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Circondato dal consueto parterre di ospiti di grido, Nad Sylvan avanza nel suo cammino personale con il nuovo album, The Regal Bastard, pubblicato per Inside Out.

Prima con gli Agents of Mercy e poi, sopratutto, come cantante nei tour del collega e amico Steve Hackett (pur se con alterni e disparati riscontri), il front-man americano/svedese si è conquistato una certa fetta di notorietà, imprimendo così negli ultimi anni una discreta accelerazione alla carriera solista.

La line up schierata da Sylvan ricalca più o meno quella di The Bride Said NoSteve Hackett Guthrie Govan alla chitarra, Tony Levin Jonas Reingold al basso, Nick D’Virgilio alla batteria, Anders Wollbeck alle tastiere e co-produttore. (altro…)

frontCon i King Crimson rientrati in gioco e a breve attesi in tour in Italia, Tony Levin e Pat Mastelotto insieme al fido Markus Reuter rilanciano sul versante Stick Men con Prog Noir, quinta fatica in studio per il power trio.

Quattro anni ci separavano da Deep, l’ultima uscita della band e devo dire che, a parte alcuni inserti vocali (mancanti dall’esordio), da un punto strettamente musicale e di composizione poche novità si segnalano tra i solchi dell’ultimo disco. I nuovi brani al solito si articolano poggiando sulle immense qualità dei tre musicisti, ognuno esponente di vertice nel proprio ambito; per lo più strumentali, mettono ancora una volta in luce la grande intesa e l’energia che essi sono in grado di esprimere. (altro…)

frontQuello che poco meno di tre anni fa poteva sembrare un progetto isolato, del tutto episodico, trova invece una continuazione proprio in questo periodo; e’ infatti in uscita il secondo capitolo del power -trio LevinMinnemannRudess intitolato From The Law Offices Of.. e dove i tre musicisti vengono ritratti in copertina nei panni di ineffabili professionisti.

Proporre un lavoro strumentale basato sul talento immenso dei protagonisti e, comunque, su un onesto songwriting era stato già un ottimo risultato, raggiunto con il disco d’esordio (LMR);  tentare di migliorarsi oltrepassando quella soglia non è semplice, volendo affidarsi a partiture piuttosto spinte, serrate e (come sottolineato) assolutamente prive di parti cantate. (altro…)

carPer motivi anagrafici non è una sensazione che ho provato direttamente. Ma posso immaginare e quasi toccare con mano l’atmosfera di attesa mista a curiosità di un qualunque fan dei Genesis, in quel lontano mese di febbraio del 1977, nel preciso istante dell’abbandono della puntina del giradischi al suo destino, tra i primi solchi di quello strano album, in cui un idolo del recente passato mostrava il suo nuovo volto nascosto dietro un vetro bagnato di pioggia e –per definizione- intriso di sapore british

Ebbene sì, tutto si era compiuto e dopo due anni e più di assenza, quando già gli ex compari avevano confermato di esistere (e come!) anche senza di lui, Peter Gabriel si era deciso a comunicare al mondo le tracce iniziali di un nuovo cammino, che lo avrebbe portato molto lontano. (altro…)

frontChi ama il gusto della sfida, il moto di una selva di ingranaggi complicati..chi è dotato particolarmente di voglia di ascoltare e nello stesso tempo comporre un puzzle sonoro, apprezzerà di sicuro il nuovo lavoro del bassista e cantante laziale Marco Machera, già autore del promettente album di esordio intitolato One Time, Somewhere (2012) del quale avevo avuto modo di raccontare.

Già…perché mentre nel primo episodio veniva presentata una galleria di “immagini” musicali, ben articolata ma forse ancora un pò in divenire, in Dime Novels Machera sceglie di alzare il tiro; se vogliamo mantiene formalmente l’impianto del debutto ma ala resa dei conti l’ascolto si complica, diviene più frammentario ma al tempo stesso più profondo, abissale. (altro…)