Posts contrassegnato dai tag ‘Eclectic Prog’

Prosegue sicuro il cammino dei milanesi Not A Good Sign, validissimi rappresentanti di un eclectic prog ben suonato e proposto nella ideale miscela tra un occhio al passato ed uno al futuro.

Un percorso discografico, quello di Paolo “Ske” Botta e compagni, cominciato circa 5 anni fa e giunto adesso al terzo capitolo, un passaggio il più delle volte cruciale per una band, sovente decisivo per misurarne la maturazione.

Forte di una formazione ormai consolidata, il quintetto lombardo non si sottrae così a questa sfida pubblicando Icebound, un lavoro molto coeso in cui trovano spazio momenti tecnici ed intricati e, a completamento, altri emotivamente “caldi” ed appassionati. (altro…)

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Con i Lazuli ci eravamo lasciati giusto due anni fa tra qualche lieve perplessità riguardo la tenuta globale di Nos Âmes Saoules. Il combo francese guidato dai fratelli Leonetti si riaffaccia ora alla ribalta con il settimo e nuovo titolo della discografia, Saison 8.

E’ davvero particolare il rapporto che nutro con la band francese, fatto di avvicinamenti e distacchi, di promesse e delusioni, di infatuazioni ed allontanamenti; ho sempre percepito infatti una certa irregolarità di passo che in parte può essere addebitata all’eclettismo ed alla peculiarità del loro sound ma rammento perfettamente che con Tant que L’Herbe est grasse ritenevo  avessero trovato una quadratura… (altro…)

frontCon i King Crimson rientrati in gioco e a breve attesi in tour in Italia, Tony Levin e Pat Mastelotto insieme al fido Markus Reuter rilanciano sul versante Stick Men con Prog Noir, quinta fatica in studio per il power trio.

Quattro anni ci separavano da Deep, l’ultima uscita della band e devo dire che, a parte alcuni inserti vocali (mancanti dall’esordio), da un punto strettamente musicale e di composizione poche novità si segnalano tra i solchi dell’ultimo disco. I nuovi brani al solito si articolano poggiando sulle immense qualità dei tre musicisti, ognuno esponente di vertice nel proprio ambito; per lo più strumentali, mettono ancora una volta in luce la grande intesa e l’energia che essi sono in grado di esprimere. (altro…)

frontTra le migliori nuove proposte del 2014 ricordo di avere segnalato City of the Sun, album di esordio dei norvegesi Seven Impale, un lavoro frizzante e denso di spunti intriganti. Effettivamente poi il disco ha ottenuto confortanti riscontri, utili a fornire ulteriore spinta alla band di Bergen per la composizione del secondo lavoro, Contrapasso, da poco pubblicato per Karisma Records.

Non so con certezza se questo si possa definire uno step evolutivo; sicuramente si tratta di un passo in una direzione differente, tangente a quanto messo in campo in occasione del debutto. Resta certo invece che la banalità o il ricorso a facili soluzioni non rientrano (fortunatamente) tra le risorse del gruppo. (altro…)

frontAccompagnato da un imponente booklet di 20 pagine viene pubblicato Nos Âmes Saoules, sesta fatica dei francesi Lazuli, presentata proprio di recente anche in Italia con un mini-tour che ha toccato Roma, Calenzano (Firenze) e Veruno (Novara).

L’eclettismo è da sempre il vero trademark della band dei fratelli Leonetti ma in passato, come avevo già avuto modo di evidenziare, non sempre a questo aveva corrisposto un necessario grado di coesione tra i brani; poco meno di due anni fa invece, con l’uscita di Tant que l’herbe est grasse Lazuli hanno finalmente trovato a mio avviso la quadratura del cerchio, offrendo la loro prova più matura e completa. (altro…)

frontNuovo appuntamento con la magmatica creatività dei Motorpsycho. Due anni dopo il travolgente Behind the Sun la band norvegese presenta il nuovo e diciassettesimo lavoro dal titolo Here Be Monsters, pubblicato per l’etichetta Rune Grammofon. Il trio di Trondheim prosegue la sua marcia inarrestabile, a dispetto del tempo trascorso e lo fa con un altro album, l’ennesimo, in grado di squadernare tutto ed il contrario di tutto: i consueti passaggi lisergici ed acidi a sottolineare un sentire psichedelico di fine anni’60, una suite avventurosa, brevi passaggi più melodici.

In poche parole viene di nuovo issato il vessillo di quello che, in merito al gruppo di Bent Sæther , viene definito eclectic prog. (altro…)

frontMarcati richiami al progressive anni ’70 con Gentle GiantKing Crimson su tutti, accennate divagazioni canterburyane, incursioni fusion e talvolta folk, una suadente voce femminile come guida e l’intricata commistione con sonorità appartenenti al prog scandinavo degli ultimi due decenni…non sono pochi dunque gli elementi che vanno a connotare l’eclettico sound dei Thieves’ Kitchen, autori del sesto e nuovo lavoro dal titolo The Clockwork Universe.

Anche in questo caso la gradazione di malinconia e solitudine nel suono viene affidata a quello che nel tempo sta diventando una sorta di gemellaggio: due elementi degli Änglagård, oltre un altro ex, collaborano infatti alla realizzazione di questo disco e si tratta ormai del terzo episodio consecutivo. (altro…)