Billy Sherwood Divided By One 2014

Pubblicato: luglio 3, 2014 in Recensioni Uscite 2014
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frontCi sono album che nascono con un destino già segnato, ce ne sono altri probabilmente condannati a perdersi nel grigiore o, per contro, nella immensa quantità di proposte presenti oggi giorno. Poi ce ne sono alcuni, forse pochi, che con ogni probabilità non riusciranno a giungere al grande pubblico ma che in realtà contengono degli spunti felici, specie se comparati ad altri.

Questo credo sia il caso di Divided By One, settimo e nuovo disco del poli strumentista e produttore americano Billy Sherwood, noto ai più per la militanza nei Circa ma sopratutto negli Yes; proprio in questi giorni come ho già avuto modo di scrivere la band inglese pubblica il nuovo lavoro e dunque gli agganci vengono automatici.

Quel che invece era meno preventivabile è che, a conti fatti, l’ultimo lavoro di Sherwood risulti nel complesso nettamente più efficace e godibile; considerando poi il fatto che lo stesso musicista si è incaricato del mixaggio di Heaven & Earth viene da pensare che il meglio se lo sia gelosamente tenuto custodito.

Battute a parte, Divided By One non è un capolavoro che riscriverà la storia del progressive rock ma è comunque un disco organico, ben costruito, dove traspare l’intenzione di un progetto preciso e non di una raccolta di pezzi messi insieme alla bell’e meglio.

Quanto alla qualità dei suoni, alla ricercatezza di alcune soluzioni (anche da un punto di vista tecnico), il musicista americano provvede con tutto il suo bagaglio di esperienza e, perché no, di talento.

Come in occasione di The Art Of Survival (2012), Billy Sherwood suona tutti gli strumenti, effettua mixaggio e produzione; se le sue doti di chitarrista, bassista e tastierista erano già state confermate in passato, va detto che anche per il resto riesce a portare a termine il compito in maniera dignitosa. Quel che più mi colpisce, in alcuni episodi, è la tipologia della costruzione: molto vicina al sentore degli Yes, molto più Yes di quanto non siano oggi loro stessi e questo è un dato  per certi versi rilevante e curioso.

Brani come Between Us ( una pregevole ballad con tanta chitarra e tastiere in primo piano) e ancor più tracce come Sequence of Events o la conclusiva End Of an Era per linee vocali, tipologia di struttura e dinamismo della ritmica non avrebbero davvero sfigurato nel nuovo lavoro della band, tutt’altro.

Il livello d’altronde si mantiene sempre e comunque notevole. On Impact (una ipotetica fusione tra Yes Gentle Giant), The Scene Come Alive (brano vicino all’era Rabin), No Stone Unturned (passaggio possente e ritmato) e Constellation Codex sono tutti brani ben preparati, curati e musicalmente di sostanza.

Per concludere, Divided By One è uno degli album più completi espressi sin qui da Billy Sherwood; consiglio di dargli una chance in particolar modo ai fans degli Yes che credo qui potranno ritrovare alcune delle trame della band che oggi, purtroppo, sembrano andate perdute.

Max

 

 

 

 

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