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Giusto due anni fa, nel chiudere la recensione di Great Escape, avvertivo come i Crippled Black Phoenix necessitassero di una pausa rigenerante per riordinare le idee, fare un punto della situazione e di li tracciare un nuovo cammino, magari meno assiduo nelle pubblicazioni.

Evidentemente il mio appello non è stato raccolto e la band di Justin Greaves si ripresenta ai blocchi di partenza (una bella notizia) con Ellengæst, un album che però soddisfa a metà (notizia meno confortante); il tema centrale del disco è basato sul dualismo insito in ognuno di noi, dualismo che riguarda i sentimenti, il modo di sentire e di essere, di valutare, di condividere, di vederci alla fine apparentemente fermi ma in realtà in perenne movimento. (altro…)

frontCon Giancarlo Erra ed i suoi Nosound ci eravamo lasciati poco più di tre anni fa sulle note del pregevole Afterthoughts; ancora pubblicato per Kscope esce adesso Scintilla, quinta fatica della band romana da tempo trapiantata in Inghilterra.

Il fil rouge che lega tra loro i dischi del gruppo è sempre stato marcato,tanto da produrre in più di un’occasione risultati significativi quanto a ricerca delle atmosfere, particolare attenzione nella scelta dei suoni e, sopratutto, capacità di trasmettere molto sul piano emotivo.

In linea generale, pur con qualche variante e/o aggiunta, il nuovo lavoro si inserisce con naturalezza nel solco tracciato, giovandosi pure dell’apporto vocale di Vincent Cavanagh (Anathema) in due brani e di Andrea Chimenti, voce e co-autore di un altro. (altro…)

frontLa recente dichiarazione di Daniel Cavanagh secondo cui il nuovo album degli Anathema non solo è il completamento di Weather Systems ma il compendio di tutte le sonorità e le emozioni prodotte dalla band…posso assicurare che corrisponde al vero, raramente una “istantanea” può risultare più veritiera.

Se esiste un gruppo che ha percorso un iter discografico quanto mai variegato e complesso, questo è proprio quello dei fratelli Cavanagh; gli inizi doom metal, la toccata nel gothic, la virata alt rock, l’ immersione nel new prog e la svolta decisiva grazie alla collaborazione con Steven Wilson.

Bene…Distant Satellites in qualche modo contiene, in parti diverse, qualche elemento di ognuna delle fasi che ha caratterizzato la vita della band di Liverpool, aggiungendo semmai (a sorpresa) qualcosa di inedito o, comunque, non così usuale. (altro…)

frontLa frenetica attività di Steven Wilson aveva messo in dubbio tempo addietro il futuro e l’evolversi del progetto Blackfield;  i fatti hanno smentito i timori dichiarati e a distanza di due anni e mezzo dal capitolo precedente esce in questi giorni il quarto e nuovo episodio della saga, intitolato semplicemente IV.

In realtà qualche novità è intervenuta, nel senso che il peso e la mano di Wilson sono tuttora presenti ma in quantità minore, quasi distillata; rimane abbastanza netta la percezione che il comando delle operazioni ora faccia capo al tastierista e cantante Aviv Geffen. Wilson dal canto suo mixa, si occupa principalmente delle chitarre ed è voce solista in due brani. Questi sono composti nella loro totalità dal musicista israeliano, la cui autonomia ora è decisamente levitata (ne è anche produttore).

Un Wilson che dunque arretra in qualche misura all’interno del meccanismo Blackfield per lasciare più spazio al collega e amico; d’altronde gli impegni della carriera solista del musicista inglese si sono fatti sempre più numerosi e pressanti, tanto da fare annunciare questa scelta già più di un anno fa. (altro…)

Arrivare all’apice comporta spesso il rischio di non riuscire a restarvici. Se è dura giungere in cima, rimanere a quel livello è di solito operazione molto complicata. Dunque, se due anni fa gli Anathema con We’re Here Because We’re Here hanno toccato a mio avviso il vertice della loro discografia con Weather Systems oggi hanno l’ambizione di trovare la conferma; il bersaglio viene sfiorato, colpito di striscio e non centrato perfettamente ma ci vanno molto vicini. Ma andiamo con ordine…

Terminata la proficua esperienza sotto l’ala di Steven Wilson la band di Liverpool torna con un album compatto, prodotto dal norvegese Christer-Andrè Cederberg, sempre per la Kscope. Registrato tra Liverpool, il Galles ed Oslo si compone di nove tracce per poco meno di un’ora di new prog intenso e a tratti emozionante, specchio di un sound divenuto ormai collaudato ed inconfondibile. Il gruppo ha subito la defezione del tastierista Les Smith, avvenuta per le usuali divergenze musicali; tutto il resto è rimasto immutato, una band a carattere “familiare” formata dai tre fratelli Cavanagh (Vincent- chitarra ritmica e voce solista Daniel- chitarra solista, tastiere e voce Jamie- basso), John Douglas alla batteria e la bionda sorella Lee come voce femminile e corista. (altro…)