Posts contrassegnato dai tag ‘Marco Minnemann’

A soli due mesi di distanza dalla pubblicazione dell’album dei Dream Theater, è in uscita in questi giorni Wired for Madness, nuovo lavoro solista del tastierista Jordan Rudess. Una tempistica quindi abbastanza curiosa, figlia forse del tempo che viviamo e pertanto della considerevole mole di musica che ci viene proposta a getto continuo.

Riprendendo uno schema interrotto con The Road Home (2007), è di nuovo presente una folta schiera di ospiti: oltre ai due sodali James LaBrie e John Petrucci, si contano infatti Guthrie GovanVinnie Moore e Joe Bonamassa alla chitarra, Marco Minnemann e Rod Morgenstein (Dixie Dregs) alla batteria.

Un ritorno all’antico dunque, lasciando da parte lavori per solo piano o realizzati invece con l’ausilio di un’orchestra. (altro…)

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Pubblicato via Inside Out, esce nei prossimi giorni il terzo lavoro di Nick Beggs con i suoi The Mute Gods, intitolato Atheists and Believers. Giunto esattamente a due anni di distanza dal precedente (Tardigrades Will Inherit The Earth), ne mantiene l’impostazione stilistica e concettuale per quanto concerne testi e temi trattati. A questo proposito una dichiarazione dello stesso bassista giunge esaustiva a spiegare quale sia il cuore dell’impianto.  “The album’s key message is that we now empower stupid people and don’t listen to educated, informed experts anymore because truth is no longer fashionable.”,

Oltre a Roger King (tastiere) e Marco Minnemann (batteria,) nell’album compaiono pure Alex Lifeson (chitarra), Craig Blundell (batteria), Rob Townsend (fiati) e Lula Beggs, la figlia, come corista.

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L’inesauribile Roine Stolt, da sempre anima dei Flower Kings, pilastro di altre formazioni e protagonista di numerose e importanti collaborazioni, riprende il suo cammino solista interrotto ormai tredici anni fa con una modalità particolare, posta probabilmente a mezza via tra il lavoro con la band e quello in proprio.

Manifesto Of An Alchemist, questo il titolo del nuovo lavoro, è intestato infatti ad un moniker curioso, Roine Stolt’s The Flower King; il chitarrista svedese si avvale di un nutrito gruppo di collaboratori tra i quali i due “fiori” Jonas Reingold (basso) e Hasse Froberg (voce), Marco Minnemann (batteria), Rob Townsend (fiati), oltre ad ospitate di peso quali quelle di Nad Sylvan (voce) e Max Lorentz (voce e Hammond). (altro…)

Giugno 2018 si segnala per la pubblicazione di esordio di un nuovo super-gruppo, The Sea Within. L’album reca un titolo eponimo ed è edito per InsideOut mentre la band, come ampiamente preannunciato, è composta da: Roine Stolt chitarra e voce (Flower Kings Transatlantic), Jonas Reingold basso(Flower KingsKarmakanic The Tangent), Daniel Gildenlöw voce e chitarra (Pain Of Salvation), Tom Brislin tastiere e piano (alcune lussuose collaborazioni nel passato) e Marco Minnemann batteria (The Aristocrats).

Come se tutto questo non bastasse, si aggiunge pure una lista di ospiti eccellenti: un intenso cammeo di Jon Anderson, un contributo al piano di Jordan Rudess, il sax di Rob Townsend (Steve Hackett) e, in due tracce oltre che presenza fissa on stage, la voce di Casey McPherson (Flying Colors). (altro…)

frontUn progetto che trova continuità; torna Nick Beggs con i suoi The Mute Gods. A poco più di un anno dall’esordio. il trio (completato da Marco Minnemann – batteria e chitarra – e Roger King – tastiere) è già in grado di sfornare la seconda fatica. Tardigrades Will Inherit the Earth, questo il titolo dell’album, diventa una sorta di cartina tornasole utile a verificare la solidità della band e la qualità compositiva, non sempre propriamente a fuoco al debutto.

Né si possono sottovalutare la forza e la spinta dei testi con i quali il biondo bassista inglese esprime in modo molto diretto, talvolta crudo, il dissenso, il disgusto e la preoccupazione verso gli eventi che funestano o condizionano il nostro tempo e la relativa passività con cui spesso tendiamo ad affrontarli nel quotidiano.

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frontQuello che poco meno di tre anni fa poteva sembrare un progetto isolato, del tutto episodico, trova invece una continuazione proprio in questo periodo; e’ infatti in uscita il secondo capitolo del power -trio LevinMinnemannRudess intitolato From The Law Offices Of.. e dove i tre musicisti vengono ritratti in copertina nei panni di ineffabili professionisti.

Proporre un lavoro strumentale basato sul talento immenso dei protagonisti e, comunque, su un onesto songwriting era stato già un ottimo risultato, raggiunto con il disco d’esordio (LMR);  tentare di migliorarsi oltrepassando quella soglia non è semplice, volendo affidarsi a partiture piuttosto spinte, serrate e (come sottolineato) assolutamente prive di parti cantate. (altro…)

frontThe Mute Gods è il nuovo progetto, la nuova idea che fa capo a Nick Beggs, ottimo bassista del gruppo di Steven Wilson e pure di Steve Hackett. La militanza nelle due band ha permesso al biondo musicista inglese di reclutare naturalmente due compagni di viaggio e cioè Marco Minnemann (batteria e chitarra) e Roger King, da molto tempo tastierista nel gruppo dell’ex Genesis.

Grazie all’intesa umana e musicale cementata negli anni, per la prima volta Nick Beggs ha inteso “esporsi” in prima persona, portando all’attenzione la sua musica e le sue tematiche affrontate con testi piuttosto diretti. Per chi segue da vicino infatti non è un mistero che il cinquantaquattrenne bassista spesso esterni la propria opinione sui social e nelle interviste in merito alle principali questioni che segnano il nostro tempo. (altro…)