Archivio per la categoria ‘Recensioni Uscite 2019’

Non sono poi così tante oggi le band in grado di garantire l’acquisto di un CD sulla fiducia, al buio, senza nemmeno ascoltarlo; tra queste ci sono sicuramente i Big Big Train che sino ad ora, con un costante e progressivo crescendo (molto marcato da The Underfall Yard in poi), non hanno sbagliato un colpo.

Burning Shed pubblica ora Grand Tour, il nuovo album di David Longdon e compagni ed ancora una volta il risultato è assicurato, la fiducia degli appassionati ben riposta. Ritengo da sempre fuorviante azzardare paralleli tra epoche così distanti e per un genere che nei decenni ha provato a trasformarsi onde non svuotarsi di significato ma… forse non è così fuori luogo definire i Big Big Train come Genesis del 2000 ed il loro front-man, almeno vocalmente, novello Peter Gabriel(altro…)

Annunci

Una parziale virata indirizzata verso il djent, una parte scoppiettante ed un’altra più in linea con il tracciato sin qui percorso dalla band. Queste le credenziali di Inveritas, quinto album degli inglesi guidati da Rich Hinks, bassista, tastierista, e mente di una formazione piuttosto mobile, attualmente divenuta un quartetto dopo la fuoriuscita di Tom Green.

Forti delle buone prove precedenti (l’ultima uscita datava 2014), gli Aeon Zen provano a rimescolare le carte in alcuni pezzi prendendo spunto probabilmente dal sound dei connazionali Tesseract; è giusto un assaggio, una prima e contenuta commistione ma ritengo sia comunque importante segnalarla. (altro…)

Il peso del tempo, prima o poi, inficia ogni genere musicale, pertanto non ne è rimasto immune neppure il prog-metal. Quando però si (ri)mettono insieme due grossi calibri, due pezzi da novanta, l’incanto si può ricreare; quella magica intesa di un tempo può rifiorire. Ed è quello che è accaduto con Winter Ethereal, album che vede per la seconda volta insieme John Arch, voce originaria e per i primi tre album dei Fates Warning ed il loro mastermindJim Matheos.

Una pubblicazione sorprendente, questa per Metal Blade, che riporta alla mente la prima collaborazione tra i due (targata 2011) e sciorina una impressionante lista di ospiti: i compagni dei FW Joey VeraBobby Jarzombek e gli ex Frank Aresti, Mark Zonder e Joe DiBiase, oltre a Sean Malone (Cynic) e Steve Di Giorgio (Testament) al basso, Thomas Lang (innumerevoli collaborazioni), Baard Kolstad (Leprous) e Matt Lynch (Cynic) alla batteria. (altro…)

La band canadese Huis ha presentato in questi giorni la terza fatica intitolata Abandoned. Il quintetto guidato dal bassista Michel Joncas e che conta tra le sue fila l’ottimo chitarrista dei Mystery, Michel St-Père, prosegue il suo iter musicale interamente imperniato su sonorità neo prog.

E qui, almeno in parte casca l’asino, nel senso che nonostante le qualità e la tecnica degli interpreti, le strutture dei brani ricalcano fedelmente quanto di più immaginabile sia previsto dal genere, confezionando così un album gradevole nella sua interezza ma cui mancano scintille di freschezza e/o di novità. Temi portanti del disco l’abbandono, la solitudine, l’alienazione. (altro…)

Perdite quasi impossibili da superare, umanamente ed artisticamente; condizioni precarie di salute, l’inesorabile scorrere del tempo ed un silenzio discografico durato 25 anni (venticinque !!). Ma, nonostante tutto, un’idea che non è mai morta, un cuore che, seppure a fatica e sotto i durissimi colpi della vita, ha continuato a pulsare. E dunque, il coraggio indomito di un musicista, Vittorio Nocenzi, che contro tutto ha continuato a lottare nel nome della musica e di un’ideale mai spento; con queste premesse esce (aggiungerei incredibilmente) il nuovo album del Banco del Mutuo Soccorso intitolato Transiberiana e pubblicato per Inside Out.

Già la cover spiega molte cose di questo concept che si pone, pure graficamente, come un suggestivo ponte tra un lontano passato ed un presente molto diverso. (altro…)

L’uscita di Rejoice ! I’m Dead (2016) aveva lasciato un interrogativo : canto del cigno e commiato per i Gong decimati nei membri originari oppure una nuova reincarnazione e l’inizio di un nuovo cammino ? A quanto pare la pubblicazione di The Universe Also Collapses, edito per Kscope, indica che la soluzione corretta è la seconda.

Kavus Torabi, chitarrista e cantante, è dunque l’erede designato a portare avanti e guidare per un nuovo percorso le sorti della incredibile ed imprescindibile band inglese che presenta qui la medesima line-up del disco precedente, per un album che prosegue imperterrito in quello che da sempre è un vero trip lisergico e psichedelico. Non un marchio di fabbrica, piuttosto la stessa essenza dei Gong e delle folli allucinazioni musicali di un visionario come Daevid Allen(altro…)

Psichedelia anni ’70, richiami “cremisi”, lo space rock frammisto all’utilizzo dei più svariati strumenti etnici (oltre naturalmente a quelli elettrici); questo e tanto altro hanno da sempre contraddistinto la quasi quarantennale carriera dei Djam Karet e la loro nutritissima discografia, cui ora si aggiunge un nuovo tassello intitolato A Sky Full of Stars for a Roof.

L’eclettico e longevo combo strumentale di Topanga poggia ancora sul nucleo originario formato da Mike Henderson (chitarre 6 e 12 corde, synth), Henry Osborne (basso), Chuck Oken Jr. (batteria e sequencer), Gayle Ellett (mellotron, Hammond, chitarre, fisarmonica, ukulele e ogni altra diavoleria immaginabile), oltre ad alcuni interventi di Mike Murray (chitarra acustica e mandolino elettrico) ed un quartetto di musicisti ospiti, protagonisti con charango, sitar, bouzouki e quant’altro. (altro…)