Posts contrassegnato dai tag ‘Marillion’

Ad un anno di distanza dall’emozionante concerto di Verona, i Marillion tornano in Italia con due concerti in due luoghi suggestivi e comunque molto “evocativi” (l’Auditorium Parco della Musica a Roma e il teatro degli Arcimboldi a Milano) per chi ama vedere e sentire bene musica dal vivo. Ripensandoci, forse questo, se è stato indubbiamente il pregio, tuttavia ha segnato nello stesso tempo il limite almeno della serata di Roma (l’unica cui ho partecipato). (altro…)

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Nella vita non sono poche le circostanze fortuite, casuali o quanto meno particolari che si verificano e che danno origine a vere e proprie sorprese. Non fa eccezione la musica ed il caso in questione in particolare, che vede il ritorno in azione dei Isildurs Bane, gruppo fermo discograficamente da ben 14 anni, in compagnia della voce di una delle più importanti band ancora in attività, Steve Hogarth dei Marillion.

Il combo svedese ci ha abituato in passato ad una certa trasversalità, tanto che etichettare il loro sound solo come symphonic prog mi è sempre parso riduttivo e Colours Not Found In Nature, titolo del nuovo album, conferma queste sensazioni. (altro…)

frontDevo dire che non mi capita spesso di rimanere come incagliato ascoltando un nuovo disco, tanto meno quando la pubblicazione riguarda una band dalla carriera ormai più che trentennale. E’ invece quello che mi è accaduto, sopratutto inizialmente, avvicinandomi alla nuova uscita dei Marillion, probabilmente una tra le più attese di questo anno.

F E A R (F*** Everyone And Run) infatti è un album che mi ha messo in difficoltà oltre il previsto benché non proponga incredibili novità musicali o di testo, nonostante renda l’impressione di ripartire da dove i nostri avevano concluso con Sounds That Can’t Be Made con, al tempo stesso, similitudini e divergenze e malgrado infine un trademark sonoro ormai inconfondibile. (altro…)

 

L’occasione era sinceramente di quelle da non perdere. Soprattutto quando si era appreso che la data sarebbe stata la prima in assoluto dopo l’uscita del prossimo attesissimo album (FEAR), prevista in origine per il 9 settembre. Poi la data di uscita è stata posticipata, ma l’appuntamento di Verona, dopo un mesetto di pausa dall’ultimo di una lunga serie di concerti fino ad agosto inoltrato, nulla avrebbe comunque tolto all’attesa di molti di vederli di nuovo in Italia. Alcuni elementi hanno reso questa serata davvero unica ed irripetibile. (altro…)

 

clutching1Il racconto della fine di un rapporto, lenta, inesorabile e senza un vero sapore, se non quello di una sconfitta, o –peggio- di un rimorso.  Avrei potuto pensare a mille altre combinazioni tra la musica che ascoltavo in quel momento e la conclusione di quella storia, frammenti, situazioni, ognuno con la sua colonna sonora.

Ma quello che mi si presenta quando ascolto la nebbia diradarsi sulle prime note di questo CD, è quel panorama di colori e immagini, vive, tratte direttamente da quei mesi e non da altro. Mi vedo tornare in macchina dopo un’altra sera come le altre, passata con lei, e ancora una volta senza aver né tolto né aggiunto nulla al nostro stare insieme. (altro…)

maxresdefaultSi può ancora dire qualcosa per immagini sui Marillion? Qualcosa che non sia stato detto già dalla infinita produzione di video, di concerti, di making of che appartiene alla storia di questo straordinario gruppo? Ebbene, credo proprio di sì, dopo essermi ascoltato e visto per intero questo bellissimo film-documentario sulla Convention 2015 a Port Zelande. Lo confesso, il mio giudizio è condizionato dal sentimento, una sorta di attrazione sotterranea (anche se non immediata, per la naturale diffidenza verso chi mi era stato presentato come un clone degli amati Genesis), ma che ha finito per travolgermi quasi inspiegabilmente (ai tempi si parlava di comarillion) con l’ascolto del primo/secondo album, fino ad esplodere con il fantastico terzo. (altro…)

frontUn chitarrista tra i più talentuosi ed eclettici del panorama neo prog inglese forma un power trio con uno dei migliori bassisti sulla scena ed un batterista in rapida ascesa, chiama a raccolta un gruppo di ospiti di lusso e confeziona un album che finirà di sicuro per imporsi all’attenzione.

Questa brevemente la storia di Please Come Home, opera prima del project denominato Lonely Robot e guidato dalla scintillante chitarra e voce di John Mitchell (It Bites Arena), in compagnia dell’ormai leggendario Nick Beggs (Steven Wilson, Steve Hackett) e dell’arrembante batterista (neo PendragonCraig Blundell.

Chitarrista, cantante e produttore, John Mitchell è da sempre un musicista infaticabile. (altro…)