Posts contrassegnato dai tag ‘Jonas Reingold’

frontUn infinitesimo pixel, un pallido puntino azzurro sospeso nello spazio. Questa è l’immagine della Terra rimandata nel 1990 dalla sonda spaziale Voyager 1; un piccolo punto che rappresenta in verità il nostro pianeta e l’umanità intera, con i suoi limiti e le tante perplessità. le illusioni e le contraddizioni. Uno scritto dell’astronomo americano Carl Sagan ha così ispirato Jonas Reingold nella composizione di DOT (esce per Inside Out), quinto e nuovo album dei suoi Karmakanic.

Il talentuoso e prolifico bassista di Malmö, con i Flower Kings momentaneamente in stand-by, ha continuato a tessere progetti e collaborazioni con grande voracità musicale e tra questi, dopo circa 5 anni, è tornato..in orbita con quella che è a tutti gli effetti una sua creatura. (altro…)

frontLe cronache raccontano di un primo contatto avvenuto un paio di anni fa in occasione della Progressive Nation At Sea Cruise, un incontro live risultato molto proficuo tra i Transatlantic e l’indimenticabile ex voce degli Yes. Successivamente il patron della Inside Out (Thomas Waber) ha spinto e fatto in modo che quel feeling istintivo, quelle affinità musicali sgorgate con inaspettata naturalezza, trovassero approdo in un album di materiale inedito.

Nasce così, in poche parole, l’estemporaneo incrocio tra Jon Anderson Roine Stolt, un progetto sulla carta se vogliamo anche bizzarro ed oltretutto preceduto dal non troppo confortante episodio che ha visto protagonista lo stesso cantante e Jean Luc Ponty. (altro…)

frontCon i Agents Of Mercy fermi da qualche anno ed i lunghi tour vissuti come importante front man nella band di Steve Hackett, la carriera solista di Nad Sylvan si era persa nelle nebbie del tempo, l’ultimo squillo (Sylvanites) risaliva a ben 12 anni orsono.

Tra le pieghe di una data e l’altra degli estenuanti tour al soldo del chitarrista ex Genesis, il cantante di origini statunitensi ha cominciato a mettere insieme le idee per un nuovo progetto a suo nome che oggi vede la luce sotto le insegne InsideOut.

Courting The Widow trova raccolto attorno al biondo singer un cast di musicisti stellare, frutto per lo più di amicizie e/o collaborazioni maturate ormai da anni. (altro…)

0216tem_en_de.pdfCon i Tangent di Andy Tillison eravamo rimasti al folgorante Le Sacre du Travail, sicuramente una delle uscite più brillanti del 2013; uno stop di poco meno di due anni ed eccoli di nuovo sulla scena con la nuova pubblicazione, ottava della serie, dal titolo A Spark in the Aether – The Music That Died Alone: Volume Two, edito per Inside Out.

Materiale inedito naturalmente ma con un evidente collegamento al primo album, datato 2003.

Chi segue da vicino il percorso musicale di questa band raccolta intorno al tastierista inglese, ha ben presente quanto abbia sempre fatto del turn over della formazione un tratto imprescindibile; mai due album consecutivi con la medesima line up. (altro…)

frontSe è spesso intrigante accostarsi alle nuove proposte, non è certo da meno seguire le nuove ed alternative traiettorie intraprese da musicisti noti e nel pieno della loro carriera; è questo proprio il caso di Barracuda Triangle, il side project costituito da tre/quinti dei Flower Kings.

Jonas Reingold, Tomas BodinFelix Lehrmann hanno messo in piedi un prog power trio dal suono molto particolare, piuttosto distante da quello della casa-madre, debuttando con un album intitolato Electro Shock Therapy. Incursioni fusion, psichedeliche, una buona dose di sperimentazione, per un lavoro interamente strumentale che potrei definire avant prog. (altro…)

frontCon un ritmo regolare, una cadenza ormai consolidata, tornano con un nuovo album gli svedesi Kaipa, orfani ormai da quasi un decennio del chitarrista e fondatore Roine StoltSattyg è il titolo della dodicesima e ultima fatica (pubblicato da InsideOut) e segue a due anni di distanza Vittjar, sin qui forse la loro migliore prova nella nuova formazione.

Dico subito che chi si aspetta novità o esperimenti da parte del sestetto scandinavo rischia di restare deluso. Sattyg prosegue sicuro la marcia a suo tempo intrapresa dalla band, ponendo al centro dell’attenzione dunque un mix di sonorità neo prog con notevoli accenti sinfonici e, talvolta, folk.

Come sempre in questi casi al riguardo si può aprire un dibattito sull’opportunità o la necessità di apportare modifiche, tentando di espandere i propri confini musicali: tendenzialmente è un argomento che mi trova favorevole ma devo dire che in questa occasione i Kaipa, pur mantenendo inalterate tutte le proprie coordinate, hanno fatto un buon lavoro. (altro…)

frontE’ trascorso meno di un anno e mezzo dall’uscita di Banks of Eden ed i Flower Kings sono di nuovo ai nastri di partenza con il loro dodicesimo lavoro, Desolation Rose.

La penultima uscita ci aveva recapitato una band svedese in gran forma (Numbers Rising the Imperial da brividi !), con il nuovo e giovane batterista, Felix Lehrmann subito perfettamente integratosi nel corpo del quintetto svedese. Avevo avuto modo di dire anche che tra le pieghe dei suoni si percepiva, a sprazzi, un certo indurimento, fattore abbastanza inusuale per Roine Stolt e compagni almeno in questa veste.

Da questo punto di vista Desolation Rose come vedremo potrà anche sorprendere, un paio di passaggi in particolare attirano l’attenzione proprio per la loro spigolosità; tutto ciò è dovuto in parte alle tematiche trattate che vanno dalla guerra ai conflitti e fanatismi religiosi, ed alle modalità, spesso faziose e di parte, che utilizzano i media ed i governi nel diffondere le informazioni. (altro…)