Posts contrassegnato dai tag ‘hard rock’

frontPubblicato da Cherry Red Records negli ultimi giorni, esce l’atteso …And The Truth Will Set You Free…, secondo lavoro solista del chitarrista inglese Dave Kilminster noto per la sua lunga militanza nella band di Roger Waters.

Il talentuoso musicista ha alle spalle innumerevoli e prestigiose collaborazioni, basti pensare che oltre alla principale vanta nel suo palmares apparizioni con Keith EmersonJohn Wetton, Carl Palmer, Anne-Marie Helder Guthrie Govan.

Letteralmente travolto dall’attività live ed in studio con questi grossi calibri ha sin qui prodotto davvero poco singolarmente ma questo nuovo album a mio avviso merita una chance di ascolto; non è il solito disco in cui si susseguono soltanto virtuosismi ad effetto, pregevoli ma spesso fini a sé stessi, ma una raccolta di brani ben costruita dove sfumature di colori si rincorrono a riempire la tela in modo efficace e garbato. (altro…)

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front44 anni ! Tanti ne sono trascorsi dall’incredibile debutto con …Very ‘Eavy …Very ‘Umble e da allora gli Uriah Heep, tranne uno stop lungo una decade, non si sono mai fermati. Ricordando quei giorni sembra di parlare della preistoria ed infatti a ben vedere il solo chitarrista Mick Box (oggi sessantasettenne) fa parte ancora della formazione.

Pionieri dell’ hard rock, talvolta venato da riflessi progressive, artefici di brani diventati leggenda ad imperitura memoria (chi non ricorda Gypsy, Come Away Melinda, Salisbury, Look at Yourself, ecc..) hanno vissuto nella loro infinita carriera anche fasi meno floride ovviamente ma quel che è certo è che rimangono un pilastro, un caposaldo di genere.

Stringendo il campo, l’ultima fase di attività della band ha preso ufficialmente il via nel 2008, anno di pubblicazione di Wake the Sleeper, un discreto riscontro di pubblico e critica e la line up della nuova era lanciata con Russell Gilbrook alla batteria. (altro…)

frontCi sono tanti modi di ritornare sulla scena, così come ce ne sono altrettanti per allontanarsene; nel caso dei Boston non è mai stato facile comprendere se avessero mai gettato la spugna perché, a ben guardare, apparizioni e scomparse si sono spalmate in un arco di tempo lunghissimo e con una regolarità a tratti disarmante.

Ripercorrendo al volo la loro storia si parte dai primi due album di successo planetario (1976 e 1978), devono passare otto anni per il terzo capitolo (Third Stage 1986), altri otto per Walk On (1994) ed ulteriori otto per il discusso Corporate America (2002).

Cinque anni dopo, in circostanze piuttosto dibattute, è avvenuto il suicidio di Brad Delp, voce storica della band. Vera anima e mente del gruppo, Tom Scholz, si è trovato pure coinvolto nella vicenda ed oggi, a undici anni di distanza, pubblica con i suoi Boston un nuovo album (il sesto della serie) intitolato Life, Love & Hope. (altro…)

frontQuando hai in squadra due pesi massimi come Myles Kennedy Mark Tremonti indubbiamente parti avvantaggiato, come si suol dire “sei già un pezzo avanti”. L’ascesa degli Alter Bridge è stata rapida ed inarrestabile, i primi due album sono stati veri e propri traccianti nel cielo della scena alternative metal o, se preferite, alternative rock; il terzo episodio è coinciso con il passaggio sotto le insegne della Roadrunner Records ed ha sancito la definitiva esplosione della band di Orlando (forse andrò contro corrente ma pur avendolo molto apprezzato mi ha entusiasmato meno).

Poi, credo a ragione, è seguita una pausa durante la quale comunque Kennedy ha pubblicato Apocalyptic Love in coppia con Slash, mentre il chitarrista ha inciso l’ottimo debutto solista (All I Was); per non restare al palo il batterista Scott Phillips nel frattempo si è unito ai Projected.

Dopo altri tre anni dunque il gruppo della Florida presenta il quarto lavoro in studio, intitolato Fortress e prodotto nuovamente da Michael “Elvis” Baskette. (altro…)

frontCol tempo la scena polacca prog metal sta assurgendo a livello di scuola, per un sound nettamente connotato ed un numero di band in crescita esponenziale. Non è la prima volta che faccio una considerazione simile ma è innegabile che il movimento locale abbia assunto proporzioni sempre maggiori e dunque sia in grado di sfornare nuove proposte quasi a getto continuo.

E’ il caso questa volta dei Keep Rockin’, gruppo all’esordio discografico con Into the Unknown, lavoro probabilmente ancora acerbo e da sgrezzare ma comunque promettente, pubblicato per Lynx Music.

I testi sono a cura del cantante Marcin Wojciechowski mentre Remigiusz Bregier (uno dei due chitarristi) è l’autore della musica; il Cd è stato co-prodotto con la collaborazione di Zbiszek Florek, tastierista dei Quidam, ospite in 4 brani.

Dopo la registrazione del disco Piotr Majerski, l’altro chitarrista, ha lasciato la band. (altro…)

frontImpossibile a mio parere stilare classifiche di merito tra i grandi della chitarra, tra quel pugno di veri e propri axe-man che da qualche decennio imperversa sui palchi di tutto il mondo incendiandoli con prestazioni funamboliche. Impossibile perché il loro livello qualitativo è tale da giocarsela alla fine sul filo della preferenza personale, dell’empatia, di ciò che arriva istintivamente dal musicista ma anche dalla persona.

Precisato questo quando poi però si trasferiscono le valutazioni relativamente ad un lavoro in studio allora entra pesantemente in gioco un’altra variabile che, in un certo senso, viene in soccorso e cioè il song writing, lo spessore e la struttura dei brani proposti, indipendentemente dalle doti tecniche.

Ecco forse l’unico aspetto che può segnare la differenza in un album e, sotto questo profilo, Joe Satriani talvolta ha mostrato a mio avviso una marcia in più; messi in evidenza (giustamente) l’enorme talento e la fantasia, davanti alla fatica di un disco si devono poi…scrivere e cercare di amalgamare dei brani, cercando di evitare che l’operazione si limiti soltanto all’esposizione dell’intero catalogo delle meraviglie. (altro…)

frontCi eravamo lasciati sulle note del buon Rapture of the Deep, correva l’anno 2005. Don Airey aveva ormai preso stabilmente il posto del compianto Jon LordIan Gillan cominciava a mostrare i primi segni di cedimento delle sue corde vocali ma ancora teneva il passo (salvo poi naufragare nel deludente ed opaco One Eye to Morocco, 2009). Roger Glover Ian Paice, il motore, la ritmica dei Purple, rispondevano ancora presente pur non sfoderando forse più la carica dei tempi d’oro; in ultimo le scale ed i soli fiammeggianti di Steve Morse contribuivano a tenere sempre alta la tensione.

Uno status complessivamente più che accettabile per una delle maggiori band che la storia dell’ hard rock abbia partorito, a patto di accettarne anche i limiti e le carenze inevitabilmente segnate dal trascorrere del tempo; e nel loro caso, inutile ricordarlo, di tempo ne è passato davvero tanto.

Di li in poi qualche prova solista (Glover, Airey), collaborazioni (Paice, Airey) o altri progetti (Morse, uno per tutti Flying Colors); in contemporanea l’uscita di un paio di live ma sul futuro della band non era dato sapere più di tanto. (altro…)