Posts contrassegnato dai tag ‘John Mitchell’

frontSteve Vantsis, bassista e membro cardine della band che da anni accompagna Fish si è messo d’impegno, riflettendo sul futuro per vedere di gettare le basi di qualcosa di nuovo. Richiamato all’appello il vecchio compagno Dave Stewart (batteria), ha lentamente cominciato a comporre brani, completandoli man mano arruolando Paul Humphreys (chitarra) Paul Dourley (voce).

Da cosa nasce cosa e, come spesso accade, si sono aggregati altri compagni di viaggio, seppur con diversi o più limitati. Innanzitutto il sodale Robin Boult (chitarra) e poi l’immancabile John Mitchell che ha contribuito con un solo dei suoi e la direzione al mixer. Ed ancora, John Beck dei It Bites (piano, organo) John Wesley (chitarra). (altro…)

frontCi sono voluti ben otto anni, trascorsi tra dubbi e smentite, voci contrastanti e falsi allarmi…poi, con un annuncio dello scorso gennaio, il talentuoso ed inquieto Jem Godfrey ha ripreso saldamente in mano il timone della navicella ed oggi dunque i Frost* propongono il terzo capitolo della loro discografia (ormai di culto) intitolato Falling Satellites e pubblicato per Inside Out.

Il solo John Mitchell, chitarrista di Arena It Bites, è rimasto col tastierista e compositore rispetto alla formazione che si esibiva al tempo di Experiments In Mass Appeal. Oggi infatti troviamo alla batteria il buon Craig Blundell (con Steven Wilson e prima con i Pendragon) ed al basso Nathan King (XTC). (altro…)

frontDevo tornare indietro abbastanza, tre mesi fa, marzo 2015; Christina Booth, la splendida voce dei Magenta, pubblica il suo secondo album solista dal titolo The Light. Un lavoro travagliato e sofferto che vede la luce dopo un periodo complicatissimo per la cantante gallese, costellato di lutti, gravi malattie e tanto dolore.

Una sequela di sventure in ambito personale capaci di abbattere un elefante ma non la minuta artista di Cardiff che con un coraggio leonino ed una forza d’animo impareggiabile è riuscita a trovare la forza di reagire e tornare in studio e sul palco con la band. (altro…)

frontConsiderando i molteplici progetti ed attività di Clive Nolan John Mitchell, la nuova uscita dei Arena non si è fatta attendere nemmeno troppo; sono trascorsi tre anni e mezzo infatti dalla pubblicazione del buon The Seventh Degree of Separation (fine del 2011) ed ecco quindi il turno del nuovo album, ottavo della serie, intitolato The Unquiet Sky.

L’estate scorsa l’irrequieto bassista John Jowitt ha lasciato nuovamente la formazione inglese ed al suo posto è subentrato Kylan Amos, già collaboratore di Nolan con il side project The Caamora Theatre Company. 

Un breve romanzo horror, alla base poi di un film di fine anni cinquanta, è il filo conduttore di questo disco secondo un’intuizione del biondo tastierista. (altro…)

frontUn chitarrista tra i più talentuosi ed eclettici del panorama neo prog inglese forma un power trio con uno dei migliori bassisti sulla scena ed un batterista in rapida ascesa, chiama a raccolta un gruppo di ospiti di lusso e confeziona un album che finirà di sicuro per imporsi all’attenzione.

Questa brevemente la storia di Please Come Home, opera prima del project denominato Lonely Robot e guidato dalla scintillante chitarra e voce di John Mitchell (It Bites Arena), in compagnia dell’ormai leggendario Nick Beggs (Steven Wilson, Steve Hackett) e dell’arrembante batterista (neo PendragonCraig Blundell.

Chitarrista, cantante e produttore, John Mitchell è da sempre un musicista infaticabile. (altro…)

frontGiusto un paio di anni fa avevamo potuto apprezzare con soddisfazione il risultato dell’interessante e curiosa collaborazione tra Pete Trewavas ed il chitarrista americano Eric Blackwood; l’inedito duo sotto l’egida Edison’s Children aveva infatti proposto  In the Last Waking Moments…album per certi versi sorprendente.

Due anni più tardi, proprio mentre sta per calare il sipario sul 2013, ecco il secondo episodio intitolato The Final Breath Before November. Innanzitutto ritengo giusto fare una considerazione preliminare e cioè che trovo questo prosieguo una piacevole sorpresa, visto che i molteplici impegni del bassista (Marillion, Transatlantic) potevano fare pensare ad un episodio destinato a rimanere isolato.

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frontNegli ultimi anni tra l’Inghilterra ed il Galles si è sviluppato un fiorente filone new prog composto da ottime band che vedono (tutte) al centro del palco voci femminili; penso a The Reasoning, Mostly Autumn, Panic Room, Karnataka, Magenta e proprio di recente avevo avuto modo di accennarlo al proposito di questi ultimi.

Torno dunque sull’argomento perché a fare compagnia ai gruppi sopracitati, sin qui un pò in disparte, ci sono anche i Touchstone di Rob Cottingham. Li considero a latere perché la loro proposta è leggermente diversa, meno convenzionale e assimilabile alle precedenti.

Anche loro presentano una cantante, la brava Kim Seviour ma il sound è senza dubbio più duro, proiettato su direttrici prog metal pur non rinunciando talvolta ad attingere alla fonte progressive. Tutto ciò nonostante il registro della singer sia abbastanza angelico e, dunque, parzialmente in contrasto con il sound del gruppo. (altro…)