Posts contrassegnato dai tag ‘Symphonic Metal’

frontUn album lungamente atteso, una collaborazione non inedita ma mai così face to face, a 360 gradi; la storia di un amore tormentato dalle avversità ambientata nel 1.600, l’Olanda colonialista dell’epoca come sfondo, matrice comune e paese di origine. Due Cd basati sul medesimo songwriting che ne offrono altrettante versioni, (musicalmente) diverse.

Arriva dunque il momento dell’uscita di The Diary, lavoro monumentale a nome The Gentle Storm, pseudonimo che raduna la voce inconfondibile di Anneke Van Giersbergen (autrice dei testi) ed il genio compositivo del debordante Arjen Anthony Lucassen. (altro…)

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frontTimo Tolkki mantiene la promessa e a distanza di un anno pubblica Angels of the Apocalypse, secondo capitolo della epica trilogia a nome Timo Tolkki’s Avalon

Edito per Frontiers Records e prodotto dallo stesso chitarrista finlandese, l’album ovviamente prende le mosse dal precedente The Land of New Hope che mi aveva entusiasmato; la storia riallaccia i fili e riparte da li. Entrando la narrazione in una fase più movimentata, rende di conseguenza la musica e le partiture più possenti ed heavy rispetto a prima.

In questa circostanza l’ex Stratovarius ha assoldato due vecchi compagni e cioè Antti Ikonen alle tastiere e Tuomo Lassila (ora con i Conquest) alla batteria; chitarre, basso ed altre keyboards rimangono appannaggio di Timo. (altro…)

frontAttesi alla prova dopo l’ottimo Requiem For the Indifferent (2012) tornano alla ribalta gli olandesi Epica, una tra le migliori e più travolgenti espressioni in ambito symphonic metal.

The Quantum Enigma è il settimo capitolo scritto dalla band guidata dalla bella e talentuosa soprano Simone Simons (a mio avviso una delle migliori e più convincenti voci femminili dell’intero panorama metal) e segna tra l’altro l’addio dello storico bassista Yves Huts, ora rilevato dal possente Rob van del Loo.

Nuclear Blast pubblica ancora una volta il loro lavoro che vede la produzione dell’ex After Forever Joost van den Broek e in un certo senso, quel senso di maggiore essenzialità cominciato con RFTI si ripete, ampliando anzi quando possibile le parti dedicate a sonorità aspre e dure. (altro…)

frontNuclear Blast presenta a giorni la sesta e ultima fatica degli olandesi Within Temptation, forse tra i più brillanti interpreti del filone symphonic metal.

La band guidata dalla bella e brava Sharon den Adel e dal chitarrista Robert Westerholt ha mostrato negli anni una certa tendenza alla varietà, rivolgendosi e attraversando vari territori; le origini gothic/death metal, passaggi celtici, poi l’abbraccio totale verso il symphonic.

Hydra, questo il titolo del nuovo album, sintetizza perfettamente questa propensione a variare dei WT, pur partendo da una intelaiatura prestabilita; il mostruoso serpente mitologico dalle molte teste, volte in ogni direzione, sta proprio ad indicare questa peculiarità della band. (altro…)

frontUnire elementi chiaramente progressive ad altri di matrice folk e celtica, la presenza basilare di una voce femminile, il costante progredire e mutare del sound sino ad approdare su rive decisamente symphonic metal; questo a grandi linee il cammino percorso dai Legend, band inglese che ha come principale riferimento il tastierista e bassista Steve Paine.

Un percorso discografico sin qui piuttosto anomalo; dopo i tre album degli anni ’90 (il debutto risale al 1991 Light in Extension) è seguita una lunga pausa sino al ritorno di due anni fa (Cardinal Points). La formazione nel frattempo ha subito alcune trasformazioni e oggi è ridotta ad un quartetto che presenta, tra l’altro, l’ingresso della nuova vocalist Beck Sian.

Le chitarre di Paul Thomson (membro originario al rientro) e la batteria del collaudato John Macklin completano quelli che, con un facile gioco di parole, sono i quattro punti cardinali del gruppo inglese. (altro…)

frontScrivendo di musica può capitare di imbattersi in situazioni per certi versi complicate o, comunque, poco agevoli; parlare di Tarja Turunen per l’appunto crea in me una situazione di quasi imbarazzo perché a fronte di buone produzioni (anche prescindendo dal suo passato con i Nightwish), album nel complesso positivi ed una grande professionalità…la sua voce, proprio il suo pezzo forte, da sempre non trova in me uno dei suoi più calorosi estimatori.

Affermando questo so di andare contro corrente, verso un impatto frontale e a tale proposito cerco di spiegarmi meglio; non ho mai messo in discussione le notevolissime doti vocali della singer finlandese, piuttosto l’uso che ne fa da sempre. Quando il lirismo finisce per divenire quasi esasperato, personalmente, non riesco più ad apprezzarlo, a mio gusto va a cozzare troppo violentemente con l’impalcatura sonora e stride.

E’ pur vero che una caratteristica peculiare e distintiva in ambito gothic è proprio questa e se ne potrebbero citare esempi a bizzeffe; ecco, forse a mio avviso Tarja in passato con il suo registro ha accentuato in eccesso questo contrasto, debordando troppo. (altro…)

frontStessa città e dunque stessa nazionalità (Stavanger, Norvegia), una decisa assonanza nel nome ( Tristania – Sirenia), il medesimo genere musicale che a grandi linee si può identificare nel gothic metal e/o symphonic metal, ambedue le formazioni prevedono anche una voce femminile di origine latina (italiana per i Tristania, spagnola per i Sirenia).

Inoltre sussiste, non a caso, un elemento in comune al 100 % e cioè quel Morten Veland, vero mastermind dei Sirenia e già membro fondatore dei precedenti Tristania.

Non sono pochi dunque i punti di contatto tra le due band che pubblicano i loro nuovi lavori a pochi giorni di distanza; dei primi ho già avuto modo di raccontare, ora l’attenzione si sposta su Perils of the Deep Bluesesto album dei Sirenia. (altro…)