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C’erano una volta A Whiter Shade of Pale ConquistadorHomburg ed A Salty Dog. E’ stato tanto tanto tempo fa, il mondo della musica stava cambiando ed i Procol Harum erano tra i pionieri di questi mutamenti. Una carriera duratura che ha registrato scioglimenti e reunion e, tutto sommato, non moltissimi album all’attivo.

Oggi, dopo ben 14 anni di silenzio discografico, i nostri tornano con l’ultima fatica intitolata Novum, un lavoro agile e totalmente nel solco della band tuttora capitanata da un Gary Brooker carismatico ed inossidabile. Novum, tra l’altro, ha la peculiarità di essere il primo disco della band inglese che vede l’assenza di Keith Reid nella stesura dei testi, sostituito dall’apporto di Pete Brown. (altro…)

Grande attesa per l’uscita di Detachment, quinto e nuovo lavoro dei Barock Project, pubblicato a due anni di distanza da Skyline e che vede la band rimasta “orfana” della voce di Luca Pancaldi e, al tempo stesso, il debutto in sala d’incisione del bassista Francesco Caliendo.

Il pianista, polistrumentista e compositore Luca Zabbini, anima del gruppo emiliano, oggi ricopre anche il ruolo di cantante con risultati più che confortanti.

Esaurita la premessa, tengo a sottolineare come questo nuovo lavoro segni un ulteriore step nella discografia dei BP, un processo che mostra di essere ancora in positiva e propositiva evoluzione. (altro…)

Layout 1A tre anni di distanza dal deludente Man On the RocksMike Oldfield torna in scena con un progetto annunciato quanto, a mio avviso, insidioso. Return to Ommadawn, titolo del nuovo lavoro, spiega ampiamente le intenzioni del poli strumentista e compositore di Reading ed il rischio conclamato è quello di scivolare in una operazione nostalgia tesa forse a riscattare un recente passato musicale non troppo brillante.

Questo album è stato presentato dal musicista come il sequel dello splendido disco pubblicato nel 1975 ricalcandone il formato, una lunghissima suite strumentale divisa in due parti; ne replica le atmosfere, il mood, diverse sonorità, generando in chi scrive un senso di malinconia per il tempo andato frammisto a perplessità. (altro…)

frontSono trascorsi undici anni da quando il generatore ha ripreso vita (Present). Da quel momento sono seguiti altri due lavori, oltre uno puramente sperimentale, che hanno visto la formazione ridursi pesantemente di una unità; ciò nonostante i gloriosi Van Der Graaf Generator hanno dato impulso ad una nuova fase della loro carriera, presumibilmente l’ultima. Spifferi e voci di corridoio, fonti più o meno autorevoli, vogliono infatti che Do Not Disturb, tredicesima uscita della storica band pubblicata per Esoteric Antenna, sia il canto del cigno, l’album con il quale il trio abbia deciso di salutare definitivamente i fans ed abbandonare la scena.

In tutta onestà non so se questo corrisponda al vero ma lo ritengo plausibile, a fronte del fluire inesorabile del tempo che per forza di cose sottrae energie. (altro…)

frontNati da un’idea di Mattia Liberati (tastiere) e Flavio Gonnellini (chitarra), i romani Ingranaggi Della Valle presentano il secondo lavoro intitolato Warm Spaced Blue, pubblicato da Black Widow Records. Dopo il promettente debutto di tre anni fa (In Hoc Signo), la giovane formazione capitolina suona il secondo squillo con una line up allargata (ora i componenti sono ben sette) ed un album che, pur rifacendosi in parte ad alcune delle sonorità guida degli anni ’70, non manca di proporre chiavi di lettura e reinterpretazione personali e stimolanti.

King CrimsonSoft Machine e la scena più acida di Canterbury i principali riferimenti del passato, filtrati attraverso un mood spesso scuro, a volte spigoloso e comunque non troppo accomodante. (altro…)

frontPersi Kerry Livgren ed in seguito Steve Walsh, i Kansas hanno definitivamente rischiato l’obliopoi, gradualmente, intorno ai superstiti Phil Ehart (batteria) e Rich Williams (chitarra), oltre ai membri di seconda generazione (Billy Greer – basso e David Ragsdale – violino), si sono radunate le idee e la volontà di proseguire.

Gli innesti di Ronnie Platt (voce), David Manion (tastiere) e Zak Rizvi (chitarra) hanno così completato una formazione in grado di rimettersi in gioco a 16 anni (!) di distanza da Somewhere to Elsewhere.

Un nuovo contratto con la label Inside Out ha consentito dunque alla band americana di tornare in pista con The Prelude Incipit, quindicesimo album di una storia ormai ultra quarantennale. (altro…)

frontQuello che poco meno di tre anni fa poteva sembrare un progetto isolato, del tutto episodico, trova invece una continuazione proprio in questo periodo; e’ infatti in uscita il secondo capitolo del power -trio LevinMinnemannRudess intitolato From The Law Offices Of.. e dove i tre musicisti vengono ritratti in copertina nei panni di ineffabili professionisti.

Proporre un lavoro strumentale basato sul talento immenso dei protagonisti e, comunque, su un onesto songwriting era stato già un ottimo risultato, raggiunto con il disco d’esordio (LMR);  tentare di migliorarsi oltrepassando quella soglia non è semplice, volendo affidarsi a partiture piuttosto spinte, serrate e (come sottolineato) assolutamente prive di parti cantate. (altro…)