Posts contrassegnato dai tag ‘Progressive Rock’

Potrei cominciare in modo banale e scontato, affermando che con Another Day si realizza in qualche modo l’incontro tra la galassia King Crimson e quella Van Der Graaf Generator ed in effetti, pur con dei limiti fisiologici, non sarei così lontano dal vero.

Infatti, dall’incrocio funambolico tra il violino di David Cross (alla corte del re cremisi durante il fantastico epilogo della prima fase) ed i fiati di David Jackson (snodo portante di gran parte della carriera dei VDGG), scaturisce un album particolare ed interessante, interamente strumentale, cui contribuiscono attivamente Mick Paul al basso (già con la David Cross Band) e l’ormai ricercato Craig Blundell alla batteria (Steven Wilson, Frost*, Lonely Robot DC Band). (altro…)

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Jenny Sorrenti ed i Saint Just, un sodalizio che a dispetto del tempo resiste, esiste e, sopratutto, si rinnova. E’ davvero molto interessante l’operazione messa in campo dalla cantante e musicista partenopea. Prog Explosion And Other Stories è infatti un album che raccoglie brani del passato, catalogo dei Saint Just, di e con il fratello Alan ed un inedito, forse un’anticipazione del prossimo disco con la nuova band che dovrebbe vedere prossimamente la luce.

Un viaggio attraverso il tempo, guidati dalla soavità della voce di Jenny e dalle sue importanti doti di interpretazione, un viaggio musicale nel quale sensazioni ed emozioni sgorgano libere, scorrevoli. Un gruppo completamente rinnovato, giovane, carico di quella dose di entusiasmo utile a fare progredire un progetto, un’idea. (altro…)

Il talento virtuoso dei musicisti messi in campo, l’incontro tra sonorità progressive e rock jazz, qualche lontanissimo riverbero zappiano appena sfiorato, una voce femminile morbida e suadente, alcuni segmenti alternative. Questi gli elementi che caratterizzano Hurricane Esmeralda, l’album di debutto dei Moonpartcle, progetto che fa a capo al chitarrista e produttore bulgaro Niko Tsonev, un passato live (tra l’altro) con Steven Wilson.

Radunato intorno a sé un parterre dì eccellenza, Adam HolzmanCraig BlundellTheo Travis (tutti in orbita SW), con l’aggiunta della cantante Grog LiseeTsonev propone come detto un’interessante e variato connubio che credo meriti un ascolto. (altro…)

Terzo sigillo per gli statunitensi Perfect Beings che, sotto l’egida del mastermind Johannes Luley, si ripropongono con Vier, un lavoro per certi versi temerario ed ambizioso. Una struttura poderosa che si sviluppa per ben 72 minuti, suddivisa in quattro suite principali per un totale complessivo di diciotto brani.

Una mole musicale davvero non indifferente che ha attirato le mire di InsideOut per la pubblicazione del CD. Accanto a Luley, mente del progetto e qui in veste di chitarrista e bassista, troviamo i fidati Ryan Hurtgen (voce, piano) e Jesse Nason (tastiere), cui si è aggiunto il possente Sean Reinert, già alla batteria con Cynic, Death e Gordian Knot.
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Con una formazione totalmente rinnovata, tornano in gioco i vecchi Kayak capitanati dall’infaticabile tastierista Ton Scherpenzeel.

Seventeen lo scarno titolo in testa al nuovo lavoro della band di lungo corso olandese, pubblicato per InsideOut; un’ora piena di progressive rock di annata tra evidenti richiami di scuola e qualche sparuto accenno classic rock. Non una rock-opera stavolta ma un amalgama di dodici brani dei quali tre piuttosto dilatati e gli altri in forma canzone.

Bart Schwertmann (voce), Marcel Singor (chitarra), Kristoffer Gildenlöw (basso, ex Pain Of Salvation) e Collin Leijenaar (batteria), i volti della nuova line up. (altro…)

Dicembre 1971. Mancano ormai solo quindici giorni al Natale, quando durante un concerto presso il mitico Rainbow Theatre di Londra, Frank Zappa viene letteralmente assalito da un fan che lo fa carambolare giù dal palco. Risultato: fratture multiple che costringeranno uncle Frank ad una lunga rieducazione e ad un tormentato periodo a bordo di una sedia a rotelle.

Ma stiamo parlando di Frank Zappa…ed il nostro non si perde d’animo, continuando a scrivere e suonare pur se da una posizione disagiata. L’anno seguente infatti, 1972, sforna due album maestosi quanto a contenuti, contaminazione ed innovazione: Waka/Jawaka e appunto, quattro mesi dopo, The Grand Wazoo. (altro…)

C’erano una volta A Whiter Shade of Pale ConquistadorHomburg ed A Salty Dog. E’ stato tanto tanto tempo fa, il mondo della musica stava cambiando ed i Procol Harum erano tra i pionieri di questi mutamenti. Una carriera duratura che ha registrato scioglimenti e reunion e, tutto sommato, non moltissimi album all’attivo.

Oggi, dopo ben 14 anni di silenzio discografico, i nostri tornano con l’ultima fatica intitolata Novum, un lavoro agile e totalmente nel solco della band tuttora capitanata da un Gary Brooker carismatico ed inossidabile. Novum, tra l’altro, ha la peculiarità di essere il primo disco della band inglese che vede l’assenza di Keith Reid nella stesura dei testi, sostituito dall’apporto di Pete Brown. (altro…)