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Con un titolo tristemente profetico ed attuale, Virus, riprendono la loro corsa lanciata gli Haken.

L’album, il sesto sfornato dalla formazione inglese, è pubblicato da InsideOut  ed è va rilevato come questa label sia particolarmente attiva in questa estate 2020.

Tutto quello che era emerso dall’ascolto di Vector (2018) qui si dilata, si amplia e viene spinto una spanna più in la, senza dimenticare che in scaletta resta pure qualche fraseggio melodico-composito in vecchio stile. Credo però di potere affermare che i tempi di The Mountain siano adesso ancora più distanti; il prog-metal degli Haken è divenuto dunque una lama ancora più tagliente, più elaborato e sopratutto veloce, tanto da non disdegnare più di qualche riverbero djent. (altro…)

Ci eravamo lasciati poco più di un anno fa…sotto le stelle (Under Stars) e di nuovo il Lonely Robot di John Mitchell è comparso con la quarta fatica dal titolo Feelings Are Good, edita per Inside Out.

Più volte ho avuto modo di tessere le lodi del chitarrista e compositore inglese oltre che di sottolinearne la prolificità; certo è che pubblicare quattro album in soli cinque anni può divenire un boomerang in un’epoca come la nostra dove tutto viene consumato ed archiviato in tempi strettissimi ma…tant’è.

Mitchell per questo nuovo album ha scelto di suonare in prima persona ogni strumento ad eccezione delle parti di batteria, affidate ancora una volta al collaudatissimo Craig Blundell. (altro…)

Ritengo non esista un modo plausibile per etichettare con efficacia la musica dei Gösta Berlings Saga. All’interno del loro sound infatti ci sono molteplici elementi ed indicazioni: dall’elettronica al progressive, dal post rock ad un velato trip-hop, passando per industrial e le più ermetiche venature crimsoniane, per l’avanguardia ed il Rock In Opposition.

Nessuno di questi ha la prevalenza ma la somma di essi produce Konkret Musik, sesto e nuovo album per gli svedesi, pubblicato per InsideOut.

La formazione intanto si è allargata ad un quintetto con l’ingresso del percussionista Jesper Skarin ma continua a poggiare sulle intuizioni di David Lundberg (tastiere) e  Alexander Skepp (batteria). (altro…)

Dopo i due live pubblicati lo scorso anno con il contributo di alcuni colleghi, i Magenta hanno fatto ritorno in studio per dare alle stampe l’ottavo titolo in catalogo, Masters of Illusion.

Qui hanno collaborato pure John Mitchell (voce), Pete Jones (sax. poli strumentista titolare del progetto Tiger Moth Tales) ed il quasi onnipresente Troy Donockley (uilleann pipes).

Masters of Illusion è un album che contiene e conferma tutte le prerogative e le qualità della band gallese: anzi, al riguardo devo citare i Magenta come uno dei pochi gruppi che, pur senza apportare modifiche o aggiornamenti sostanziali al proprio sound, sono sin qui riusciti a mantenere un livello interessante ad ogni uscita. (altro…)

E così, dopo alcuni lavori dedicati al piano, il grande (in tutti i sensi) Rick Wakeman torna all’antico amore per il progressive con The Red Planet, accompagnato dal suo gruppo, la English Rock Ensemble che si dispone con uno schieramento rinnovato: rimasto stabile il solo Lee Pomeroy al basso, sono subentrati Dave Colquhoun alle chitarre ed il turnista di lusso Ash Soan alla batteria.

Tra riedizioni di classici, una intensa produzione live e omaggi al passato, il biondo tastierista inglese mancava su questo fronte dal 2003, anno di pubblicazione di Out There. E sottolineo “su questo fronte” perché The Red Planet è per bocca dell’autore un consapevole ritorno alle sonorità di un tempo, quelle delle prime, celebrate ed ormai lontanissime uscite soliste. (altro…)