Archivio per la categoria ‘Recensioni Uscite 2017’

Ci eravamo lasciati con la promessa di qualche rapida incursione e l’occasione me la offre su un piatto d’argento To The Bone, il nuovo lavoro di Steven Wilson.

L’album segna il cambio di etichetta per il musicista inglese, approdato ora sotto i vessilli della Caroline International, un ramo della prestigiosa Universal e registra la co-produzione di Paul Stacey.

Ma, sopratutto, rappresenta un’inversione di rotta, un cambio di traiettoria estremamente radicale, credo di potere dire mai visto prima nel suo pur proteiforme percorso musicale. Seppure preceduto da annunci, interviste e da alcuni singoli estratti, il CD nella sua interezza è decisamente spiazzante, in alcuni passaggi lontanissimo da quelle che sono le coordinate più note di SW.

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If I had been God…Il primo verso di Deja Vu è probabilmente la più macroscopica autocitazione contenuta in Is This the Life We Really Want ? , album che segna il ritorno sulla scena di Roger Waters, geniale anima oscura di una delle più grandi band della storia.

Ci sono voluti 12 anni (Ça Ira è del 2005per tornare a parlare di un nuovo lavoro del musicista inglese e ce ne separano ben venticinque da quello che rimane considerato il suo capolavoro, Amused to Death. Sotto l’attenta regia del produttore Nigel Godrich, da sempre a fianco dei RadioheadWaters pubblica un lavoro intimista, spigoloso ed angolare nei testi come sua abitudine, un disperato (ed ultimo ?) tentativo di scuotere le coscienze, di risvegliare dal torpore le masse, di denunciare in modo molto diretto e senza fronzoli l’abisso di atrocità e di indifferenza nel quale l’umanità intera sta precipitando. (altro…)

Solo un anno fa ero qua a descrivere le qualità ed i pregi di Folklore ed ecco che i Big Big Train tornano alle stampe con Grimspound, decima pubblicazione del loro percorso discografico.

Mixato e masterizzato da Rob AubreyGrimspound è in un certo senso la prosecuzione ed il completamento del disco precedente ed in qualche modo ne ricalca le linee guida, la densità e la tensione e persino la durata. Un lavoro molto compatto, omogeneo, che sottolinea ancor più che in passato lo stile ormai assolutamente personale e caratteristico della band guidata dall’impeccabile David Longdon.

Ed ancora, anche questo è un lavoro che si svela man mano, illuminando dettagli sempre più nitidi e ricercati a cornice di trame mai banali. (altro…)

C’erano una volta A Whiter Shade of Pale ConquistadorHomburg ed A Salty Dog. E’ stato tanto tanto tempo fa, il mondo della musica stava cambiando ed i Procol Harum erano tra i pionieri di questi mutamenti. Una carriera duratura che ha registrato scioglimenti e reunion e, tutto sommato, non moltissimi album all’attivo.

Oggi, dopo ben 14 anni di silenzio discografico, i nostri tornano con l’ultima fatica intitolata Novum, un lavoro agile e totalmente nel solco della band tuttora capitanata da un Gary Brooker carismatico ed inossidabile. Novum, tra l’altro, ha la peculiarità di essere il primo disco della band inglese che vede l’assenza di Keith Reid nella stesura dei testi, sostituito dall’apporto di Pete Brown. (altro…)

Abbiamo dovuto attendere tre anni e mezzo per il nuovo album dei Magenta ma, a conti fatti, ne è valsa la pena, We Are Legend, questo il titolo del successore di The Twenty Seven Club, si presenta infatti con tutte le credenziali per fare bene.

Soltanto tre lunghi brani compongono il nuovo disco della band gallese dove come al solito Christina BoothRob Reed Chris Fry offrono una prova degna del loro blasone; ad accompagnarli in questa occasione troviamo Dan Nelson al basso e Jon Griffiths alla batteria.

Confesso che di primo acchito la struttura della track list (per certi versi ardita) mi ha sorpreso ma, successivamente, ho potuto constatare la bontà della scelta. (altro…)

Nella vita non sono poche le circostanze fortuite, casuali o quanto meno particolari che si verificano e che danno origine a vere e proprie sorprese. Non fa eccezione la musica ed il caso in questione in particolare, che vede il ritorno in azione dei Isildurs Bane, gruppo fermo discograficamente da ben 14 anni, in compagnia della voce di una delle più importanti band ancora in attività, Steve Hogarth dei Marillion.

Il combo svedese ci ha abituato in passato ad una certa trasversalità, tanto che etichettare il loro sound solo come symphonic prog mi è sempre parso riduttivo e Colours Not Found In Nature, titolo del nuovo album, conferma queste sensazioni. (altro…)

Con una regolarità impressionante tornano alla ribalta i Mostly Autumn del chitarrista, cantante e compositore Bryan Josh, forti del nuovo e dodicesimo lavoro intitolato Sight of Day.

Se il precedente Dressed In Voices (2014) mostrava un lato più “scuro” della band, l’ultima fatica riprende un cammino più solare, più aperto, maggiormente incline a quelle che sono le coordinate usuali e sciorina una durata davvero molto consistente, ben 73 minuti.

Gran parte del lavoro di scrittura è rimasta, al solito, sulle spalle del chitarrista il quale in questa occasione non si è davvero risparmiato. Le sonorità rimangono quelle care al gruppo di York e l’ascolto di Sight of Day conferma e mantiene le piacevolezze conosciute. (altro…)