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Tempi lunghi tra un disco e l’altro per i Transatlantic ma ora, dopo un’attesa durata ben sette anni (Kaleidoscope), la super-band torna in azione con un’opera faraonica. Infatti, il nuovo concept-album intitolato The Absolute Universe, vede la luce via Inside Out addirittura in due versioni, tra loro complementari.

La prima (Forevermore -Extended Version) si compone di due CD per un’ora e mezza esatta di musica; la seconda (The Breath of Life – Abridged Version) consta di un solo CD dove i brani sono stati letteralmente ri-arrangiati, modificata la durata, testi e ruolo di voce solista. Una terza e ultima (The Ultimate Edition) è invece in edizione speciale e limitata. (altro…)

Giugno 2018 si segnala per la pubblicazione di esordio di un nuovo super-gruppo, The Sea Within. L’album reca un titolo eponimo ed è edito per InsideOut mentre la band, come ampiamente preannunciato, è composta da: Roine Stolt chitarra e voce (Flower Kings Transatlantic), Jonas Reingold basso(Flower KingsKarmakanic The Tangent), Daniel Gildenlöw voce e chitarra (Pain Of Salvation), Tom Brislin tastiere e piano (alcune lussuose collaborazioni nel passato) e Marco Minnemann batteria (The Aristocrats).

Come se tutto questo non bastasse, si aggiunge pure una lista di ospiti eccellenti: un intenso cammeo di Jon Anderson, un contributo al piano di Jordan Rudess, il sax di Rob Townsend (Steve Hackett) e, in due tracce oltre che presenza fissa on stage, la voce di Casey McPherson (Flying Colors). (altro…)

frontLe cronache raccontano di un primo contatto avvenuto un paio di anni fa in occasione della Progressive Nation At Sea Cruise, un incontro live risultato molto proficuo tra i Transatlantic e l’indimenticabile ex voce degli Yes. Successivamente il patron della Inside Out (Thomas Waber) ha spinto e fatto in modo che quel feeling istintivo, quelle affinità musicali sgorgate con inaspettata naturalezza, trovassero approdo in un album di materiale inedito.

Nasce così, in poche parole, l’estemporaneo incrocio tra Jon Anderson Roine Stolt, un progetto sulla carta se vogliamo anche bizzarro ed oltretutto preceduto dal non troppo confortante episodio che ha visto protagonista lo stesso cantante e Jean Luc Ponty. (altro…)

frontNovità, conferme, qualche perplessità; tutto è concentrato all’interno di The Grand Experiment, il nuovo album che Neal Morse pubblica in questo caso come Neal Morse Band per Radiant Records.

La novità principale risiede nell’allargamento a cinque della band, a questo punto presumo ufficiale; al musicista e compositore americano, oltre ai fidati Mike Portnoy Randy George, si sono affiancati in pianta stabile i due collaboratori Bill Hubauer (fiati, chitarra e tastiere) ed il fulminante chitarrista e cantante Eric Gillette. Una scelta effettuata probabilmente a vantaggio di una maggiore coesione e stabilità. (altro…)

frontUn’avventura musicale che prosegue da quasi venti anni, sette album di buon livello all’ attivo ma solo col nuovo uscito (e ottavo della serie) The Great Divide credo di potere affermare che gli Enchant hanno fatto il massimo.

La band americana ci aveva lasciato ben undici anni fa sulle note di Tug Of War, buon esempio di heavy prog solido e coeso, in grado di regalare anche episodi di sostanza come ProgtologyComatose; poi un lungo stop, alimentando dubbi riguardo un possibile scioglimento dovuto a motivi personali e poi anche in virtù dei molteplici impegni di Ted Leonard, divenuto nel frattempo cantante dei Spock’s Beard e membro aggiunto in tour dei Transatlantic, oltre che frontman dei Thought Chamber in compagnia del tastierista Bill Jenkins.

Il quintetto americano invece si è ricomposto dopo la lunghissima pausa, presentando con ogni probabilità il lavoro migliore. The Great Divide, pubblicato per InsideOut, racconta infatti di un gruppo vivo, ben strutturato sulle proprie basi, in grado di scrivere un disco estremamente omogeneo (fin troppo), ben amalgamato, segnale di una maturità artistica ormai compiutasi. (altro…)