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Con un titolo tristemente profetico ed attuale, Virus, riprendono la loro corsa lanciata gli Haken.

L’album, il sesto sfornato dalla formazione inglese, è pubblicato da InsideOut  ed è va rilevato come questa label sia particolarmente attiva in questa estate 2020.

Tutto quello che era emerso dall’ascolto di Vector (2018) qui si dilata, si amplia e viene spinto una spanna più in la, senza dimenticare che in scaletta resta pure qualche fraseggio melodico-composito in vecchio stile. Credo però di potere affermare che i tempi di The Mountain siano adesso ancora più distanti; il prog-metal degli Haken è divenuto dunque una lama ancora più tagliente, più elaborato e sopratutto veloce, tanto da non disdegnare più di qualche riverbero djent. (altro…)

Ritengo non esista un modo plausibile per etichettare con efficacia la musica dei Gösta Berlings Saga. All’interno del loro sound infatti ci sono molteplici elementi ed indicazioni: dall’elettronica al progressive, dal post rock ad un velato trip-hop, passando per industrial e le più ermetiche venature crimsoniane, per l’avanguardia ed il Rock In Opposition.

Nessuno di questi ha la prevalenza ma la somma di essi produce Konkret Musik, sesto e nuovo album per gli svedesi, pubblicato per InsideOut.

La formazione intanto si è allargata ad un quintetto con l’ingresso del percussionista Jesper Skarin ma continua a poggiare sulle intuizioni di David Lundberg (tastiere) e  Alexander Skepp (batteria). (altro…)

E’ fuori di dubbio che gli australiani Caligula’s Horse con il passaggio sotto le insegne della potente InsideOut abbiano cominciato ad acquisire una maggiore e meritata visibilità. Con Bloom (2015) si sono affacciati alla ribalta internazionale e In Contact, pubblicato due anni dopo, ne ha attestato la bontà del lavoro.

Trascorsi quasi altri tre anni è ora il momento di scalare un’ulteriore gradino, forti di maggiore convinzione, e a questo provvede il nuovo album intitolato Rise Radiant.

Un cambio nella formazione (il bassista Dale Prinsse subentrato al fuoriuscito Dave Couper) non ha minimamente intaccato la forza d’urto e la solidità del gruppo, sempre più compattato intorno al front man Jim Grey ed al chitarrista Sam Vallen, le due vere “teste pensanti”.

 

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Evidentemente ci hanno preso gusto e così, a nemmeno un anno di distanza, tornano i Pattern-Seeking Animals con un secondo album, intitolato Prehensile Tales e pubblicato via InsideOut.

Dunque, quella che può essere considerata una emanazione dei Spock’s Beard, “rivendica” la propria esistenza e la sua autonomia ed il nuovo disco, pur non offrendo chissà quali colpi di scena, ha il pregio ed il merito di trasmettere una maggiore convinzione da parte dei protagonisti.

I sei brani in scaletta infatti raccontano di una consapevolezza accresciuta e di un fluire continuo (ove si eccettui una caduta a mio avviso evidente), pur rimanendo nell’alveo di appartenenza; si avvertono meno titubanze rispetto alla prima uscita. (altro…)

Da qualche anno la bandiera del progressive-metal appare un poco stropicciata, il genere sembra ormai avere dato fondo ad idee ed energie e prosegue spesso su di uno stanco binario; il fenomeno è naturale, intendiamoci, strettamente connesso al trascorrere delle decadi e ad un complessivo appiattirsi su cliché ormai abusati.

Ci sono anche delle eccezioni, rappresentate da quelle band che hanno scelto di immettere delle varianti sostanziali ma, se vogliamo rimanere nell’ambito più stretto e puro, le novità da tempo scarseggiano. Ed ecco che allora diventa curioso e per certi versi interessante il ritorno in pista dei californiani Psychotic Waltz i quali, dopo uno stop durato ben 24 anni (!!) e che pertanto da considerarsi come definitivo, rientrano inopinatamente in gioco con il nuovo e quinto album intitolato The God-Shaped Void, pubblicato per InsideOut. (altro…)