Posts contrassegnato dai tag ‘Roine Stolt’

L’inesauribile Roine Stolt, da sempre anima dei Flower Kings, pilastro di altre formazioni e protagonista di numerose e importanti collaborazioni, riprende il suo cammino solista interrotto ormai tredici anni fa con una modalità particolare, posta probabilmente a mezza via tra il lavoro con la band e quello in proprio.

Manifesto Of An Alchemist, questo il titolo del nuovo lavoro, è intestato infatti ad un moniker curioso, Roine Stolt’s The Flower King; il chitarrista svedese si avvale di un nutrito gruppo di collaboratori tra i quali i due “fiori” Jonas Reingold (basso) e Hasse Froberg (voce), Marco Minnemann (batteria), Rob Townsend (fiati), oltre ad ospitate di peso quali quelle di Nad Sylvan (voce) e Max Lorentz (voce e Hammond). (altro…)

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Giugno 2018 si segnala per la pubblicazione di esordio di un nuovo super-gruppo, The Sea Within. L’album reca un titolo eponimo ed è edito per InsideOut mentre la band, come ampiamente preannunciato, è composta da: Roine Stolt chitarra e voce (Flower Kings Transatlantic), Jonas Reingold basso(Flower KingsKarmakanic The Tangent), Daniel Gildenlöw voce e chitarra (Pain Of Salvation), Tom Brislin tastiere e piano (alcune lussuose collaborazioni nel passato) e Marco Minnemann batteria (The Aristocrats).

Come se tutto questo non bastasse, si aggiunge pure una lista di ospiti eccellenti: un intenso cammeo di Jon Anderson, un contributo al piano di Jordan Rudess, il sax di Rob Townsend (Steve Hackett) e, in due tracce oltre che presenza fissa on stage, la voce di Casey McPherson (Flying Colors). (altro…)

frontRoine Stolt ritorna con i Kaipa riunendo parte della formazione originale, quella degli anni ’70, e con essa riprende a suonare i brani dei primi album, ormai lontani nel tempo e cantati in svedese. Un moto di nostalgia, forse il desiderio di rinverdire una stagione passata; sta di fatto che un progetto nato essenzialmente live nel giro di un paio di anni si è tradotto nella realizzazione di un album intitolato Dårskapens Monotoni sotto l’esplicativo moniker Kaipa DaCapo.

Personalmente sono rimasto un poco sorpreso in merito a questa iniziativa, anche perché ancora non ho messo a fuoco come si inserisca e cosa possa determinare in futuro all’interno della galassia della band scandinava; d’altra parte però la curiosità di ascoltare è piuttosto vivace. (altro…)

frontLe cronache raccontano di un primo contatto avvenuto un paio di anni fa in occasione della Progressive Nation At Sea Cruise, un incontro live risultato molto proficuo tra i Transatlantic e l’indimenticabile ex voce degli Yes. Successivamente il patron della Inside Out (Thomas Waber) ha spinto e fatto in modo che quel feeling istintivo, quelle affinità musicali sgorgate con inaspettata naturalezza, trovassero approdo in un album di materiale inedito.

Nasce così, in poche parole, l’estemporaneo incrocio tra Jon Anderson Roine Stolt, un progetto sulla carta se vogliamo anche bizzarro ed oltretutto preceduto dal non troppo confortante episodio che ha visto protagonista lo stesso cantante e Jean Luc Ponty. (altro…)

frontCon i Agents Of Mercy fermi da qualche anno ed i lunghi tour vissuti come importante front man nella band di Steve Hackett, la carriera solista di Nad Sylvan si era persa nelle nebbie del tempo, l’ultimo squillo (Sylvanites) risaliva a ben 12 anni orsono.

Tra le pieghe di una data e l’altra degli estenuanti tour al soldo del chitarrista ex Genesis, il cantante di origini statunitensi ha cominciato a mettere insieme le idee per un nuovo progetto a suo nome che oggi vede la luce sotto le insegne InsideOut.

Courting The Widow trova raccolto attorno al biondo singer un cast di musicisti stellare, frutto per lo più di amicizie e/o collaborazioni maturate ormai da anni. (altro…)

Quattro date italiane per Steve Hackett, all’interno del tour mondiale “Acolyte to Wolflight”, capitate al momento giusto e strategicamente ineccepibili: accanto, infatti, al gusto di immergersi (inevitabilmente) nelle consuete ed inesauribili atmosfere della Hackett-side dei Genesis, il concerto ripaga il desiderio di poter ascoltare dal vivo i brani dell’ultimo album (Wolflight), che ha certamente lasciato più di una sensazione positiva e, appunto, la  curiosità di testarne la resa dal vivo. (altro…)

Serata scoppiettante ieri a Milano in un Alcatraz piuttosto affollato per il concerto dei Transatlantic, impegnati nel tour di presentazione del nuovo album Kaleidoscope e reduci tra l’altro dal successo riportato nel crociera-festival Progressive Nation at The Sea.

L’aspetto che in assoluto più mi ha colpito è stato l’entusiasmo, il desiderio di coinvolgere il pubblico, da parte dei cinque musicisti che si sono dati per poco meno di tre ore senza risparmio, sfoderando tutta la loro energia e classe. Se mai ci fossero stati ancora dei dubbi, il live set di poche ore fa li ha definitivamente spazzati via: i Transatlantic sono ormai una vera e propria band a tutti gli effetti e non un fenomeno episodico come molti super gruppi del passato. (altro…)