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A differenza della recensione di un album il report di un concerto è maggiormente incentrato sulle emozioni suscitate dalla musica; l’aspetto tecnico è vivo, ben presente ma nell’economia della serata spesso finisce per passare in secondo piano.

E ieri sera le emozioni sono fioccate a grappoli in Piazza Duomo a Pistoia per una delle serate più attese di questa edizione di Pistoia Blues che prevedeva in cartellone la concomitante presenza di Van Der Graaf Generator Steven Wilson.

Una calda serata di luglio ha tenuto dunque  a battesimo questa prestigiosa e strana accoppiata tanto da instillare nel sottoscritto qualche timore prima del via; cresciuto musicalmente con i maestri del prog e amante devoto del leader dei Porcupine Tree, temevo preventivamente infatti questa sorta di strano e imminente incrocio tra un passato glorioso ed un presente sfavillante.

Con ogni probabilità erano solo mie sensazioni ma sta di fatto che vedere una band come quella capitanata da Peter Hammill “aprire” per qualcun altro…confesso che mi ha fatto sentire il peso dell’età ! (altro…)

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FrontUna delle band iconiche del new prog è e resta indubbiamente The Tangent, gruppo-laboratorio dal quale è transitata una quantità impressionante di validissimi musicisti; il comune denominatore, il perno intorno al quale è sempre ruotata l’inerzia del progetto è tutt’ora l’imprescindibile Andy Tillison, tastierista (e voce) e vero mastermind del combo.

Dopo l’uscita di COMM (2011) The Tangent hanno attraversato un periodo abbastanza instabile, dovuto come al solito ai molteplici impegni dei vari musicisti sino a ventilarne il definitivo scioglimento; in seguito Tillison è riuscito a recuperare il filo del discorso e, rimescolando le carte per l’ennesima volta, è stato in grado di dare vita ad una nuova versione della band.

Le Sacre du Travail esce dunque con il solo Theo Travis (fiati) reduce dalle pubblicazioni precedenti; l’ attuale line up, di nuovo stellare, prevede così David Longdon (Big Big Train) voce, Jakko Jakkszyk chitarra e voce, Gavin Harrison (!) batteria, l’ottimo Jonas Reingold al basso, Guy Manning chitarra acustica e la voce narrante di Rikard Sjoblom (Beardfish). (altro…)

frontQuel che resta della famosa scena di Canterbury…non è poco, considerando che è trascorso ormai qualche decennio e nel frattempo, purtroppo, alcuni dei protagonisti sono scomparsi. E’ una considerazione che può apparire banale ma che invece ritengo giusto fare a margine della presentazione di Burden of Proof, nuovo album dei Soft Machine Legacy (Esoteric Antenna); perché se una delle band icone del movimento, pur nella sua forma attuale, è ancora in grado di regalare lavori come questo significa che per la bella musica ci sarà sempre tempo !

Burden of Proof è quindi il terzo titolo sotto l’egida Soft Machine Legacy, ripartita in studio con l’album omonimo nel 2006; in quell’anno purtroppo ci ha lasciato per sempre il magico sax di Elton Dean e tre anni dopo Hugh Hopper lo ha raggiunto. Tre mesi fa poi, si è spento anche Kevin Ayers, bassista e membro fondatore dei SM.

La formazione attuale dunque prevede Roy Babbington al basso, John Etheridge alla chitarra, John Marshall alla batteria e Theo Travis ai fiati (sax e flauto) e al piano; eccetto quest’ultimo dunque gli altri tre sono membri storici del gruppo a partire circa dalla metà degli anni ’70. (altro…)

frontPronti..via ! Scatta il nuovo anno e si comincia con una novità di quelle importanti, pur se ampiamente annunciata e cioè il nuovo lavoro di Steven Wilson, intitolato The Raven that Refused to Sing (and other stories). L’instancabile musicista del Surrey aveva già regalato qualche anticipazione con Get All You Deserve, un DVD live registrato in Messico durante il tour di Grace For Drowning; all’interno infatti era contenuta Luminol, traccia di apertura del nuovo album.

Nè si può scordare, tra gli altri, l’importante e gustoso passaggio di Storm Corrosion realizzato con Mikael Åkerfeldt, per un 2012 che dunque ha visto al solito Wilson impegnato su più fronti e proposte.

Non sono poche le novità, a partire dall’art-work (abbastanza inquietante) che non è affidato come di consueto a Lasse Hoile bensì a Hajo Mueller; ed ancora, SW si avvale in questo caso dell’opera di Alan Parsons in regia e da questa collaborazione potrebbe scaturire a mio avviso qualche altro progetto; l’album è stato registrato negli studi di Parsons  a Los Angeles. (altro…)


Inutile girarci intorno, uno dei migliori album del 2011, almeno fino ad ora !!

Seconda prova solista del genio dei Porcupine Tree, Grace For Drowning,  interamente scritto, mixato e prodotto da Wilson cui certo l’energia sembra non mancare mai.

Tra l’altro in questo anno ha rimesso mano in studio a gloriosi album dei King Crimson, se ne è uscito con il terzo lavoro dei Blackfield e, dulcis in fundo, ha provveduto al mixaggio del nuovo degli Opeth, Heritage….

Ma la cosa che più mi colpisce, fin dal primo ascolto, è che al nostro non fanno difetto nemmeno le idee; questo doppio cd, rispetto al bel precedente di Insurgentes, rappresenta un’ulteriore sterzata che ha  lasciato il sottoscritto piacevolmente sorpreso. Non ho ravvisato alcuna incursione nel metal (gradita, intendiamoci) a differenza delle più recenti produzioni con i Porcospini. (altro…)