Posts contrassegnato dai tag ‘InsideOut’

frontUn progetto che trova continuità; torna Nick Beggs con i suoi The Mute Gods. A poco più di un anno dall’esordio. il trio (completato da Marco Minnemann – batteria e chitarra – e Roger King – tastiere) è già in grado di sfornare la seconda fatica. Tardigrades Will Inherit the Earth, questo il titolo dell’album, diventa una sorta di cartina tornasole utile a verificare la solidità della band e la qualità compositiva, non sempre propriamente a fuoco al debutto.

Né si possono sottovalutare la forza e la spinta dei testi con i quali il biondo bassista inglese esprime in modo molto diretto, talvolta crudo, il dissenso, il disgusto e la preoccupazione verso gli eventi che funestano o condizionano il nostro tempo e la relativa passività con cui spesso tendiamo ad affrontarli nel quotidiano.

(altro…)

Annunci

frontDopo quello che a mio parere resta un mezzo passo falso (Disconnect), John Wesley aveva necessità di invertire rapidamente la rotta dando segnali di altro tipo. Ci riesce in buona parte con il nuovo e pimpante A Way You’ll Never Be, pubblicato sempre per InsideOut; un disco (il settimo a suo nome) che vede il chitarrista americano tornare prepotentemente in sella anche a livello compositivo, con un sound frizzante, molto elettrico e a tratti vintage.

Accompagnato dal sodale Mark Prator alla batteria e dal talentuoso bassista dei CynicSean MaloneJohn Wesley recupera in questo lavoro un maggiore tasso di personalità, lasciando in disparte o quasi i fantasmi del passato (Porcupine TreeSound of Contact) e concentrandosi principalmente sul proprio sentire. (altro…)

frontL’energia, la freschezza e la malinconia impersonata dai Leprous, al contempo la versione di stampo djent metal offerta dai TesseracT ed una spruzzata di Karnivool ; questi a grandi linee i suoni e l’approccio di riferimento per inquadrare gli australiani Caligula’s Horse, giunti al terzo appuntamento discografico con il frizzante Bloom, edito dalla infaticabile InsideOut.

Già autori di due uscite collocabili in ambito prog metal che facevano spesso della potenza il tratto dominante, per questo nuovo lavoro hanno corretto il tiro: ogni pista ha le proprie caratteristiche e dunque bisogna variare i rapporti a secondo del tracciato. (altro…)

frontCon i Agents Of Mercy fermi da qualche anno ed i lunghi tour vissuti come importante front man nella band di Steve Hackett, la carriera solista di Nad Sylvan si era persa nelle nebbie del tempo, l’ultimo squillo (Sylvanites) risaliva a ben 12 anni orsono.

Tra le pieghe di una data e l’altra degli estenuanti tour al soldo del chitarrista ex Genesis, il cantante di origini statunitensi ha cominciato a mettere insieme le idee per un nuovo progetto a suo nome che oggi vede la luce sotto le insegne InsideOut.

Courting The Widow trova raccolto attorno al biondo singer un cast di musicisti stellare, frutto per lo più di amicizie e/o collaborazioni maturate ormai da anni. (altro…)

frontUn sottile ed invisibile filo lega l’uscita a nome Lunatic Soul dello scorso anno al sesto e nuovo capitolo dei Riverside.

E’ in uscita infatti Love, Fear and the Time Machine (pubblicato per InsideOut), ultima fatica della band di Varsavia che vede un parziale stravolgimento delle sonorità consuete, con uno sguardo proiettato all’indietro verso la decade degli ’80. Ecco dunque l’analogia con Walking on a Flashlight Beam, dove però l’elettronica ed un aspetto meditativo la facevano da padrone; il nuovo lavoro dei Riverside, come è ovvio che sia, fonde invece queste “tentazioni” retrò con la forza propulsiva del quartetto.

(altro…)

frontProcede la marcia dei Spock’s Beard che aggiungono il dodicesimo tassello alla loro invidiabile collezione di album in studio; il nuovo nato, largamente preannunciato ed in uscita in questi giorni pubblicato da InsideOut, si intitola The Oblivion Particle. La band californiana si conferma stabilmente nella formazione autrice del lavoro precedente, l’ottimo Brief Nocturnes and Dreamless Sleep, con Ted Leonard voce solista ed il folletto Jimmy Keegan alla batteria (oltre che, occasionalmente, in veste di singer).

Il nuovo disco, oltre un’ora la durata, si pone come prosecuzione del precedente e a dire il vero registra qualche novità; il sound del quintetto non rimane rigidamente ancorato ai canoni consueti ma, in linea generale, manca un pò di brillantezza compositiva. (altro…)