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Esattamente a quattro anni di distanza torno a parlare dei polacchi Disperse per il loro terzo e nuovo album intitolato Foreword. Una breve segnalazione, utile spero a tenere d’occhio una giovane band depositaria di un sound piuttosto composito, amalgama di molteplici influenze ma comunque alla fine interessante.

Con una coppia ritmica nuovamente mutata, il quartetto guidato da Jakub Zytecki (chitarre) propone così un prog metal piuttosto sui generis e abbastanza personale, una rilettura di genere ad ampio raggio che sconfina nella fusion quanto nel progressive rock, innalzando ora la tensione con frequenti incursioni in campo djent metal. Abbandonati dunque quei riferimenti ai Riverside che facevano parte del repertorio, Foreword mostra dunque un lato inedito della band.

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Sei anni di silenzio (occorre ritornare a Road Salt Two) e la gravissima malattia che ha colpito nel frattempo Daniel Gildenlöw sono elementi sufficienti per certificare il ritorno sulle scene dei Pain Of Salvation come uno dei più attesi dell’anno appena cominciato.

In The Passing Light Of Day è infatti il titolo del nuovo lavoro della band svedese, il nono, pubblicato nuovamente per Inside Out e che presenta come già in passato una formazione rinnovata o, comunque, in parte rimescolata.

Spesso innovatori, in qualche modo alternativi nel loro bacino più naturale (il prog metal), i P.O.S. in carriera hanno saputo stupire di frequente anche se, a mio parere, non sempre con risultati ineccepibili. (altro…)

frontUna consistente manciata di EP all’attivo, un progetto nato solista e pian piano evoluto in una band nella quale, tra l’altro, è transitato fugacemente anche Marco Minnemann. Sto parlando di Plini, giovane e virtuoso chitarrista e poli strumentista australiano, pronto finalmente a presentare il primo album intitolato Handmade Cities, completamente auto prodotto.

Sulle doti ed il talento del musicista di Sidney hanno posato gli occhi proprio di recente i Animals As Leaders, coinvolgendolo come gruppo di supporto nel loro tour intercontinentale e devo sottolineare come sin dal primo ascolto, l’ardito mélange strumentale tra fusionprog metal ed una spruzzata djent si riveli vincente. (altro…)

frontChi segue da vicino le vicende musicali del folletto di Vancouver ha imparato ad apprezzarne gli innumerevoli colpi ad effetto; non fa eccezione neppure Transcendence, settimo capitolo a nome Devin Townsend Project, edito per Inside Out.

Abbandonati i panni di Ziltoid ed archiviata la parentesi country, il nuovo album torna a riallacciare il discorso cominciato con Epicloud e proseguito poi con Sky Blue (primo dei due CD che componevano ). Il sound però torna a farsi deflagrante, gli inserti melodici riservati alla voce di Anneke van Giersbergen vengono sensibilmente ridotti e l’andamento complessivo del disco beneficia di una rinnovata carica.

In questo modo il musicista canadese torna a proporre un prog metal strutturato e di ampio respiro con un esito lusinghiero. (altro…)

frontQuarto sigillo (o quinto, secondo come si consideri Juggernaut) per i Periphery ! Sempre più lanciata, la band di Washington va così a presentare Periphery III: Select Difficulty, pubblicato per Sumerian Records ed in uscita proprio nei prossimi giorni. Una produzione sin qui estremamente copiosa quella del gruppo di Misha Mansoor, tanto a che (a mio parere) sta diventando forse ipertrofica.

Gestire uscite con cadenza media quasi annuale è complicato di per sé, considerando poi il regime vorticoso del loro djent metal diventa ancora più difficoltoso mantenere uno standard compositivo fresco ad ogni appuntamento; e proprio da qui voglio cominciare perché, se Select Difficulty conferma una coerenza stilistica e di approccio, al tempo stesso però, qua e la comincia a mostrare la corda sul versante del songwriting. (altro…)

frontSicuramente debitori verso il sound di più di una band, dai Pain Of Salvation ai Fates Warning, dagli Opeth ai Katatonia passando per Anathema, spesso i Wolverine sono stati eccessivamente snobbati o, quanto meno, pesantemente sottovalutati.

Se è vero come detto che probabilmente non verranno ricordati come delle avanguardie, il gusto per la melodia, la capacità di creare atmosfere avvolgenti e malinconiche frammiste a segmenti più taglienti, la qualità di certe produzioni, restano tutte prerogative importanti che appartengono al bagaglio della band svedese.

Machina Viva, quinto e nuovo album in uscita stavolta per Sensory Records, rappresenta l’occasione giusta per riparlarne. (altro…)