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Riprendendo il discorso interrotto poco più di due anni fa con The Similitude of A Dream, torna in corsa la Neal Morse Band per completare l’opera. Il nuovo album, The Great Adventure (edito via Radiant Records), prende infatti le mosse da dove il precedente si era fermato e lo fa, di nuovo, nello stile magniloquente della band: un CD doppio diviso in due atti, a loro volta frazionati per un totale di cinque capitoli e circa un’ora e tre quarti di musica.

L’impianto dunque ricalca quello della precedente pubblicazione, ad integrare il concept, la line up è rimasta inalterata e dunque ci sono tutti i presupposti per avvicinarsi ad un altro classico dei musicisti americani; come spesso mi accade ne esco con una lettura duplice, ad ognuno il proprio sentire e dunque orientarsi in base alle proprie preferenze. (altro…)

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frontCon un imponente e monumentale doppio album della durata di ben 106 minuti scende in campo nuovamente Neal Morse con la Neal Morse Band in formazione invariata rispetto alla precedente uscita (The Grand Experiment).

The Similitude Of A Dream, un concept pubblicato per Radiant Records, si ispira alle vicende descritte da John Bunyan (prete battista e scrittore inglese del ‘600) nell’opera di letteratura a sfondo religioso intitolata The Pilgrim’s Progress.

Per quanto concerne il musicista americano permane forte dunque il legame con tematiche di fede e sacre, divenute nel tempo forse uno dei principali volani compositivi. (altro…)

frontNovità, conferme, qualche perplessità; tutto è concentrato all’interno di The Grand Experiment, il nuovo album che Neal Morse pubblica in questo caso come Neal Morse Band per Radiant Records.

La novità principale risiede nell’allargamento a cinque della band, a questo punto presumo ufficiale; al musicista e compositore americano, oltre ai fidati Mike Portnoy Randy George, si sono affiancati in pianta stabile i due collaboratori Bill Hubauer (fiati, chitarra e tastiere) ed il fulminante chitarrista e cantante Eric Gillette. Una scelta effettuata probabilmente a vantaggio di una maggiore coesione e stabilità. (altro…)

frontCome annunciato qualche settimana fa parlando dell’ultimo album solo di Neal Morse ecco arrivare pure la seconda e nuova uscita a nome Flying Colors dal titolo Second Nature.

Un super gruppo nato forse per gioco, con la volontà di divertirsi, esprimendosi spesso secondo direttrici lontane da quelle usuali per buona parte dei componenti; a fronte di tutto questo però i risultati un paio di anni fa sono stati più che lusinghieri, con ottima risposta di pubblico e critica.

A tale proposito ammetto di essere stato una delle poche voci fuori dal coro, nel senso che se non mettevo minimamente in discussione lo spirito guida del disco ed il talento dei musicisti, complessivamente il lavoro mi lasciava in buona parte perplesso, poco omogeneo e forse troppo distante da ciò che mi potevo aspettare, eccessivamente propenso ad un pop/rock sofisticato, elegante e tecnico ma alla fine di peso relativo. (altro…)

Serata scoppiettante ieri a Milano in un Alcatraz piuttosto affollato per il concerto dei Transatlantic, impegnati nel tour di presentazione del nuovo album Kaleidoscope e reduci tra l’altro dal successo riportato nel crociera-festival Progressive Nation at The Sea.

L’aspetto che in assoluto più mi ha colpito è stato l’entusiasmo, il desiderio di coinvolgere il pubblico, da parte dei cinque musicisti che si sono dati per poco meno di tre ore senza risparmio, sfoderando tutta la loro energia e classe. Se mai ci fossero stati ancora dei dubbi, il live set di poche ore fa li ha definitivamente spazzati via: i Transatlantic sono ormai una vera e propria band a tutti gli effetti e non un fenomeno episodico come molti super gruppi del passato. (altro…)

frontLa situazione si ripete, il canovaccio (ormai stantio) si ripropone con le stesse modalità ed i medesimi argomenti; tornano gli Adrenaline Mob con il loro secondo full lenght intitolato Men Of Honor ma Mike Portnoy non c’è più, letteralmente stritolato dai molteplici e pressanti impegni in studio e tour (Transatlantic, Winery Dogs, Flying Colors ed ora pure Bigelf).

Le dichiarazioni di Russell Allen che hanno preceduto l’uscita dell’album sono state di circostanza ma anche piuttosto esplicative, ad evidenziare una difficoltà oggettiva a collaborare con il batterista impegnato (al solito) su troppi fronti simultaneamente; dunque, pur con il giusto rammarico, il super gruppo americano ha dovuto reperire un nuovo drummer e la scelta è caduta su A. J. Pero, già con i Twisted Sister. (altro…)

frontQuello che una volta era un super gruppo, uno dei tanti progetti paralleli intrapresi da grandi musicisti, ha oramai acquisito una certa stabilità, una propria dimensione, una sua cadenza.

Ecco dunque fresco di stampa (InsideOut) l’atteso Kaleidoscope, quarto e nuovo album dei Transatlantic; se nella prima fase (i primi due dischi) si poteva pensare ad un ottimo ma estemporaneo progetto, da The Whirlwind (2009) in poi le cose hanno preso decisamente un’altra piega.

La formazione è divenuta un’entità in pianta stabile, pur se a margine delle rispettive band di appartenenza; un gruppo che pian piano sta costruendo una propria storia ed un proprio seguito, piuttosto nutrito tra gli amanti del progressive rock e del new prog. (altro…)