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Ci eravamo lasciati con la promessa di qualche rapida incursione e l’occasione me la offre su un piatto d’argento To The Bone, il nuovo lavoro di Steven Wilson.

L’album segna il cambio di etichetta per il musicista inglese, approdato ora sotto i vessilli della Caroline International, un ramo della prestigiosa Universal e registra la co-produzione di Paul Stacey.

Ma, sopratutto, rappresenta un’inversione di rotta, un cambio di traiettoria estremamente radicale, credo di potere dire mai visto prima nel suo pur proteiforme percorso musicale. Seppure preceduto da annunci, interviste e da alcuni singoli estratti, il CD nella sua interezza è decisamente spiazzante, in alcuni passaggi lontanissimo da quelle che sono le coordinate più note di SW.

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frontCi sono voluti ben otto anni, trascorsi tra dubbi e smentite, voci contrastanti e falsi allarmi…poi, con un annuncio dello scorso gennaio, il talentuoso ed inquieto Jem Godfrey ha ripreso saldamente in mano il timone della navicella ed oggi dunque i Frost* propongono il terzo capitolo della loro discografia (ormai di culto) intitolato Falling Satellites e pubblicato per Inside Out.

Il solo John Mitchell, chitarrista di Arena It Bites, è rimasto col tastierista e compositore rispetto alla formazione che si esibiva al tempo di Experiments In Mass Appeal. Oggi infatti troviamo alla batteria il buon Craig Blundell (con Steven Wilson e prima con i Pendragon) ed al basso Nathan King (XTC). (altro…)

frontTramontata ormai un’epoca che ha saputo esprimere autentici geni (Hendrix, Zappa, Bowie, Fripp…), oggi ne viviamo un’altra nella quale tutto è diverso, senza troppi punti di contatto con il passato e profondamente ridimensionata. In un differente contesto e con le dovute proporzioni non ho dubbi però nell’affermare che Steven Wilson sia oggi uno dei pochi musicisti a possedere quelle stimmate.

Questo, e solo questo, è il motivo per il quale, contrariamente al solito, ho deciso di “raccontare” brevemente 4 1/2, un EP alquanto robusto che nelle intenzioni dell’artista dovrebbe fungere da ponte tra Hand.Cannot.Erase ed il prossimo disco. (altro…)

frontUn chitarrista tra i più talentuosi ed eclettici del panorama neo prog inglese forma un power trio con uno dei migliori bassisti sulla scena ed un batterista in rapida ascesa, chiama a raccolta un gruppo di ospiti di lusso e confeziona un album che finirà di sicuro per imporsi all’attenzione.

Questa brevemente la storia di Please Come Home, opera prima del project denominato Lonely Robot e guidato dalla scintillante chitarra e voce di John Mitchell (It Bites Arena), in compagnia dell’ormai leggendario Nick Beggs (Steven Wilson, Steve Hackett) e dell’arrembante batterista (neo PendragonCraig Blundell.

Chitarrista, cantante e produttore, John Mitchell è da sempre un musicista infaticabile. (altro…)

frontNegli ultimi anni si é potuto assistere ad un fenomeno abbastanza raro nel mondo musicale e cioè quello per il quale una band di lungo corso (Pendragon) si trova improvvisamente rivitalizzata dall’ingresso in formazione di un batterista (Scott Higham); gli antichi cavalli di battaglia riprendono slancio e vigore, nuove e convincenti idee vengono messe nero su bianco con tanto entusiasmo (Pure Passion), live travolgenti riescono ad infiammare i palchi europei.

Poi, proprio quando non te l’aspetti, qualcosa si inceppa; l’annuncio gioioso che il quartetto sta per entrare di nuovo in studio, una foto del nuovo e apposito drum kit che fa bella mostra di sé sui social network e a meno di 48 ore dalla pubblicazione di questa immagine…Scott Higham non fa più parte della line up.

Con queste premesse ha visto la luce Men Who Climb Mountains, decimo lavoro del gruppo capitanato da Nick Barrett il quale nel frattempo ha reclutato Craig Blundell dietro le pelli. (altro…)