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Prosegue il cammino solista di Tony Patterson, questa volta in collaborazione dell’amico e sodale Doug Melbourne, tastierista e poli strumentista nei ReGenesis. I due hanno composto fianco a fianco The Divide, un album di canzoni che spaziano dal prog al jazz, dal pop alla electronic, mantenendosi via via sempre fluide ed accessibili.

Alla base dei testi le tematiche che quotidianamente fanno parte del nostro tempo. Quindi, in linea generale: notizie false, propaganda spicciola, teorie complottistiche, lo stress generato dai media e dalla comunicazione in tempo reale, il riscaldamento del pianeta, politiche separatiste…Tutti argomenti che tendono appunto a creare divisioni.

Fred Arlington (sax e tromba), Jamie Fisher (batteria) e due coriste completano l’organico. (altro…)

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Segnalo il nuovo lavoro del pianista e poli strumentista polacco Michał Wojtas sotto il consueto moniker, Amarok. 

The Storm ne è il titolo ed è in pratica una colonna sonora, essenzialmente strumentale tranne che per due brani, per un balletto di danza contemporanea ideato da James Wilton.

Questo è un dato da tenere in considerazione durante l’ascolto del disco perché utile a comprendere come queste nove tracce (per un totale di 73 minuti) siano in realtà a servizio di uno spettacolo visivo e di grande dinamismo.

In questo frangente Wojtas si è avvalso della collaborazione di quattro musicisti connazionali tra i quali la moglie (Marta) cui sono affidate le parti di batteria elettronica. (altro…)

Tornano a farsi sentire Pete Trewavas ed il chitarrista e multi strumentista americano Eric Blackwood con il quarto capitolo del progetto Edison’s Children dal titolo The Disturbance Fields.

Quello che in origine sembrava uno dei disparati lavori a latere per il bassista dei Marillion si è pian piano trasformato in una solida entità, tanto da azzardare la replica dello schema che prevede una unica e mastodontica suite (Washed Away), suddivisa in 14 tracce.

Fanno parte del cast come musicisti aggiunti Rick Armstrong (chitarre), Lisa Wetton (moglie del compianto John) ed Henry Rogers (Touchstone) alla batteria. (altro…)

Il mese tradizionalmente più asfittico dal punto di vista delle uscite musicali, agosto, si apre questa volta con una pubblicazione interessante, il nuovo lavoro del duo russo Iamthemorning intitolato The Bell ed edito via Kscope.

Come per il precedente Lighthouse (2016) la chiave di ascolto resta saldamente nella grossa intesa, empatia e magnifico incastro tra la voce celestiale di Marjana Semkina ed il notevole talento pianistico e compositivo di Gleb Kolyadin; nella capacità di sciogliere con semplicità partiture quasi classiche e comunque di rilevante atmosfera con arrangiamenti importanti ma fluidi e scorrevoli al tempo stesso.

Per completare questo processo i due si avvalgono della collaborazione di alcuni musicisti russi e di una intera sezione di archi dell’Orchestra  di San Pietroburgo. (altro…)

Post-metal ma anche post-rock, math-rock…sono state utilizzate numerose etichette per definire nel tempo il sound dei Russian Circles ed il nuovo lavoro, Blood Year, conferma che le sonorità sono al 100%…Russian Circles con una mirata e principale osservazione, e cioè che l’album probabilmente suona più duro e oscuro che in precedenza.

Mike Sullivan e soci infatti hanno impresso un solco ancora più profondo rispetto al pur ottimo Guidance (2016), andando ad irrobustire vigorosamente le trame con tinte ineluttabili e ferali, al solito tracciate in prima battuta dal chitarrista; grande pure la risposta del duo ritmico (Brian Cook, basso e Dave Turncrantz, batteria), capace di erigere a contorno un wall of sound difficilmente scalfibile. (altro…)

Un progetto nato da una costola dei Spock’s Beard.

Pattern-Seeking Animals, questo il nome della band e dell’album eponimo di esordio, vede infatti partecipare Ted LeonardDave Meros, voce e basso dei SB, l’ex batterista Jimmy Keegan ed il producer, autore e tastierista John Boegehold, collaboratore esterno di lungo corso della band.

E proprio a lui si deve questa iniziativa con la pubblicazione via Inside Out; gioco forza, non sono pochi i rimandi alla band di riferimento e dunque ci troviamo davanti ad un prog di netta matrice a stelle e strisce, arioso, con non rade inclinazioni verso un pop melodico. Le sonorità sono di gusto, d’altronde il nome dei protagonisti è una garanzia, però, come molto spesso succede in casi simili… (altro…)

Circondato dal consueto parterre di ospiti di grido, Nad Sylvan avanza nel suo cammino personale con il nuovo album, The Regal Bastard, pubblicato per Inside Out.

Prima con gli Agents of Mercy e poi, sopratutto, come cantante nei tour del collega e amico Steve Hackett (pur se con alterni e disparati riscontri), il front-man americano/svedese si è conquistato una certa fetta di notorietà, imprimendo così negli ultimi anni una discreta accelerazione alla carriera solista.

La line up schierata da Sylvan ricalca più o meno quella di The Bride Said NoSteve Hackett Guthrie Govan alla chitarra, Tony Levin Jonas Reingold al basso, Nick D’Virgilio alla batteria, Anders Wollbeck alle tastiere e co-produttore. (altro…)