Posts contrassegnato dai tag ‘Yes’

frontFinalmente l’incontro musicale da molto tempo preannunciato vive di una testimonianza tangibile, concreta; una maturazione piuttosto laboriosa ha prodotto Better Late Than Never (mai titolo fu più azzeccato !), primo lavoro della band scaturita dalla collaborazione tra Jon Anderson, indimenticabile voce degli Yes ed il funambolico violinista francese Jean Luc Ponty, una carriera nel jazz, fusion e con partecipazioni in alcuni memorabili lavori di Frank Zappa.

Il progetto in realtà vagava nell’aria da decenni ma poi, come spesso succede, non si è potuto realizzare per i diversi impegni dei due musicisti. In seguito, qualche anno fa, la malattia del cantante e la… “forzata” dipartita dagli Yeshanno reso possibile che si materializzasse questo particolare connubio. (altro…)

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ChrisSquireOgnuno cresce musicalmente con degli eroi, dei personaggi che divengono simbolo e paradigma di uno strumento e di quelle sonorità che una volta che ti catturano sono destinate a rimanere dentro per sempre, a non lasciarti più.

Esistono purtroppo delle malattie che non lasciano speranza, non danno scampo e proprio una di queste ha fulminato (mi si passi il termine) uno dei più grandi, immensi e carismatici bassisti della storia del rock; ho appreso la notizia pochi minuti fa e non ci volevo credere.

Adesso resta solo un silenzio assordante e la certezza che il suo Rickenbacker pulserà per l’eternità, niente altro.

Addio Chris.

Max

 

 

 

frontCi sono album che nascono con un destino già segnato, ce ne sono altri probabilmente condannati a perdersi nel grigiore o, per contro, nella immensa quantità di proposte presenti oggi giorno. Poi ce ne sono alcuni, forse pochi, che con ogni probabilità non riusciranno a giungere al grande pubblico ma che in realtà contengono degli spunti felici, specie se comparati ad altri.

Questo credo sia il caso di Divided By One, settimo e nuovo disco del poli strumentista e produttore americano Billy Sherwood, noto ai più per la militanza nei Circa ma sopratutto negli Yes; proprio in questi giorni come ho già avuto modo di scrivere la band inglese pubblica il nuovo lavoro e dunque gli agganci vengono automatici. (altro…)

frontConcludendo il report del concerto tenuto dagli Yes a Padova lo scorso 17 maggio manifestavo la mia impazienza e la curiosità per l’uscita prossima di Heaven & Earth. Il momento sta arrivando ed è quindi possibile mettere nero su bianco le prime impressioni, basate su di un ascolto più o meno continuo effettuato per alcuni giorni.

Covert art a cura del sempiterno Roger Dean, il ritorno ad un nuovo album dopo il più che discreto Fly From Here (2011) che però era costruito in larga parte su vecchio materiale mai editato; ed ancora, il primo lavoro con Jon Davison nel ruolo che fu di Anderson, roboanti dichiarazioni dei protagonisti utili a creare il giusto grado di attesa, di hype intorno alla nuova pubblicazione.

Nuovo per gli Yes anche il produttore (Roy Thomas Baker), il missaggio dei brani a cura dell ‘ex membro Billy Sherwood, un peso importante del nuovo cantante nella stesura dei testi. (altro…)

Molto elegante e curato nei dettagli, il Gran Teatro Geox di Padova si è presentato praticamente sold out ieri sera per l’atteso concerto degli Yes. Come da programma del lungo tour in corso l’esibizione prevedeva l’esecuzione completa di ben tre capisaldi della discografia della storica band inglese e cioè The Yes Album, Close to the Edge Going For the One.

Un succulento antipasto in attesa dell’uscita del nuovo lavoro prevista per l’estate ma, aggiungo, un antipasto incentrato gioco-forza sul passato e dunque sui ricordi e le emozioni di una golden era del progressive ormai decisamente lontana.

Con una quindicina di minuti di ritardo ha preso il via lo show e la partenza è stata affidata ad uno dei dischi monumentali del genere, Close to the Edge. Contrariamente a quanto mi aspettavo devo dire che lo start è avvenuto leggermente in sordina; un avvio un pò macchinoso con i musicisti estremamente concentrati e poco inclini a regalare “spettacolo” al di fuori della splendida musica, un pò “lontani” dal pubblico. (altro…)

frontNella sterminata produzione musicale di Steve Howe si è inserita, diluita nel tempo, una sorta di collana parallela il cui primo episodio risale al 1996. Il titolo è Homebrew e recentemente ne è stato pubblicato il quinto capitolo, Homebrew 5.

Due anni dopo Time che era focalizzato essenzialmente sull’aspetto acustico, il chitarrista degli Yes riprende dunque il cammino andando a ripercorrere e ri-arrangiare brani delle produzioni più recenti della band madre e degli Asia, oltre a brevi rivisitazioni dal suo album del 2005, Spectrum.

In questa lunga scaletta in realtà vi è contenuto anche materiale mai editato, in qualche modo accantonato ma afferente gli album sopra citati; si tratta di ben 21 bozzetti, idee, spunti in parte riconoscibili ed in parte meno. Entrando nel dettaglio i dischi di riferimento sono Fly From Here Keys To Ascension degli Yes Omega XXX degli Asia. (altro…)

Come in ogni favola prima o poi giunge la fine e nel 1977 questo accade anche per il progressive rock; il tempestoso ed implacabile vento del punk travolge in primis proprio i mostri sacri del prog, imponendo modelli musicali e comportamentali situati agli antipodi. Trame scarne ed essenziali, assenza totale di tecnicismi, un messaggio duro ed asciutto che si contrappone in tutto a ciò che il progressive ha sin qui rappresentato. Nello stesso momento la maggior parte delle prog band annaspa, molti in crisi di idee, alcuni maturano di li a non molto lo scioglimento, altri ancora tentano di proseguire cercando di reinventarsi con risultati a dir poco altalenanti.

In ogni caso l’apice è stato toccato e la parabola, inesorabilmente discendente, è stata ampiamente imboccata. Si sta per chiudere una stagione d’oro, difficilmente ripetibile; nessuna delle storiche band di riferimento resterà immune, poco dopo qualcuna (Emerson, Lake & Palmer) ne verrà travolta. In ogni caso il ’77 rimarrà nei ricordi come una vera e propria dead line, un punto di rottura indelebile cui solo rarissime eccezioni, vedi lo splendido doppio live Seconds Out dei Genesis, sapranno replicare.

Tra queste, anzi, la principale di queste è rappresentata dagli Yes che durante l’estate sfornano Going For the One, ottavo album della formazione che risulterà a tutti gli effetti il loro ultimo, grande capolavoro. (altro…)