Posts contrassegnato dai tag ‘power metal’

frontUna vita di passione ed ascolti servirà pure a qualcosa…in questo caso, unita ad un poco di esperienza, è utile ad insistere e reiterare l’accostamento a Voice Of Reason, quinto e nuovo album dei Cloudscape che al primo approccio mi ha lasciato pesantemente perplesso.

Ammetto di non essere mai stato definitivamente rapito dal sound del quintetto svedese che vanta comunque un cantante (Mike Andersson) con doti tecniche sopraffine ed una discreta carica “agonistica” d’insieme. D’altro canto, la tendenza ad adagiarsi su soluzioni (una volta) ad effetto ma ora prevedibili, il desiderio di qualche scorribanda power ormai obsoleta, quell’attrazione fatale per linee melodiche troppo catchy…sono tutti elementi che hanno contribuito (nel mio caso s’intende) a non fare sbocciare un amore. (altro…)

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frontUn tempismo forse mai indovinato ha segnato a mio parere il cammino dei HammerFall; gli esordi heavy metal di fine anni ’90 (e dunque già fuori tempo massimo), una successiva conversione su sonorità power metal (quando il treno era già ampiamente lanciato) ed infine un perenne dondolare tra i due imprinting ha fatto sì di potere indicare la band svedese come una di quelle che tanto promettevano e molto meno hanno mantenuto.

Ancora una volta pubblicato da Nuclear Blast esce il loro nuovo disco, nono della serie, intitolato (r)Evolution; a dispetto del titolo comunque ambivalente non molto è mutato rispetto alla precedente release (Infected). In cabina di regia siede nuovamente James Michael insieme a Fredrik Nordström, gran parte del materiale è stato scritto dal chitarrista fondatore del gruppo Oscar Dronjak.

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frontTimo Tolkki mantiene la promessa e a distanza di un anno pubblica Angels of the Apocalypse, secondo capitolo della epica trilogia a nome Timo Tolkki’s Avalon

Edito per Frontiers Records e prodotto dallo stesso chitarrista finlandese, l’album ovviamente prende le mosse dal precedente The Land of New Hope che mi aveva entusiasmato; la storia riallaccia i fili e riparte da li. Entrando la narrazione in una fase più movimentata, rende di conseguenza la musica e le partiture più possenti ed heavy rispetto a prima.

In questa circostanza l’ex Stratovarius ha assoldato due vecchi compagni e cioè Antti Ikonen alle tastiere e Tuomo Lassila (ora con i Conquest) alla batteria; chitarre, basso ed altre keyboards rimangono appannaggio di Timo. (altro…)

frontC’è molto dei vecchi Gamma Ray e più di qualcosa dei Judas Priest in Empire Of The Undead, undicesimo e nuovissimo album della band di Amburgo.

Una “svolta” annunciata per tempo da Kai Hansen e che giunge propizia, visto i riscontri a dire poco contraddittori ottenuti quattro anni fa con To The Metal.

A ben guardare non è la prima volta che i tedeschi rivolgono lo sguardo verso il sound dei Judas ma in questo caso lo rileggono con maggiore personalità, caratterizzandolo a loro modo; in questo senso parlo di svolta, c’è una ferma volontà di riappropriarsi della propria dimensione e questo è senz’altro un bene perché cominciavo fortemente a temere che i Gamma Ray avessero imboccato in modo definitivo la via del declino.

Invece, pur con i limiti e l’usura imposti dal tempo, questo mi pare un inizio di risalita o, quantomeno, un buon colpo di coda. (altro…)

frontNel presentare poco meno di due anni fa Stones Grow Her Name segnalavo come purtroppo l’album rappresentasse a mio avviso un ulteriore caduta da parte dei Sonata Arctica; reduci da un periodo poco brillante i finlandesi avevano purtroppo confermato lo scarso stato di forma e i pochi bagliori presenti non erano sufficienti a elevarne la qualità.

Ecco che oggi la band di Tony Kakko ricompare con il nuovo lavoro intitolato Pariah’s Child, pubblicato da Nuclear Blast. Siamo giunti ormai all’ottavo capitolo per il gruppo di Kemi e purtroppo il bilancio da anni a questa parte non è molto roseo.

Il power metal del quintetto sembra avere perso buona parte dello smalto passato e dunque confesso che mi sono accostato a questo album con una certa circospezione. (altro…)

frontLa drammatica ed epica resistenza della popolazione di Leningrado, assediata ed affamata dall’invasione delle truppe tedesche durante il secondo conflitto mondiale e la successiva terrificante battaglia, culminata con la vittoria dell’ Armata Rossa. Questo in poche parole il soggetto che anima la storia di Battle Of Leningrad, quarto album del super gruppo power metal Ring Of Fire, al ritorno in azione dopo un silenzio durato quasi dieci anni.

In un genere che, come ho avuto modo di dire, è spesso segnato da una ripetitività quasi inesorabile a fare la differenza provvede stavolta la qualità dei protagonisti ed una certa brillantezza che, seppure a fasi alterne, traspare immediata all’ascolto del disco. (altro…)

frontIncuranti di riscontri forse sotto tono rispetto ai reali meriti i Mystic Prophecy ci riprovano con Killhammer, ottavo full lenght per la band bavarese.

il loro genere, power metal, probabilmente oramai ha già offerto il meglio che potesse dare e la tendenza alla ripetizione è forte, non ne rimane immune neppure il quintetto tedesco ma come sostengo da tempo va dato atto loro di una grande coerenza nella proposta e di un livello qualitativo, a mio avviso, oltre la media.

Tornando a Killhammer, pubblicato dall’etichetta tedesca Massacre Records, credo di poter dire che si pone come continuazione di Ravenlord (2011); da notare che continua la tradizione, o maledizione a questo punto, che vede cambiare continuamente il batterista all’interno del quintetto.

Infatti anche Claudio Sisto è durato lo spazio di un album, ora al suo posto troviamo Tyronne Silva, originario dello Sri Lanka ma da tempo stabilitosi in Germania. (altro…)