possa indicare il dato principale e decisamente sorprendente che emerge dall’ascolto di Auto Reconnaissance, la nuova fatica di Andy Tillison e soci, pubblicata per Inside Out.

Colpiscono infatti le numerose inflessioni jazzy contenute in questo album che presenta al via la medesima formazione all’opera su Proxy, ove si eccettui l’assenza di Göran Edman ai cori.

Così, progredisce in modo esponenziale la partecipazione dei fiati a guida Theo Travis, la chitarra di Luke Machin trova pure timbri molto puliti, Jonas Reingold ricama e cuce col suo basso, Steve Roberts governa il ritmo in scioltezza e, buon ultimo, Andy Tillison si ritaglia un calzante ruolo da protagonista, diviso tra Hammond, piano, synth e canto.  (altro…)

Seduto dietro il suo Hammond e circondato dalle numerose e fide keyboards Andy Tillison si ripresenta ai nastri di partenza alla guida dei Tangent proponendo Proxy, decimo lavoro in studio della band anglo-svedese.

Il nuovo album, edito per Inside Out, segue ad un anno di distanza la pubblicazione di The Slow Rust of Forgotten Machinery (da ricordare l’ottima The Sad Story of Lead and Astatine) e vede dunque confermata l’estrema prolificità del gruppo; quanto alla line up vanno registrati l’ennesimo nuovo ingresso alla batteria (Steve Roberts) e l’ospitata di Göran Edman per le backing vocals; per il resto confermatissimi Jonas Reingold al basso, Theo Travis ai fiati e Luke Machin alle chitarre. (altro…)

Giugno 2018 si segnala per la pubblicazione di esordio di un nuovo super-gruppo, The Sea Within. L’album reca un titolo eponimo ed è edito per InsideOut mentre la band, come ampiamente preannunciato, è composta da: Roine Stolt chitarra e voce (Flower Kings Transatlantic), Jonas Reingold basso(Flower KingsKarmakanic The Tangent), Daniel Gildenlöw voce e chitarra (Pain Of Salvation), Tom Brislin tastiere e piano (alcune lussuose collaborazioni nel passato) e Marco Minnemann batteria (The Aristocrats).

Come se tutto questo non bastasse, si aggiunge pure una lista di ospiti eccellenti: un intenso cammeo di Jon Anderson, un contributo al piano di Jordan Rudess, il sax di Rob Townsend (Steve Hackett) e, in due tracce oltre che presenza fissa on stage, la voce di Casey McPherson (Flying Colors). (altro…)

frontUn infinitesimo pixel, un pallido puntino azzurro sospeso nello spazio. Questa è l’immagine della Terra rimandata nel 1990 dalla sonda spaziale Voyager 1; un piccolo punto che rappresenta in verità il nostro pianeta e l’umanità intera, con i suoi limiti e le tante perplessità. le illusioni e le contraddizioni. Uno scritto dell’astronomo americano Carl Sagan ha così ispirato Jonas Reingold nella composizione di DOT (esce per Inside Out), quinto e nuovo album dei suoi Karmakanic.

Il talentuoso e prolifico bassista di Malmö, con i Flower Kings momentaneamente in stand-by, ha continuato a tessere progetti e collaborazioni con grande voracità musicale e tra questi, dopo circa 5 anni, è tornato..in orbita con quella che è a tutti gli effetti una sua creatura. (altro…)