Archivio per la categoria ‘Recensioni Uscite 2019’

In attesa dell’uscita del nuovo Flower Kings prevista per il prossimo novembre, il cantante e secondo chitarrista Hasse Fröberg da alle stampe Parallel Life (via Glassville Records), quarto lavoro firmato con la sua band Hasse Fröberg & Musical Companion.

Il quintetto svedese ha ormai raggiunto una sua identità, grazie ad una formazione rimasta immutata da nove anni a questa parte ma, sopratutto, ad un sound e ad una cifra compositiva che, se pur fuor di dubbio debitrice nei confronti dei FK, ha un proprio spessore ed una notevole solidità.

Non si tratta come spesso accade, del disco solista un pò zoppicante di un membro di un gruppo prestigioso, piuttosto forse un’estensione di questo; una lettura più “fröberghiana” che “stoltiana”. (altro…)

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Senza troppi squilli di fanfara tornano a risuonare le tastiere ed il piano del navigato Claudio Simonetti, accompagnato da Cecilia Nappo (basso), Federico Maragoni (batteria) e Bruno Previtali (chitarra), i Claudio Simonetti’s Goblin.

The Devil Is Back è il titolo della nuova fatica di un’artista rimasto nel tempo fedele a sé stesso, continuando ad avvolgere il sound con quell’alone di mistero e dramma che oggi, a mio vedere, può magari risultare un poco ridondante e retro’. (altro…)

Dalla Norvegia riappaiono gli interessanti Magic Pie con il quinto e nuovo album dal titolo Fragments Of The 5th Element, pubblicato via Karisma Records. Con il sestetto nordico ci eravamo lasciati più di quattro anni fa sulla scorta del buono ma in parte rivedibile King for A Day, il quale forse scontava anche una certa prolissità.

Il nuovo disco è invece molto più sintetico, asciutto, il lavoro più compatto mai pubblicato dalla band: 46 minuti frazionati in cinque tracce delle quali solo una di dimensioni extra-large (23 minuti, giusto la metà). Non presenta sorprese particolari in merito al sound che rimane orientato verso un prog sinfonico intriso di impulsi neo-prog, con qualche segmento particolarmente melodico; la formazione, confermata, dispone di elevato tasso tecnico e dunque trova senz’altro riscontri tra gli appassionati di genere. (altro…)

30 Agosto 2019, la data che tutti attendevano! Dopo un silenzio durato 13 anni, costellato da innumerevoli voci di scioglimento e side projects, collaborazioni, frizioni e questioni legali, conferme e smentite, i Tool pubblicano finalmente il loro quinto lavoro intitolato Fear Inoculum.

Una notizia ampiamente annunciata ma che sin quasi all’ultimo ha tenuto col fiato sospeso i fans ancora increduli; poi, un tour e la partecipazione ad alcuni importanti festival all’inizio dell’estate, oltre l’uscita della title track scelta come singolo, ne hanno certificato l’autenticità.

Prodotto da Joe Barresi, già all’opera con la band per 10,000 Days, il disco esce in due versioni: una fisica (Deluxe) della durata di 79 minuti ed una digitale, più estesa grazie a tre bonus track. (altro…)

Prosegue il cammino solista di Tony Patterson, questa volta in collaborazione dell’amico e sodale Doug Melbourne, tastierista e poli strumentista nei ReGenesis. I due hanno composto fianco a fianco The Divide, un album di canzoni che spaziano dal prog al jazz, dal pop alla electronic, mantenendosi via via sempre fluide ed accessibili.

Alla base dei testi le tematiche che quotidianamente fanno parte del nostro tempo. Quindi, in linea generale: notizie false, propaganda spicciola, teorie complottistiche, lo stress generato dai media e dalla comunicazione in tempo reale, il riscaldamento del pianeta, politiche separatiste…Tutti argomenti che tendono appunto a creare divisioni.

Fred Arlington (sax e tromba), Jamie Fisher (batteria) e due coriste completano l’organico. (altro…)

Segnalo il nuovo lavoro del pianista e poli strumentista polacco Michał Wojtas sotto il consueto moniker, Amarok. 

The Storm ne è il titolo ed è in pratica una colonna sonora, essenzialmente strumentale tranne che per due brani, per un balletto di danza contemporanea ideato da James Wilton.

Questo è un dato da tenere in considerazione durante l’ascolto del disco perché utile a comprendere come queste nove tracce (per un totale di 73 minuti) siano in realtà a servizio di uno spettacolo visivo e di grande dinamismo.

In questo frangente Wojtas si è avvalso della collaborazione di quattro musicisti connazionali tra i quali la moglie (Marta) cui sono affidate le parti di batteria elettronica. (altro…)

Tornano a farsi sentire Pete Trewavas ed il chitarrista e multi strumentista americano Eric Blackwood con il quarto capitolo del progetto Edison’s Children dal titolo The Disturbance Fields.

Quello che in origine sembrava uno dei disparati lavori a latere per il bassista dei Marillion si è pian piano trasformato in una solida entità, tanto da azzardare la replica dello schema che prevede una unica e mastodontica suite (Washed Away), suddivisa in 14 tracce.

Fanno parte del cast come musicisti aggiunti Rick Armstrong (chitarre), Lisa Wetton (moglie del compianto John) ed Henry Rogers (Touchstone) alla batteria. (altro…)