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Un esordio interessante e per certi versi esplosivo (A Drop of Light), una band dal nome intrigante (All Traps On Earth) i cui protagonisti sono in realtà delle vecchie conoscenze della scena progressive.

Il progetto infatti fa capo al bassista degli ÄnglagårdJohan Brand, in quartetto con Thomas Johnson (piano e tastiere, anch’egli membro della formazione svedese), Erik Hammarström (batteria, già presente su di un live) e la figlia Miranda al canto.

Ricco di accenti innescati dalla band originaria, ma anche con percepibili rimandi ai King Crimson e alla frangia più “estrema” della scena di Canterbury, A Drop of Light è un lavoro che non può passare inosservato. Essenzialmente strumentale, sciorina una frequente stratificazione di temi, talvolta esacerbandoli pur in modo raffinato. (altro…)

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L’inesauribile Roine Stolt, da sempre anima dei Flower Kings, pilastro di altre formazioni e protagonista di numerose e importanti collaborazioni, riprende il suo cammino solista interrotto ormai tredici anni fa con una modalità particolare, posta probabilmente a mezza via tra il lavoro con la band e quello in proprio.

Manifesto Of An Alchemist, questo il titolo del nuovo lavoro, è intestato infatti ad un moniker curioso, Roine Stolt’s The Flower King; il chitarrista svedese si avvale di un nutrito gruppo di collaboratori tra i quali i due “fiori” Jonas Reingold (basso) e Hasse Froberg (voce), Marco Minnemann (batteria), Rob Townsend (fiati), oltre ad ospitate di peso quali quelle di Nad Sylvan (voce) e Max Lorentz (voce e Hammond). (altro…)

La traiettoria di Cristiano Roversi con i Moongarden negli ultimi anni è stata sorprendente. A Vulgar Display of Prog Voyeur sono infatti due lavori che hanno modificato considerevolmente le coordinate sonore della band in quella ricerca e quella contaminazione che, a mio parere, risiedono nell’essenza dell’attitudine progressive.

Dunque, quattro anni dopo l’uscita del fresco ed alternativo Voyeur e con la medesima formazione, il gruppo torna sulla scena con la pubblicazione del nuovo album dal titolo Align Myself To The Universe.

Volendo fare una considerazione meramente numerica si può notare come questo sia l’ottavo titolo in 24 anni di attività: una band che quindi preferisce centellinare le proprie proposte in un mercato probabilmente già saturo. (altro…)

Seduto dietro il suo Hammond e circondato dalle numerose e fide keyboards Andy Tillison si ripresenta ai nastri di partenza alla guida dei Tangent proponendo Proxy, decimo lavoro in studio della band anglo-svedese.

Il nuovo album, edito per Inside Out, segue ad un anno di distanza la pubblicazione di The Slow Rust of Forgotten Machinery (da ricordare l’ottima The Sad Story of Lead and Astatine) e vede dunque confermata l’estrema prolificità del gruppo; quanto alla line up vanno registrati l’ennesimo nuovo ingresso alla batteria (Steve Roberts) e l’ospitata di Göran Edman per le backing vocals; per il resto confermatissimi Jonas Reingold al basso, Theo Travis ai fiati e Luke Machin alle chitarre. (altro…)

Venuto meno il contratto col quale erano legati a Kscope, gli scozzesi North Atlantic Oscillation tornano a raccontare di sé con il quarto e nuovo album intitolato Grind Show.

Il duo di Edimburgo procede nel suo percorso assolutamente crossover attraversando intuizioni electronicambientpost prog e incursioni nel pop rock di livello ricercato; una mistura, una ricetta che confesso non è riuscita ad entusiasmarmi in precedenza (salvo il secondo capitolo che ho trovato più organico) e fatica, in linea generale, ad impressionarmi anche adesso.

In poche parole, a mio parere Grind Show è colmo di buone intenzioni che Sam Healy è riuscito solo in parte a concretizzare. (altro…)

Fuoriuscito dal gruppo il tastierista Tarmo Simonen, con una formazione ora ridotta a quattro elementi, i finlandesi Overhead rilanciano con la loro quinta e nuova fatica in studio, Haydenspark.

Cambiano così buona parte degli arrangiamenti, la band rinuncia (ormai definitivamente?) a suite o comunque lunghe digressioni (da ricordare la bella Metaepitome), in favore di brani in linea di massima più contenuti e forse diretti, a guida principalmente della chitarra di Jaakko Kettunen che in questa occasione si sdoppia anche in veste di tastierista.

Il sound della band finnica ha adesso decisamente virato verso un heavy prog che personalmente trovo difetti un poco di personalità; recepisco più quadrati i passaggi che ancora rimandano ai primi due album. (altro…)

Breve segnalazione ma non per questo meno importante per il secondo capitolo del progetto Semantic Saturation guidato dal virtuoso chitarrista siriano/canadese Shant Hagopian.

Il frizzante ed esplosivo prog metal proposto 5 anni fa con l’album di esordio (Solipsistic) si arricchisce così di un nuovo e secondo capitolo, per lo più strumentale, altrettanto stimolante ed ancora una volta suonato da musicisti di grosso calibro quali Derek Sherinian (tastiere), Kristoffer Gildenlöw (basso), Craig Blundell (batteria) e Alex Argento (tastierista palermitano già con una vasta esperienza maturata). (altro…)