Posts contrassegnato dai tag ‘Art Rock’

frontInnovativi, sperimentali, spesso un passo avanti, capaci di anticipare e dettare i tempi grazie a brillanti intuizioni e alla genialità di Thom Yorke, autori di alcuni dischi che hanno segnato, comunque la si veda, la storia degli ultimi venti anni di musica.

Allo stesso tempo talvolta spigolosi, enigmatici se non proprio criptici, capaci di suscitare sentimenti disparati e persino tra loro contraddittori; poche band come i Radiohead sono state in grado, a ragione, di catalizzare l’attenzione di un vasto pubblico “imponendo” la propria trasversalità ed il proprio sound, non sempre confortevole e adatto alle grandi platee.

Con queste usuali premesse e, dopo il non trascendentale The King of Limbs di cinque anni fa, salutiamo il loro atteso ritorno. (altro…)

carPer motivi anagrafici non è una sensazione che ho provato direttamente. Ma posso immaginare e quasi toccare con mano l’atmosfera di attesa mista a curiosità di un qualunque fan dei Genesis, in quel lontano mese di febbraio del 1977, nel preciso istante dell’abbandono della puntina del giradischi al suo destino, tra i primi solchi di quello strano album, in cui un idolo del recente passato mostrava il suo nuovo volto nascosto dietro un vetro bagnato di pioggia e –per definizione- intriso di sapore british

Ebbene sì, tutto si era compiuto e dopo due anni e più di assenza, quando già gli ex compari avevano confermato di esistere (e come!) anche senza di lui, Peter Gabriel si era deciso a comunicare al mondo le tracce iniziali di un nuovo cammino, che lo avrebbe portato molto lontano. (altro…)

frontContinuare a cercare un nuovo aggettivo per descrivere il talento di David Bowie è ormai esercizio del tutto inutile, nessuno come lui è camaleontico ed in grado di attraversare quasi ogni genere musicale in poco meno di 50 anni di attività.

In occasione del suo 69simo compleanno e sotto la produzione e super visione del fido Tony Visconti, Iso-RCA pubblica Blackstar, ventisettesimo lavoro in studio del “duca bianco“. Dopo l’ottimo e sorprendente ritorno di circa tre anni fa (The Next Day) che ha rotto un silenzio assoluto durato 10 anni, Bowie riscopre così in età matura una nuova giovinezza artistica perché, lo dichiaro subito, Blackstar possiede ancora tutte le stimmate della genialità propria di un musicista davvero unico, specie se comparato ai lavori spenti di molti suoi coetanei. (altro…)

frontCon una prolificità inarrestabile e magari eccessiva (con questo sono nove album in dodici anni !), ecco la nuova uscita dei Gazpacho; pubblicato per Kscope esce in questi giorni Molok, ultima fatica della band norvegese guidata dal front man Jan Henrik Ohme.

Ho avuto modo di scriverne in passato e questo nuovo lavoro conferma in buona parte quanto ho già espresso su di un gruppo che, a mio avviso, poco si presta alle mezze misure: il loro sound infatti è per molti versi poco incline al compromesso, pertanto o si amano oppure…si digeriscono a fatica.

Aggiungo preliminarmente però che rispetto alla disperata introspezione e alla cupezza straniante di DemonMolok offre qualche passaggio relativamente più vitale. (altro…)

frontFermi ormai da qualche anno i No-Man, alcune ospitate di lusso disseminate nel tempo (ottime quelle con Giancarlo Erra dei Nosound), ci sono voluti però dieci anni prima che Tim Bowness desse alle stampe il secondo album solista, disponibile adesso con il titolo di Abandoned Dancehall Dreams.

Inside Out si incarica di pubblicare il nuovo lavoro che trova il cantante inglese alle prese con uno staff di prim’ordine: mixato dall’amico e collega Steven Wilson, vede all’opera tutta la formazione (live) dei No-Man rinforzata dalle presenze di Pat MastelottoColin Edwin Anna Phoebe (violinista della Trans-Siberian Orchestra), senza dimenticare il contributo importante fornito per gli arrangiamenti degli archi dal compositore classico Andrew Keeling.

Una lunga attesa che però ripaga con gli interessi all’ascolto, sopratutto tutti coloro i quali amano in modo particolare i colori e le atmosfere art rock e/o post rock. (altro…)

frontBand: Kaukasus. Album: Uscita: maggio 2014. Detta così francamente spiega poco, si può interpretare come l’album di esordio di una nuova formazione, l’ennesima che si lancia nell’avventura musicale nell’era digitale.

Se però si va a curiosare più a fondo si scopre che non è proprio così, nel senso che i tre membri di questa formazione scandinava sono delle vecchie conoscenze; si tratta infatti di Mattias Olsson (batteria e mellotron, già con Änglagård ed ora con White Willow), Ketil Vestrum Einarsen (tastiere e fiati, già con i Jaga Jazzist) e Rhys Marsh, voce,chitarra e basso con The Opium Cartel. 

Un crogiuolo di gruppi norvegesi/svedesi che coprono uno spettro piuttosto ampio di sonorità; ecco dunque il tentativo dei Kaukasus di fondere e sintetizzare queste diverse esperienze, distillando un sound che potrei definire un alchimia di art rocknew prog e accenti di ambient rock nordico.  (altro…)

frontSei album consecutivi nella prima metà degli anni ’70, partecipazioni a festival storici, importanti musicisti transitati tra le loro fila (su tutti Eddie Jobson Stewart Copeland). Poi una girandola di scioglimenti e reunion, in formazione spesso modificata, per un lunghissimo lasso di tempo. Questa, in breve e a beneficio degli appassionati più giovani, la storia dei Curved Air guidati dalla presenza dell’ inossidabile cantante Sonja Kristina.

Qualche anno fa è avvenuta l’ennesima (ma determinata) ricomposizione della band che lentamente ha ripreso il cammino e che oggi, a distanza di ben 38 anni (!), si ripresenta sorprendentemente sulle scene con North Star.

Il disco viene pubblicato da Cherry Red Records e comprende sette brani inediti, tre ri-arrangiamenti tratti dal repertorio del primo periodo, un pezzo apparso sul primo lavoro solista della singer e tre cover, rispettivamente di PoliceSnow Patrol Beatles. (altro…)