Archivio per la categoria ‘Recensioni Uscite 2019’

Un progetto nato da una costola dei Spock’s Beard.

Pattern-Seeking Animals, questo il nome della band e dell’album eponimo di esordio, vede infatti partecipare Ted LeonardDave Meros, voce e basso dei SB, l’ex batterista Jimmy Keegan ed il producer, autore e tastierista John Boegehold, collaboratore esterno di lungo corso della band.

E proprio a lui si deve questa iniziativa con la pubblicazione via Inside Out; gioco forza, non sono pochi i rimandi alla band di riferimento e dunque ci troviamo davanti ad un prog di netta matrice a stelle e strisce, arioso, con non rade inclinazioni verso un pop melodico. Le sonorità sono di gusto, d’altronde il nome dei protagonisti è una garanzia, però, come molto spesso succede in casi simili… (altro…)

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Circondato dal consueto parterre di ospiti di grido, Nad Sylvan avanza nel suo cammino personale con il nuovo album, The Regal Bastard, pubblicato per Inside Out.

Prima con gli Agents of Mercy e poi, sopratutto, come cantante nei tour del collega e amico Steve Hackett (pur se con alterni e disparati riscontri), il front-man americano/svedese si è conquistato una certa fetta di notorietà, imprimendo così negli ultimi anni una discreta accelerazione alla carriera solista.

La line up schierata da Sylvan ricalca più o meno quella di The Bride Said NoSteve Hackett Guthrie Govan alla chitarra, Tony Levin Jonas Reingold al basso, Nick D’Virgilio alla batteria, Anders Wollbeck alle tastiere e co-produttore. (altro…)

Più volte ho avuto modo di sottolineare come sempre più spesso (purtroppo) molte band neo prog si limitino a continui e ripetuti richiami ai gruppi di riferimento della golden era, fornendo un apporto quasi nullo o comunque carente al rinnovamento del genere; in particolar modo quando i modelli di rimando sono sempre i medesimi (GenesisYes, primi King Crimson), veri moloch rielaborati però in tutte le salse.

Non sono immuni da questo processo neppure gli statunitensi Cirrus Bay che pubblicano il loro sesto album, intitolato The Art of Vanishing ma, se non altro, puntano il loro riflettore di ispirazione sulla musica dei Renaissance ed in misura diversa su quella di Camel, Caravan e Anthony Phillips, nomi altisonanti ma forse meno abusati nei decenni. (altro…)

Quello che sembrava nato quasi per sfizio, per dare spazio liberamente alla fantasia supportata da una notevole dose di tecnica, è divenuto ormai da tempo una realtà. Mi riferisco a The Aristocrats, il power trio formato da Guthrie GovanBryan Beller Marco Minnemann che proprio in questi giorni presenta il quarto e nuovo album, You Know What…?

Se negli episodi precedenti era emersa con chiarezza una possente attitudine heavy prog/fusion miscelata ad uno spirito ironico e cameratesco, devo dire che nel nuovo lavoro questo umorismo è divenuto piuttosto sbiadito o, quanto meno, ridimensionato; un’ora di musica totalmente strumentale dove i tre decidono di mostrare vigorosamente i muscoli, innalzando e sottolineando la cifra tecnica, jammando quasi ininterrottamente. (altro…)

Costruita e pubblicata un brano per volta, utilizzando la piattaforma Patreon e le conseguenti donazioni dei fans, gli americani Jolly hanno dato alle stampe (via Glassville Records) la loro ultima fatica, intitolata Family.

Questo quarto lavoro della band newyorchese ne conferma a mio vedere pregi e limiti, sospesi su di una trazione prog-metal facile a stemperarsi su larghe aperture melodiche e romantici segmenti neo-prog e/o electronic.

Dotati quindi di una certa trasversalità e buona tecnica, riescono a sfornare un disco compatto, omogeneo e gradevole all’ascolto, nel quale però manca qualche impronta decisiva e, parere del tutto personale, convince solo a tratti il timbro di Anadale, chitarrista e frontman del quartetto. (altro…)

Introverso e malinconico, spigoloso, ribelle, impegnato politicamente ed estremamente sensibile, pioniere e sperimentatore, innovatore e geniale anche nella comunicazione, uno dei musicisti di maggiore peso specifico degli ultimi venticinque anni.

Thom Yorke pubblica il nuovo lavoro solista dal titolo Anima, ancora una volta co-prodotto col fido Nigel Godrich e non smentisce le sue prerogative, unendo loro testi mai banali e con chiari riferimenti alle ansie e le paure che attanagliano il nostro tempo, sia come singoli individui che come genere umano, sul labile confine che separa i sogni dagli incubi.

Brani abbozzati (live e in studio) trasformati in loop dall’opera di Godrich, rifiniti successivamente in musica e parole da Yorke, facendo largo uso di suoni programmati e drum machine per un trionfo electronic(altro…)

Dopo un lungo stop, ben sette anni, riparte il progetto Moonrise del poli strumentista polacco Kamil Konieczniak. Travel Within è il titolo del nuovo e quarto album che lo vede affiancato essenzialmente da Marcin Staszek, voce e autore dei testi.

Il prolungato silenzio discografico non ha scalfito le linee principali sulle quali si muove la proposta Moonrise dove viene elaborato un neo-prog di buona fattura, caratterizzato da sonorità per lo più morbide ed evocative, linee melodiche suggestive ed aperture melodiche significative. Come nei capitoli precedenti non mancano alcuni avvolgenti interventi del sax, quasi ormai una costante (Dariusz Rybka) per un effetto di generale piacevolezza ma, al tempo stesso, di poca innovazione.

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