Posts contrassegnato dai tag ‘thrash metal’

frontUn importante cambio di scuderia con il passaggio da Roadrunner Nuclear Blast, l’avvicendamento dello storico bassista Adam Duce con il nuovo arrivato Jared MacEachern (ex Sanctity); sull’onda di queste sostanziose novità esce Bloodstone & Diamondsnuova e ottava fatica dei californiani Machine Head.

I tre anni trascorsi dall’ottimo Unto the Locust hanno visto l’ intensificarsi dell’attività live del quartetto in particolar modo negli States ma, sopratutto, la prosecuzione e la raffinazione di quel processo cominciato con quell’album spettacolare che fu The Blackening. La commistione fra tracce consistenti di thrash metal e poderose e profonde sezioni in chiave groove metal, trova a mio avviso nei Machine Head una esemplificazione perfetta, come si suol dire da manuale.

Ben venga dunque il nuovo disco che non tradisce le attese, confermando anzi lo stato di grazia della band. (altro…)

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frontVengeance Falls, questo il titolo del sesto e nuovo album dei Trivium. Segnati sin dagli esordi da un destino capriccioso, rappresentano la classica band che soffre di una maledizione e cioè il dovere dimostrare il proprio reale valore ad ogni nuova uscita. Per i detrattori più incalliti la band di Orlando incarna niente di più che una sorta di cover band dei Metallica, per i sostenitori invece uno dei gruppi più freschi in territorio thrash metal.

Personalmente resto convinto una volta di più che la verità stia in mezzo: se è acclarato quali siano i riferimenti di genere del quartetto americano (Matt Heafy lo ha più volte candidamente dichiarato) lo è altrettanto che allo stato attuale, in un genere che vede le storiche “bandiere” parzialmente appannate o stropicciate dal tempo, i Trivium rappresentino una band ancora energica e grintosa.

Certo, spesso indugiano su percorsi già ampiamente battuti e non amano particolarmente il rischio ma è indubbio che il loro impatto resta importante. (altro…)

frontDopo alcuni decenni Jeff Waters è ancora li, alla testa degli Annihilator, a menare fendenti e solidi riff con la sua chitarra. Sono trascorsi tre anni dall’album eponimo e la band canadese si ripresenta con il nuovo lavoro, Feast, quattordicesimo in studio per il gruppo thrash metal di Ottawa.

Giusto per completezza di informazione ricordo che tra gli innumerevoli musicisti transitati da queste parti ci sono il cantante Joe Comeau (Overkill) ed i batteristi Mike Mangini (Dream Theater) e Randy Black (Primal Fear).

Un passato glorioso alle spalle ed un’infinità di cambi di formazione non hanno inficiato comunque più di tanto la qualità dei lavori prodotti; chiaro che in un arco di tempo così ampio non tutte le ciambelle siano uscite col buco e qualche caduta (anche pesante) sia avvenuta ma in linea generale i risultati portati a casa depongono a loro favore.

Tornando all’attualità c’è da dire che se il capitolo precedente aveva tutto sommato ben impressionato (bisogna scordarsi però il livello dei primi due dischi), questo va oltre in positivo. (altro…)

frontDue anni di attesa tra un disco ed un altro possono essere molti oppure pochi, dipende da tante circostanze e variabili. Questa era una delle domande che mi ponevo alla vigilia dell’uscita di Thirteen (2011) e fortunatamente la risposta fu che, a mio parere, il lasso di tempo trascorso aveva premiato con una buona intuizione, l’album recuperava alcune posizioni precedentemente andate sbiadendosi.

Oggi il quesito si ripropone inalterato, i Megadeth infatti presentano il loro quattordicesimo lavoro intitolato Super Collider giusto a due anni di distanza da Thirteen.

Inciso in California nuovamente sotto la produzione di Johnny KSuper Collider sancisce anche il divorzio da Roadrunner; esce infatti per Tradecraft, etichetta creata da Dave Mustaine.

