Posts contrassegnato dai tag ‘symphonic prog’

Nella vita non sono poche le circostanze fortuite, casuali o quanto meno particolari che si verificano e che danno origine a vere e proprie sorprese. Non fa eccezione la musica ed il caso in questione in particolare, che vede il ritorno in azione dei Isildurs Bane, gruppo fermo discograficamente da ben 14 anni, in compagnia della voce di una delle più importanti band ancora in attività, Steve Hogarth dei Marillion.

Il combo svedese ci ha abituato in passato ad una certa trasversalità, tanto che etichettare il loro sound solo come symphonic prog mi è sempre parso riduttivo e Colours Not Found In Nature, titolo del nuovo album, conferma queste sensazioni. (altro…)

Quando trascorre un lungo lasso di tempo tra la pubblicazione di un album e l’altro, esponenzialmente crescono le curiosità. E’ questo il caso relativo ai White Willow che dopo cinque anni e mezzo di silenzio, tornano sulla scena con Future Hopes, settimo album del loro catalogo presentato, tra l’altro, da un inconfondibile art work a firma di Roger Dean.

Pubblicato per Laser’s Edge, il nuovo lavoro della band norvegese propone l’ingresso della cantante Venke Knutson in sostituzione di Sylvia Skjellestad; per il resto la formazione resta invariata e saldamente nelle mani del chitarrista Jacob Holm-Lupo e del tastierista Lars Fredrik Frøislie. (altro…)

frontCon un imponente e monumentale doppio album della durata di ben 106 minuti scende in campo nuovamente Neal Morse con la Neal Morse Band in formazione invariata rispetto alla precedente uscita (The Grand Experiment).

The Similitude Of A Dream, un concept pubblicato per Radiant Records, si ispira alle vicende descritte da John Bunyan (prete battista e scrittore inglese del ‘600) nell’opera di letteratura a sfondo religioso intitolata The Pilgrim’s Progress.

Per quanto concerne il musicista americano permane forte dunque il legame con tematiche di fede e sacre, divenute nel tempo forse uno dei principali volani compositivi. (altro…)

frontMusicista e produttore tra i più prolifici e di qualità sulla scena prog nazionale, Cristiano Roversi possiede una dote a mio avviso rara, e cioè la capacità di racchiudere in ogni frangente, in ogni progetto, l’amore per le sonorità delle origini unito al gusto ed alla sfida verso un sound più fresco ed attuale. Prerogativa di pochi, appannaggio di una ristretta elite di artisti che seguendo questo “credo” sono in grado di infondere continuamente nuova linfa ad un genere ormai in perenne rischio di avvitamento su sé stesso.

Journey Through Mine è il titolo del terzo album a nome Submarine Silence, recentemente pubblicato per Ma.Ra.Cash Records e tiene fede a queste premesse, ponendosi come step evolutivo dell’ottimo  There’s Something Very Strange In Her Little Room (2013). (altro…)

frontUn art work poco entusiasmante e davvero minimale è delegato a presentare Ampersand, Volume 2, ottava fatica per gli americani IZZ. Reduce da una uscita a mio parere piatta e con poco mordente (Everlasting Instant), la band newyorchese riallaccia qui un discorso intrapreso ben undici anni fa con la pubblicazione del Volume 1, mantenendo in questo caso inalterata la cospicua formazione composta da ben sette elementi.

Con i ruoli di batterista e voce solista equamente divisi tra i vari membri, il combo a guida dei fratelli John Tom Galgano si ripresenta così, piuttosto rapidamente, ai nastri di partenza. In questo frangente, come suggerisce il titolo, con una veloce raccolta di brevi songs non solo e propriamente progressive, bensì con una sorta di side-project. (altro…)

frontRoine Stolt ritorna con i Kaipa riunendo parte della formazione originale, quella degli anni ’70, e con essa riprende a suonare i brani dei primi album, ormai lontani nel tempo e cantati in svedese. Un moto di nostalgia, forse il desiderio di rinverdire una stagione passata; sta di fatto che un progetto nato essenzialmente live nel giro di un paio di anni si è tradotto nella realizzazione di un album intitolato Dårskapens Monotoni sotto l’esplicativo moniker Kaipa DaCapo.

Personalmente sono rimasto un poco sorpreso in merito a questa iniziativa, anche perché ancora non ho messo a fuoco come si inserisca e cosa possa determinare in futuro all’interno della galassia della band scandinava; d’altra parte però la curiosità di ascoltare è piuttosto vivace. (altro…)

frontLa nuova fuoriuscita di Carl Groves per i Glass Hammer significa non solo una riduzione della line up ma, sopratutto, il ricadere sulle spalle di Susie Bogdanowicz di parte del comparto vocale. Instancabili, pubblicano Valkyrie, l’ennesimo album della loro carriera, release n. 17 per l’esattezza.

E’ trascorso soltanto un anno e mezzo dall’ottimo The Breaking of the World ma ancora una volta il duo BabbSchendel ribadisce di essere musicalmente famelico ed iper-produttivo, talvolta rischiando a mio avviso di inflazionare il proprio catalogo; è anche vero però che le ultime due pubblicazioni hanno dato loro ragione su tutta la linea e dunque…non resta che verificare come sono andate le cose questa volta. (altro…)