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Pubblicato da Kscope è da poco uscito Planets + Persona, terzo album in proprio di Richard Barbieri, tastierista ex Japan Porcupine Tree.

Un viaggio intergalattico, un itinerario strumentale proteso a vagare nello spazio e nel tempo tra comete, pianeti sconosciuti, asteroidi e mondi immaginari; un percorso fondamentalmente electronic dove emergono prepotentemente sfumature jazzy e dove, al massivo utilizzo di synth e suoni programmati, vengono abbinate sonorità acustiche per un mélange paesaggistico assolutamente singolare.

Lo schivo musicista londinese mancava sulla scena solista dal 2008, anno di pubblicazione dell’interessante Stranger Inside ma va detto subito che con questo lavoro propone qualcosa di alternativo. (altro…)

frontProsegue imperterrita la marcia dei Vespero giunti in pochi anni al settimo album. Lique Mekwas è il titolo del nuovo lavoro della band russa capitanata dai fratelli Fedotov e, a grandi linee, poco aggiunge a quanto già non si sapesse sugli orientamenti musicali del combo di Astrakhan.

Space rock fatto di lunghe digressioni interamente strumentali, caratterizzate dalla presenza palpabile del violino (Vitaly Borodin) e, con più parsimonia, di un sax aggiunto (Pavel Alekseev): ciò detto a vantaggio di chi non li conoscesse. Devo anche sottolineare che si tratta sicuramente di musicisti dotati di una cifra tecnica non indifferente; il limite, purtroppo facilmente individuabile, risiede in una talvolta pervicace similitudine al sound dei Ozric Tentacles. (altro…)

SpaceShantyA chi ama frequentare le zone meno esplorate del rock progressivo capita, talvolta, di imbattersi in dei piccoli tesori, il cui ascolto rivela sensazioni gratificanti quanto inaspettate e che, una volta conosciuti a fondo, niente (ma proprio niente) hanno da invidiare ai fratelli maggiori più noti. Lo ammetto, a volte non basta un primo o superficiale ascolto. Ma armato di un po’ di pazienza e di un pizzico di curiosità, improvvisamente anche l’ascoltatore più distratto sarà ad un certo punto colpito da una particolare sequenza di note, da una voce, da immagini e angolazioni che inavvertitamente daranno un colore diverso a tutto quello che ha ascoltato fino a quel momento. (altro…)

frontDestinati forse a rimanere una band di nicchia, tornano dopo due anni gli irlandesi God Is An Astronaut con Helios | Erebus, settimo lavoro a firma dei fratelli Kinsella. Prosegue il viaggio etereo, emozionante e talvolta ipnotico attraverso un post rock strumentale che a mio avviso ha il pregio di non cadere irrimediabilmente nel deja vu o nel banalmente ripetitivo.

Landscapes sonori in grado di disegnare e descrivere sensazioni con estrema profondità, rapide e sostenute increspature del sound, spirali avvolgenti di note dentro le quali perdersi, in una mescolanza di richiami tra Floyd, qualcosa del krautrock più morbido, riverberi di matrice Porcupine Tree ma, sopratutto, Mogwai. (altro…)

frontL’uscita del nuovo album (doppio) dell’astronave Ozric Tentacles segue di poco il brillante concerto che la band inglese ha tenuto la scorsa settimana fa al Planet Live di Roma e a cui ho avuto modo di partecipare.

Come succede spesso da un pò di tempo a questa parte, pochi i brani in scaletta estratti dal nuovissimo Technicians Of the Sacred (soltanto tre), quindicesimo capitolo di una saga travolgente cominciata ventisei anni fa. Tanti ne sono trascorsi dal torrenziale esordio (Pungent Effulgent), altri capitoli memorabili sono poi seguiti, altri ancora inevitabilmente hanno perso un pò di smalto; sotto l’egida del chitarrista e tastierista Ed Wynne sono transitati molti musicisti, personaggi che hanno in qualche modo lasciato il segno (Marcus Carcus, Generator John). (altro…)

frontSugli Airbag ormai è già stato detto molto, io stesso li ho indicati come una delle nuove realtà in assoluto più interessanti anche se il dazio che pagano ai Pink Floyd è a dir poco evidente (peraltro va ricordato che hanno cominciato come cover band).

Ad un anno di distanza dalla pubblicazione del terzo album della band, il barbuto chitarrista Bjørn Riis fa il suo debutto solista con un lavoro intitolato Lullabies In A Car Crash, edito da Karisma Records .

Accompagnato da una copertina minimalista, ideata e disegnata dal musicista stesso, l’album si compone di sei brani, tre dei quali ampiamente dilatati; le sensazioni, le emozioni, sono quelle consuete che si provano ascoltando i pezzi del gruppo. (altro…)

frontRiecco Sel Balamir ed i suoi Amplifier tornare all’attacco con il nuovo album, il frizzante Mystoria. Ci eravamo lasciati poco meno di due anni fa sulle promettenti note di Matmos The Wheel, brani contenuti in Echo Street, l’album che forse più di altri è riuscito a portare all’attenzione generale il quartetto di Manchester.

Un EP ed un successivo live registrato a Barcellona hanno in qualche modo certificato l’ascesa di questa band, fedele interprete di sonorità psychedelic-space rock riviste naturalmente in chiave attuale e moderna.

Rispetto al lavoro precedente si nota una maggiore coesione, un avanzare deciso e compatto del disco traccia dopo traccia, a differenza di Echo Street che pur regalando momenti molto interessanti a mio avviso si presentava un pò discontinuo e altalenante; in particolare mancava del guizzo decisivo che forse invece, a ben guardare, è presente in Mystoria.

Dieci pezzi ben costruiti, perfettamente incanalati nel genere, che credo possano solleticare la curiosità di molti. (altro…)