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Iain Jennings (Mostly Autumn – tastiere), Marc Atkinson David Clements (Riversea – voce/chitarra acustica e basso, rispettivamente) uniscono forze ed idee dando vita al progetto Moon Halo.

Un viaggio all’interno del new prog di stampo britannico nel quale vengono coinvolti alcuni amici ed ex compagni: Alex Cromarty (batteria), Martin Ledger (chitarre) e le due cantanti di Mostly Autumn Panic RoomOlivia Sparnenn-Josh Anne-Marie Helder.

Come si può intuire il sound è indirizzato (ma non solo) verso quella componente sognante e romantica che ha da sempre caratterizzato il percorso di questi artisti. (altro…)

Ecco di nuovo ai blocchi di partenza i Sons of Apollo! Il super gruppo statunitense che aveva esordito poco più di due anni fa con Psychotic Symphony e, successivamente, con un doppio live registrato in Bulgaria con un’orchestra, pubblica adesso per InsideOut il secondo album in studio, intitolato MMXX.

Medesima formazione all’opera e stesso propellente, una miscela letale di prog metal tirato e ben arrangiato e hard-rock, dove non stenta ad emergere la levatura tecnica dei protagonisti ed il desiderio di fondersi in una sola anima. Leggermente diverso il discorso per quel che riguarda il songwriting, a tratti con la tendenza ad indugiare su soluzioni oramai ampiamente sperimentate, a tratti invece capace di esprimere un impeto ed un coinvolgimento di assoluto livello, (altro…)

Dopo qualche prova che definirei “neutra” Karfagen, il progetto principale del musicista ucraino Antony Kalugin, torna a riprendere quota. Birds of Passage, appena pubblicato, si proietta di nuovo ad un livello più che gradevole, ritrovando il focus e l’entusiasmo di qualche anno fa.

In effetti le uscite precedenti avevano segnato a mio avviso una sorta di punto morto, nel quale la ripetitività di alcune tematiche, l’insistere su talune strutture ed una certa ridondanza di fondo, facevano presagire che la vena creativa fosse andata esaurendosi. Non è così per fortuna anche se, come vedremo, pur tra un esito confortante il nuovo lavoro non è del tutto libero da qualche scoria. (altro…)

Con una regolare cadenza, in media tra i cinque e  i sei anni, Nick Magnus pubblica un album solista con il quale prosegue il suo percorso musicale. Accompagnato dal consueto giro di collaboratori che hanno fatto parte anche dell’ entourage di Steve Hackett, dà alle stampe Catharsis, sesta tessera del suo mosaico discografico.

Le sonorità rimangono quelle consuete, un canovaccio ormai consolidato cui provvede quasi interamente lo stesso Magnus; un punto di discontinuità lo forniscono gli interpreti vocali, ben quattro, che si alternano al microfono.

In definitiva dunque gli otto brani che compongono Catharsis non fanno altro che ribadire pregi e qualità del musicista ex Enid, tra elementi folk e sinfonici, ma poco immettono di nuovo. (altro…)

Dopo un silenzio durato ben 11 anni Steven Wilson Tim Bowness hanno riacceso i motori della macchina No-Man con un album che, sono certo, farà discutere.

Se i lavori del passato, sino ad arrivare al precedente Schoolyard Ghosts (2008), avevano mantenuto una rotta ben definita su una linea di suoni eterei e sognanti, morbidi, adagiati su di una nostalgia di fondo, Love You to Bits (questo il titolo del nuovo disco) se ne discosta completamente con una virata assolutamente sorprendente.

C’è da dire preliminarmente che almeno in parte può essere tracciato un ponte ideale tra questa uscita e l’ultima solista di Wilson (To the Bone) ma la musica qui proposta dal duo inglese è davvero agli antipodi di quanto offerto prima. (altro…)

Waiting for Miracles. Questo il titolo del doppio e nuovo lavoro pubblicato per InsideOut dei Flower Kings, tredicesimo della serie, con il quale la band svedese torna al proscenio sei anni dopo Desolation Rose.

La formazione guidata da Roine Stolt ha segnalato nel frattempo due importanti avvicendamenti con l’ingresso di Zach Kamins (chitarra e tastiere) e di Mirko DeMaio (batteria) in luogo di Tomas Bodin Felix Lehrmann.

Come dicevo, l’album si divide in due CD il primo dei quali supera la boa dell’ora di durata mentre il secondo, più conciso, si attesta sui 21 minuti circa; un ritorno, quello del formato doppio, che mancava dal 2006 (Paradox Hotel). (altro…)

Kscope ha pubblicato il secondo lavoro solista (terzo considerando anche quello in collaborazione con Jonas Renkse) di Bruce Soord, frontman e leader dei Pineapple Thief.

All This Will Be Yours è il titolo dell’album interamente scritto, suonato e cantato dal musicista inglese e questa uscita mi suggerisce, più che una vera e propria recensione, una riflessione.

Premetto che si tratta di un disco di buona fattura e dai contenuti di un certo livello, al cui interno si trovano almeno tre brani di alta levatura per atmosfera, arrangiamento, bilanciamento delle sonorità, profondi ma non cervellotici. E pure i restanti, per lo più tutti in forma canzone, mantengono una qualità che va comunque evidenziata. (altro…)