David Ellefson è rimasto nel roster e pertanto la formazione finalmente è rimasta invariata; tutti i pezzi del puzzle parevano finiti al proprio posto, c’erano tutti i presupposti giusti e invece… (altro…)


E finalmente è giunto il seguito a The Formation of Damnation, album che nel 2008 aveva segnato il ritorno sulle scene dei Testament. Sempre su etichetta Nuclear Blast arriva sugli scaffali Dark Roots of Earth che vede l’ottimo lavoro alla produzione di quel Andy Sneap che si sta rivelando sempre più un punto di riferimento (Accept, Megadeth, Cradle of Filth, Nevermore, Kreator, Cathedral tra le tante collaborazioni). Decimo sigillo dunque per la band californiana nella quale si registra il ritorno alla batteria di Gene Hoglan che ha rilevato Paul Bostaph; ruolo particolare quello del drummer se è vero che durante la carriera dei Testament se ne sono succeduti ben una decina, tra i quali non si possono dimenticare John Tempesta e lo stratosferico Dave Lombardo degli Slayer.

Un gruppo che sopratutto a cavallo tra le due decadi ’80-’90 ha firmato alcune delle migliori e fondamentali pagine del thrash metal, con una inarrestabile cavalcata cominciata con The Legacy e che si è arrestata solo sette anni più tardi con Low. Di lì è cominciato un rendimento più altalenante ma pur sempre di alto livello, tanto da arrivare a produrre nel 1999 uno degli album dei quali più si è scritto e narrato in ambito thrash, cioè The Gathering. (altro…)

E con questo fanno tredici ! Phantom Antichrist rappresenta il nuovo capitolo per i Kreator, gruppo importante nella storia del thrash metal europeo, attivo ormai dal lontano 1985. Approdati presso l’onnipresente Nuclear Blast con un album che vede la band di Essen confermare la formazione in essere già dal 2001 (Violent Revolution); accanto agli inamovibili Mille Petrozza (chitarra e voce) e Jurgen Reil (batteria e voce), sono oramai entrati a far parte della storia-Kreator pure Christian Giesler (basso) e Sami Yli-Sirnio (chitarra).

La produzione è affidata ad un nome noto, quel Jens Bogren che ha nel suo palmares lavori al fianco di Opeth, Symphony X, Katatonia.

Una delle band seminali nel panorama tedesco, progenitrice in qualche modo del filone europeo del thrash, dotata di una forza e un impatto devastante. Non si può non ricordare, ancora, come “Mille” Petrozza sia stato fonte di ispirazione per diverse band a seguire. Da quando nel 2001 i Kreator hanno deciso di riprendere il cammino musicale a loro più congeniale, abbandonando gli esperimenti death e gothic, le cose sono migliorate e il successo è tornato ad arridere al gruppo. (altro…)

Una fucilata, una gragnuola di colpi in pieno volto ! Questo è il responso del ripetuto ascolto di The Electric Age, sedicesima fatica dei mai domi Overkill, uno dei gruppi più significativi ed influenti dell’intero panorama thrash metal e questo a dispetto degli anni; basti pensare che l’esordio discografico della band  dell’east coast data nell’ormai lontano 1985. Il contratto firmato nel 2009 con la Nuclear Blast ha evidentemente rivitalizzato Ellsworth e compagni e, se Ironbound ha lanciato il primo segnale di risveglio, questa ultima release giunge diretta al bersaglio, facendo perfettamente centro.

Album senza fronzoli, una colata di metallo fuso grezzo e potente, senza distinguo e senza paletti; apparentemente niente di nuovo ed invece traspare una rinnovata energia, un vigore ritrovato, un song-writing essenziale e immediato che però non tralascia la cura dei suoni, evitando le ovvietà ed i passaggi più scontati. Parte fortissimo e altrettanto forte si conclude, per la gioia degli amanti del genere. Paiono davvero tornati i fasti di un tempo, un po’ come è successo per i Megadeth dell’ottimo Th1rt3en e questo non può che sorprendere favorevolmente; molte vicende personali, anche dolorose (vedi l’ictus che colpì il frontman), col tempo sono state metabolizzate e poi trasformate in positivo dai membri della band che hanno recuperato tutta la loro potenza di fuoco. (altro…)